Songs from London
Howard Jones
Una classe immensa. Come cantautore, come pianista, come interprete. Howard Jones ha fatto parte a pieno titolo della pattuglia di musicisti inglesi degli anni Ottanta che hanno avuto la fortuna di trovare nei videoclip una forma di diffusione della loro produzione. Un repertorio meno rock e più legato alla melodia rispetto al decennio precedente, ma con molta creatività e gusto. Proprio questi due aspetti sono alla base del songbook di Howard Jones con album come One to One che hanno fatto storia.
La data alla Union Chapel di
Londra era forse la più attesa del tour che il musicista aveva programmato nel
Regno Unito. La bellezza del luogo, una chiesa con un'acustica perfetta votata
come miglior sala da concerto di Londra nel

Poi è stata la volta di Howard Jones, che ha tenuto il palco per ben due ore da solo con il suo pianoforte. Alternando i brani con la lettura delle richieste del pubblico e con alcuni racconti relativi agli anni d'oro (dove comparivano Mick Jagger, Pete Townshend, George Harrison e anche l'amico George Michael), il cantautore ha proposto non solo i suoi pezzi da novanta, ma anche brani meno eseguiti dal fascino immutato. Come Little Bit of Snow, Sleep My Angel, Ordinary Heroes. Poi i classici cantati anche dal pubblico come No One Is to Blame (tre milioni di copie vendute negli Stati Uniti), Everlasting Love, Hide and Seek, What Is Love. La voce è ancora perfetta, anche nei toni alti. La tecnica e il tocco pianistico invidiabili. Una serata dove la professionalità ha trionfato, facendo passare due ore indimenticabili a un pubblico molto motivato e che ha festeggiato a lungo il suo protagonista.
Jack Savoretti
La parabola di Jack Savoretti è sicuramente
interessante. Fino a pochi anni fa si esibiva in piccoli club, oggi è una
rockstar a tutti gli effetti. Perché riempire uno spazio da duemilatrecento posti
come
Lo stile di Jack, inglese dal sangue italiano e che visita spesso e volentieri il nostro paese, proviene dal blues e dal rhytm'n'blues virando verso un rock molto immediato in alcuni casi con caratteristiche pop. Un linguaggio musicale che sta in piedi se si hanno buone idee e propensione alla creatività, caratteristiche che non mancano a Savoretti. Il suo ultimo album Sleep No More, con il brano omonimo presentato in apertura di concerto, è d'altra parte in testa alle classifiche inglesi ed è messo bene in evidenza nei negozi di dischi.

Il set dal vivo ha mostrato un'energia e una presenza scenica invidiabili. Accompagnato da una band di quattro (talvolta cinque) elementi, Savoretti è a suo agio sia nei brani più rock (ricordiamo We are Bound, I'm Yours, Other Side of Love, When We Were Lovers, le conclusive Written in Scars e Knock Knock), sia nelle ballate. A questo proposito è da segnalare l'intermezzo con Tight Rope e specialmente Breaking The Rules dove il musicista è stato protagonista di un pezzo di bravura con la voce. Un'emissione sempre sicura e piena di venature soul.
La serata, aperta da Joseph J. Jones (un nome da tenere a mente per le qualità vocali), si è chiusa nel segno di un divertimento ottenuto grazie alla classe. Ora per Savoretti viene la parte più difficile: quella di mantenere lo stesso livello creativo senza indulgere a facili compromessi con lo showbiz. Ma avendolo ascoltato a inizio carriera, quando suonava nei già ricordati piccoli club, lo riteniamo troppo intelligente per farlo.
The Swingles
L'esperienza dei The Swingles
(ovvero gli Swingle Singers, gruppo vocale fondato nel 1963) si è arricchita di
un nuovo capitolo. Una tappa non solo discografia, ma anche stilistica. Folklore
è infatti un disco che ha una doppia valenza, quella di un repertorio che
va oltre i confini britannici, e quella dell'aggiunta di musicisti ospiti per
un gruppo che generalmente incide e si presenta al pubblico nella versione a cappella.
La scelta del luogo per lanciare l'incisione era inoltre ben chiara: ovvero
Sul palco, insieme agli Swingle sono saliti proprio due gruppi folk, il trio strumentale Effra e il duo scozzese Twelfth Day, con due giovanissime musiciste che hanno dato vita a un repertorio basato sulla ricerca. Non solo danze dunque, ma un percorso attraverso strumenti (violino e arpa) e voci che pongono le musiciste a livelli già eccellenti.

The Swingles
Con i The Swingles le Twelfth Day hanno condiviso la traccia iniziale di Folklore, The Undutiful Daughter, brano recuperato nell'archivio della Cecil Sharp House. Un disco che fa viaggiare l'ascoltatore in tutto il mondo: dalle Filippine con la ninna nanna, al Portogallo (bellissima Nem As Paredes Confesso conosciuta per la versione di Amalia Rodrigues e interpretata come voce solista da Joanna Goldsmith-Eteson) fino all'Afghanistan, con la danza Lovers' Desire che ha visto tutti i cantanti e i musicisti sul palco.
In mezzo classici del recente repertorio Swingles: le originali Unmade, Burden e Piper, After The Storm (Mumford & Sons), America (Simon & Garfunkel), Couldn't Love you More (John Martyn), Libertango (Astor Piazzolla). Il Bach jazzato che li ha resi famosi (specialmente in Italia per la sigla di Superquark) è stato lasciato una volta tanto da parte. Ma un futuro nuovo è inevitabile. E forse non c'è un genere più attuale della musica folk anche se viene dal passato.
Lettera da Londra 2017

Cast & credits - Howard Jones
| Titolo
Lettera da Londra 2017 |
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| Sotto titolo
Howard Jones |
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| Data rappresentazione
28 marzo 2017 |
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| Città rappresentazione
Londra |
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| Luogo rappresentazione
Union Chapel |
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| Evento
An Evening with Howard Jones |
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| Orchestra
Artista di supporto Rachael Sage |
Cast & credits - Jack Savoretti
| Titolo
Lettera da Londra 2017 |
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| Sotto titolo
Jack Savoretti |
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| Data rappresentazione
29 marzo 2017 |
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| Città rappresentazione
Londra |
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| Luogo rappresentazione
Royal Festival Hall |
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| Evento
Sleep no More |
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| Orchestra
Artista di supporto Joseph J Jones |
Cast & credits - The Swingles
| Titolo
Lettera da Londra 2017 |
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| Sotto titolo
The Swingles |
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| Data rappresentazione
30 marzo 2017 |
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| Città rappresentazione
Londra |
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| Luogo rappresentazione
Cecil Sharp House |
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| Evento
Lancio dell'album “Folklore” |
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| Orchestra
Artisti di supporto Effra, Twelfth Day |