Quando il melodramma si fa nero

di Giovanni Fornaro

Data di pubblicazione su web 15/07/2017

Porgy and Bess

Porgy and Bess è il primo e il più conosciuto e amato melodramma “nero”. Quello che catapulta le culture afro-americane nel nuovo zeitgeist del Novecento. Solo in anni successivi si registra un rinnovamento “dal basso” di strutture musicali, stilemi e temi, grazie a spettacoli come Orfeo Negro, fortunato film del 1959 tratto dalla piéce teatrale Orfeu da Conceição di Vinicius De Moraes, il grande intellettuale brasiliano “bianco”.

Rappresentato per la prima volta al Colonial Theatre di Boston il 30 settembre 1935, Porgy and Bess vede la sua genesi in un complesso ambiente interculturale di artisti esclusivamente “bianchi”, a partire da DuBose Heyward autore del romanzo Porgy (1925), e dalla moglie Dorothy Kuhns, nella versione teatrale del 1929, che enorme riscontro ebbe a Broadway.

Affascinato dal romanzo, George Gershwin fa di tutto per realizzarne una versione musicale. Ci riesce dopo alterne vicende nel 1934-1935, scrivendo una partitura monstre di oltre settecento pagine, basata principalmente sui songs, alcuni dei quali rimarranno nella memoria e nella pratica esecutiva sia del jazz sia della musica pop, vero e proprio giacimento inesauribile per un immaginario collettivo che si nutre sempre più della cultura popular di Tin Pan Alley, e sempre meno della musica euro-colta.


Un momento dello spettacolo

Per queste ragioni non interessa molto, in questa sede, il successo relativo delle prime rappresentazioni, ma il valore che l'opera ha in sé, e che progressivamente ha assunto attraverso molteplici stratificazioni di senso conferitele dalla sua diffusione. A partire dagli anni '40, Porgy and Bess era già considerata un paradigma dell'opera americana nel senso meno “classico” del termine, cioè di una struttura drammaturgica e musicale del passato ma rivitalizzata dal “nuovo” che avanza: il dixieland, il jazz, il soul, il gospel. E non è inutile citare, in tal senso, una lunga serie di riletture dell'opera di Gershwin da parte di grandi artisti, una per tutte, forse la migliore, quella di Miles Davis e Gil Evans (1959).

Il plot è ancora legato all'opera romantica ottocentesca: un quartiere “afro” degradato di Charleston, Catfish Row, dove tra giocatori d'azzardo e spacciatori una giovane carnale donna, Bess, abbandonata temporaneamente dal fuggiasco assassino Crown, irretita dallo spacciatore dandy Sportin' Life ma amata dall'onesto mendicante zoppo Porgy, scorge grazie a questo ultimo una luce nella propria vita che, però, si spegnerà presto. Invece l'ambientazione, i protagonisti e la partitura parlano il linguaggio del Nuovo Mondo (spesso deteriore ma “vero”), quello dei neri d'America per i quali la vita, negli anni '20-'30 del Novecento, non è una strada asfaltata ma spesso una melma maleodorante da cui è difficile liberarsi ed emergere.

La figura di Porgy esprime tutta la sua irrinunciabile tenerezza, ma anche una ineluttabile tragicità. Egli arriverà a uccidere Crown per amore della sua Bess che tuttavia ancora una volta non sopporta la solitudine e parte per New York proprio con Sportin' Life. Eppure, permane un barlume di umana speranza per il futuro: Porgy persegue tenacemente il suo sogno d'amore e parte per la Grande Mela, dove forse ritroverà quella che “sente” ancora come la sua donna.


Un momento dello spettacolo

Nonostante il successo mondiale l'opera non è molto rappresentata in Italia. Grande merito va quindi alla Fondazione Petruzzelli di Bari che l'ha inserita in cartellone in questa stagione operistica. Abbiamo assistito a una proposta “chiusa”, quella dell'autorevole New York Harlem Theatre, una istituzione ultratrentennale specializzata nel repertorio afro-americano. Il loro Porgy and Bess, già allestito ad Amburgo, Dresda, Lipsia e alla Komische Oper di Berlino, rappresenta quanto di meglio è possibile ascoltare oggi nel melodramma “nero”. I cantanti sono semplicemente perfetti, sia dal punto di vista attoriale che vocale. Qualche riserva si può esprimere solo per Alvy Powell, nel ruolo maschile del titolo, per un carente volume di emissione che, a tratti, non faceva ben comprendere i suoi interventi (pur notevoli per intensità interpretativa e resi più complessi dal fatto di dover cantare quasi sempre in ginocchio). Il suo contraltare Bess, Brandie Sutton, soprano dalla voce calda e avvolgente, potente nell'emissione, affascinante e sensuale nell'interpretare una donna “perduta”, ha suscitato grandi applausi.

Ineccepibili gli altri cantanti: Michael Redding (Crown), Mary-yan Pringle (Serena), Marjorie Wharton (Maria), Brittany Robinson (Clara), John Fulton (Jake), Errin D. Brooks (Robbins), Luther Lewis (Mingo) e gli altri comprimari.

Una menzione speciale per Jermaine Smith, un funambolico, ammiccante, simpatico Sportin' Life, vero “mascalzone” che interpreta un ruolo molto difficile, tra songs meravigliosi (uno fra tutti, il famosissimo It Ain't Necessarily So), parlati accompagnati, incredibili rap ante litteram, e una ecletticità e abilità nel ballo e nei movimenti davvero rare.


Un momento dello spettacolo

Tre ore di partitura meravigliosa suddivisa in tre atti e comprendente una miriade di canzoni (dalla incredibile forza primordiale, ma raffinatissime), come la cullante Summertime (una ninnananna cantata dalla finestra di una casa, unica luce in un mondo di povertà, ma con la sua propria dignità), My Man's Gone Now, Bess, You Is My Woman Mow, I Loves You, Porgy e tante altre. Il blues e l'elemento “afro” emergono prepotentemente, lasciando agli interludi orchestrali fra i songs – in un continuum musicale senza soluzione di continuità – l'emersione del cotè colto, cui peraltro Gershwin “teneva” in egual misura rispetto a quello “afro”.

Senza sbavature la direzione d'orchestra di William Barhymer, un veterano di Porgy and Bess e unico bianco del N. Y. Harlem Theatre, alla guida di una Orchestra del Teatro Petruzzelli che ha mostrato di saper ben comprendere la sostanziale diversità musicale di una partitura come questa. La regia è affidata a Baayork Lee, grande interprete, coreografa e regista (il celebre musical A Chorus Line è basato sulla sua vita), con esiti che rasentano la perfezione e grande qualità nel gestire i movimenti di scena e la prossemica fra i protagonisti. Il coro, elemento non secondario, è stato ben preparato da Richard Cordova.

L'allestimento scenico, di Michael Scott, è sontuoso, molto anni '50. Ricorda certi film di quel periodo come Bulli e Pupe o West-side Story, ed è ricco di elementi fascinosi ed evocativi. Si pensi a quelli “naturali” della foresta sull'isola Kittiwah (II 2) e ai credibili costumi di Christina Giannini. Il corretto disegno luci è stato realizzato da Reinhard Traub.


Porgy and Bess

Cast & Credits

Trama





Bari, Teatro Petruzzelli, 12-14 maggio 2017

Cast & credits

Titolo 
Porgy and Bess
Origine 
USA
Anno 
2017
Durata 
3 h ca.
Città rappresentazione 
Bari
Luogo rappresentazione 
Teatro Petruzzelli
Prima rappresentazione 
12 maggio 2017
Titolo testo d'origine 
Porgy
Autori testo d'origine 
DuBose Heyward
Regia 
Baayork Lee
Interpreti 
Alvy Powell (Porgy)
Brandie Sutton (Bess)
Michael Redding (Crown)
Mary-yan Pringle (Serena)
Marjorie Wharton (Maria)
Brittany Robinson (Clara)
John Fulton (Jake)
Errin D. Brooks (Robbins)
Luther Lewis (Mingo)
Jermaine Smith (Sportin’ Life)
Produzione 
New York Harlem Theatreinter
Scenografia 
Michael Scott
Costumi 
Christina Giannini
Movimenti scenici 
Baayork Lee
Luci 
Reinhard Traub
Musiche 
George Gershwin
Orchestra 
Orchestra del Teatro Petruzzelli
Direzione d'orchestra 
William Barhymer
Coro 
Coro del New York Harlem Theatre
Maestro del coro 
Richard Cordova

Trama

Dramma musicale in tre atti su impianto ottocentesco, la storia è ambientata a Catfish Row, quartiere nero di Charleston.

Il violento facchino Crown uccide in una lite scoppiata al gioco dei dadi l’amico Robbins e fugge, lasciando al villaggio la sua donna, Bess, anche lei dedita all’uso di droga ed alcool. Malgrado i tentativi dello spacciatore Sportin’ Life di convincerla ad andare con lui a New York, Bess si rifugia presso il mendicante zoppo Porgy. I due si innamorano ma Crown ricompare e costringe Bess a seguirlo; presto però la donna riesce a sfuggirgli e a ritornare da Porgy, terrorizzata. Al secondo ritorno di Crown, Porgy lo uccide con una coltellata, e così viene arrestato e tenuto in prigione per alcuni giorni. All’uscita non ritrova più Bess che si è lasciata convincere ad andare con Sportin’ Life, ma non si arrende e parte per New York alla ricerca della sua amata.