Il gioco degli amori e degli inganni

di Carmelo Alberti

Data di pubblicazione su web 26/03/2026

Ottone in villa

Nel corso degli anni il Teatro la Fenice di Venezia ha proposto un’accurata rilettura delle opere di Antonio Vivaldi, realizzando Dorilla in Tempe (2019), Farnace (2021), Griselda (2022), Orlando furioso (2018, 2023) e Tamerlano (2024). In questa stagione viene presentato al Teatro Malibran Ottone in villa, in un nuovo allestimento, diverso dall’edizione del luglio 2020, in periodo Covid. È la prima opera a oggi nota composta da Vivaldi e rappresentata al Teatro di Piazza o delle Garzerie di Vicenza il 17 maggio 1713. Il libretto di Domenico Lalli è tratto dalla Messalina di Francesco Maria Piccioli (inscenato a Venezia nel 1680 con le musiche Carlo Pallavicino), dopo una decisa riduzione del numero dei personaggi e della durata, essendo destinato a un edificio raccolto.

L’azione si svolge nella villa dell’imperatore romano Ottone che, travolto dall’amore per Cleonilla, trascura l’impegno di governo. Ma fin dall’inizio la bella favorita, mentre coglie “fiori per adornarsene il seno”, rivela di essere attratta dal fascino dei giovani cortigiani. Dopo aver sedotto il consigliere Caio Silio, confessa di preferirgli ora il paggio Ostilio; in verità costui è Tullia che, ripudiata da Caio, ha indossato gli abiti maschili nel tentativo di riconquistare l’amato. Invano il consigliere Decio tenta di convincere Ottone a rientrare a Roma, dove si disapprova il comportamento licenzioso di Cleonilla, che finirà per condurlo alla rovina. Intanto s’innesta un segreto scambio di minacce tra Tullia-Ostilio e Caio in direzione opposta, a causa delle reciproche gelosie. Il gioco degli amori e degli equivoci passa sullo scambio di lettere ricattatorie, con cui s’inganna il sovrano, prima di giungere allo scioglimento finale che, dopo la rivelazione del travestimento di Tullia, sancisce la sua unione con Caio e il pentimento di Cleonilla tra le braccia di Ottone.

Una scatto delle prove generali
© Michele Crosera

Il maestro Diego Fasolis, musicista specializzato nel repertorio barocco, ha diretto con attenzione l’Orchestra del Teatro La Fenice, composta da flauti, ottavini, oboi, fagotto barocco, due cembali, tiorba e archi, evidenziando la creatività vivaldiana, soprattutto nella successione recitativo-aria su cui si basa la preziosa efficacia della composizione. L’attenta regia di Giovanni Di Cicco sceglie di valorizzare il legame con una diffusa corporeità affiancando agli interpreti le coreografie ideali, eseguite con precisione dai venti artisti dell’Associazione Deos Danse Ensemble Opera Studio, come elemento centrale della contiguità tra umanità e natura. La scena, realizzata da Massimo Checchetto, lascia fluttuare in uno spazio buio i corpi dei protagonisti e dei danzatori, con i costumi essenziali di Carlos Tieppo, tra pochi frammenti di colonne e arcate, svelando in modo soffuso le tracce e i riferimenti all’antichità. L’atmosfera, descritta dalla sapiente illuminazione di Andrea Benetello, rimodella di continuo la cornice simbolica di un’opera che si muove ora nella sfera del sospiro erotico, ora nell’eco dei sogni d’amore, tra il canto degli uccelletti e il volteggiare delle ombre oltre la fissità del tempo.

Una scatto delle prove generali
© Michele Crosera

Bravi tutti i cantanti, a iniziare dal contralto Margherita Maria Sala nelle vesti di Ottone, abile nell’esecuzione dell’aria sostenuta “Come l’onda” nell’atto secondo. Apprezzabile l’interpretazione del mezzosoprano Lucia Cirillo nella parte di Caio Silio a cui spettano vari passaggi dalla gelosia (“Gelosia tu già rendi l’alma mia”, atto primo) alla tenerezza (“Guardami in questi occhi e senti”, atto terzo). Un ruolo centrale riveste la figura di Cleonilla assegnata al soprano Carlotta Colombo, seducente e impulsiva nel passaggio dal desiderio al livore. Il soprano Michela Antenucci recita con abilità il doppio ruolo di Tullia/Ostilio. Ruairi Bowe, infine, impersona con efficacia Decio. Applausi prolungati hanno dimostrato l’apprezzamento degli spettatori.


Ottone in villa

Cast & Credits



Una scatto delle prove generali © Michele Crosera



Cast & credits

Titolo 
Ottone in villa
Sotto titolo 
Dramma per musica in tre atti
Anno 
2026
Data rappresentazione 
20 marzo 2026
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Teatro Malibran
Libretto 
Domenico Lalli. Basato sul libretto Messalina di Francesco Maria Piccioli
Regia 
Giovanni Di Cicco
Interpreti 
Carlotta Colombo (Cleonilla, amata da Ottone imperadore)
Margherita Maria Sala (Ottone, imperador di Roma)
Lucia Cirillo (Caio Silio, giovane bellissimo amato da Cleonilla)
Ruairi Bowen (Decio, confidente di Ottone)
Michela Antenucci (Tullia, dama forestiera amante di Caio, in abiti di Ostilio)
Produzione 
Fondazione Teatro La Fenice di Venezia
Scenografia 
Massimo Checchetto
Costumi 
Carlos Tieppo
Coreografia 
Giovanni Di Cicco
Luci 
Andrea Benetello
Musiche 
Antonio Vivaldi
Orchestra 
Orchestra del Teatro La Fenice
Direzione d'orchestra 
Diego Fasolis
Note 
Regista collaboratrice Emanuela Bonora Assistente alle scene Serena Rocco Coordinamento coreografico Associazione Deos Danse Ensemble Opera Studio