La vertigine del male inconscio

Gun-Brit Barkmin (L'istitutrice)
Eccellente la direzione d'orchestra di Bartoletti per un'opera di straordinaria limpidezza espressiva pur nelle sue complesse, equivoche stratificazioni d'emozione e di pensiero, una trama sonora e narrativa che lascia spazio ai tanti equivoci, dubbi, che restano sospesi tra paure di mondi ignoti, presenze che ritornano dall'aldilà, e ribrezzo e terrore per quanto vive celato dentro di noi, voglie sotterranee che non osano affiorare alla coscienza.

Debora Beronesi (Mrs. Grose), Gun-Brit Barkmin (L'istitutrice)
La musica e il racconto non spiegano, ma evocano e suggeriscono, insinuando nel cuore e nella mente la possibilità del male. E sarà il lettore/ascoltatore/spettatore a immaginare sapendo ricavare da se stesso i sensi possibili. Già Henry James evidenziava questo aspetto, ritrovabile nell'opera vista ora a Parma: si tratta di rendere la vista del male sufficientemente intensa (un impegno piacevole, sottolinea l'autore, sottoscrivibile s'immagina anche dal compositore) da far creare autonomamente i dettagli, "fagli pensare il male, faglielo pensare da sé, e sarai libero dal peso di deboli sottolineature". Magnifico! Una poetica dell'atmosfera sospesa, dell'indeterminatezza, dei silenzi carichi di domande, il tutto però con una scrittura (e una partitura musicale) di suprema precisione. E questa duplice direzione moltiplica ulteriormente la sottile angoscia che subito coinvolge, lascia con l'animo sospeso.
Quinte di vegetazione e interni dalle ampie vetrate, ma la sensazione che prevale è sempre di soffocante chiusura, una sorta di circuito chiuso di relazioni, d'opprimente convivenza che moltiplica ansie, apprensioni, mentre si varcano soglie impossibili, i morti che tornano, apparizioni inquietanti… "E' questo luogo protetto il perfido mondo in cui le cose non dette possono esistere?". Narrazione e drammaticità, innocenza e possessione: grande è il fascino della perversione che è delle creature dell'aldilà, ma la volontà malvagia, la determinazione a produrre il male invade la stessa istitutrice, i bambini, forse infine loro stessi autori di quelle paurose visioni, a richiamare chi ormai abita l'inferno. Ambiguità è la parola più frequentemente usata per The turn of the screw, il buio della scena condizione metafisica e psicologica, sonno della ragione, visionarietà onirica, "Io sono la vita nascosta che si agita quando la candela si spegne", queste le parole di Quint.

"La cerimonia dell'innocenza è sommersa", il verso ripetuto di William Butler Yeats, posto nel cuore dell'opera, è cantato insieme da Quint e Miss Jessel, mentre l'istitutrice ammetterà di essersi perduta dentro il "suo" labirinto, corrotta dall'innocenza! E possiede anche il carattere della minaccia la sua decisione espressa con energia a Miles: "Tu sarai mio ed io ti salverò". La stessa musica svela come l'istitutrice vada assomigliando, nella forma del canto, a Quint, in qualche modo spaventosa come i fantasmi contro cui combatte, fragili comunque i bambini, nella messa in scena vista a Parma, Miles anche più piccolo della sorella Flora… Un capolavoro, un allestimento indimenticabile.

Jacob Moriarty (Miles),
Fleur Todd (Flora)
Teatro Regio di Parma

Marlin Miller (Quint),
Patrizia Orciani (Miss Jessel)
Foto: Roberto Ricci
Cast & credits
| Titolo
The turn of the screw |
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| Sotto titolo
Opera in un prologo e due atti di Benjamin Britten |
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| Data rappresentazione
30/03/2006 |
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| Città rappresentazione
Parma |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Regio |
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| Prima rappresentazione
Venezia, Teatro La Fenice, 14 settembre 1954 |
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| Libretto
Myfanwy Piper |
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| Autori testo d'origine
Henry James, "The turn of the screw" |
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| Regia
Luca Ronconi |
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| Interpreti
Martin Miller (Il Prologo) Gun-Brit Barkmin (L'Istitutrice) Jacob Moriarty (Miles) Fleur Todd (Flora) Debora Beronesi (Mrs. Grose) Marlin Miller (Quint) Patrizia Orciani (Miss Jessel) |
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| Produzione
Allestimento del Teatro Regio di Torino |
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| Scenografia
Margherita Palli |
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| Costumi
Vera Marzot |
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| Luci
Franco Marri |
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| Musiche
Benjamin Britten |
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| Orchestra
Teatro Regio di Parma |
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| Direzione d'orchestra
Bruno Bartoletti |
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| Note
In lingua originale con sopratitoli in italiano Editore Boosey & Hawkes, Londra |
Trama
Prologo
Una voce narrante informa dellantefatto, ovvero lassunzione dellIstitutrice a custodia dei due bambini Flora e Miles nella residenza di Bly, da parte di un parente-tutore che però non vuol per nessuna ragione essere importunato. Dapprima esitante per la clausola bizzarra e inconsueta, lIstitutrice finisce poi per accettare.
Atto primo
Scena prima (‘Il viaggio). LIstitutrice, in viaggio verso Bly, esprime i suoi dubbi e le sue ansie prima dellincontro con i due bambini Scena seconda (‘Il benvenuto). La governante Mrs. Grose, tempestata dalle domande di Miles e Flora, attende larrivo della nuova Istitutrice. Costei arriva finalmente a Bly, e Mrs. Grose le descrive lottima natura dei due ragazzi. LIstitutrice è felice per il calore con cui viene accolta. Scena terza (‘La lettera). LIstitutrice riceve unincredibile missiva da parte della scuola di Miles, che la informa dellespulsione del ragazzo per motivi disciplinari. Osserva Miles e ritiene che si tratti di un orrendo errore di valutazione, e decide con lappoggio di Mrs. Grose di non informare nessuno dellaccaduto. Scena quarta (‘La torre). Mentre lIstitutrice passeggia tranquilla nel parco, assiste allapparizione di uno strano individuo sulla torre. Si rende conto ben presto che si tratta duno sconosciuto e si allontana molto agitata. Entrano quindi i due bambini. Scena quinta (‘La finestra). Flora e Miles giocano e cantano una nursery rhyme (“Tom, Tom the Pipers son”) in una stanza della villa. Entra lIstitutrice che vede attonita alla finestra limmagine di Quint, che poi scompare. Ella cerca di saperne di più, e descrive nella massima agitazione luomo a Mrs. Grose, che immediatamente riconosce dalle sue parole Peter Quint, un servitore della villa legato da un torbido legame a Miss Jessel, la precedente istitutrice, e anche ai bambini. Lorrore simpossessa della nuova arrivata quando capisce che tanto Quint quanto Jessel sono morti: capisce che su Bly incombe una malvagia situazione e che Quint è tornato a cercare il piccolo Miles. Daccordo con Mrs. Grose, lIstitutrice decide di proteggere i piccoli da quelle presenze demoniache, in modo che non si accorgano di nulla. Scena sesta (‘La lezione). LIstitutrice sta dando ai ragazzi una lezione di latino, e Miles si dimostra preparatissimo. Allimprovviso, il ragazzo si mette a cantare in modo stralunato una canzoncina basata sui diversi significati latini della parola «malo» (“Malo, malo, I would rather be”), che rivela per la prima volta il turbamento interno di Miles. Scena settima (‘Il lago). È mattina e lIstitutrice è con i ragazzi in riva al lago del parco. Flora canta una ninna nanna alla sua bambola (“Go to sleep, my dolly dear”) e allimprovviso si manifesta, sullaltra riva del lago, il fantasma di Miss Jessel, che subito si dissolve. LIstitutrice è disperata: capisce che i bambini fanno finta di non vedere né sentire, ma sono perfettamente complici con i due spettri che vengono a cercarli. Scena ottava (‘Di notte). Con un canto seducente Quint attira Miles a sé, e allo stesso modo Jessel chiama Flora. Si chiarisce il rapporto di possessione fra i quattro (“On the paths, in the woods”). I fantasmi si dissolvono allarrivo nella camera da letto dellIstitutrice e di Mrs. Grose. I ragazzi non stavano dormendo e sono chiaramente in uno stato ancora confusionale. Miles ripete allIstitutrice: «Sono cattivo, sono cattivo».
Atto secondo
Scena prima. Quint e Jessel si confermano nella loro intenzione di dominare le anime dei due ragazzi, in un duetto infernale (“The ceremony of innocence is drowned”). Frattanto, lIstitutrice si lascia andare alla sua desolazione. Scena seconda (‘Le campane). Davanti alla chiesa, fuori scena si sentono le voci di Miles e Flora cantare un salmo, che dapprima sembra innocuo e poi man mano si trasforma in qualcosa di prossimo al blasfemo. «Stanno dicendo cose orrende», saccorge lIstitutrice, e Mrs. Grose le suggerisce di scrivere allo zio tutore dei ragazzi. Ella sa di non poterlo fare. Poi Miles la provoca, sostenendo di sapere ciò che ella pensa, e lIstitutrice decide di abbandonare quel luogo demoniaco (decima variazione-interludio). Scena terza (‘Miss Jessel). Tornata in casa, lIstitutrice scopre al suo posto in aula la signorina Jessel, con la quale ha uno scambio drammatico. La creatura immateriale si dilegua e lIstitutrice decide di scrivere al tutore. Scena quarta (‘La camera da letto). Miles intona sinistramente la sua canzone “Malo, malo”, nella sua camera illuminata da una candela. Entra lIstitutrice, che lo informa della lettera e cerca di riguadagnare la fiducia del ragazzo. Quint è però in agguato, e ancora dirige la volontà di Miles: si spegne la candela, e Miles sautoaccusa del fatto. Scena quinta (‘Quint). Il fantasma del cameriere spinge Miles a rubare la lettera dellIstitutrice. Scena sesta (‘Il pianoforte). Miles sta studiando il pianoforte, e il suo modo di suonare è ammirato da Mrs. Grose e dallIstitutrice. La governante poi saddormenta e Flora ne approfitta per uscire. È troppo tardi quando lIstitutrice si accorge della fuga e si rende conto che Miles ha suonato soltanto per distrarre la loro attenzione e dar modo alla sorella di assentarsi e incontrarsi con Miss Jessel. Rimasto solo, Miles si trasforma da principiante della tastiera in un diabolico virtuoso. Scena settima (‘Flora). LIstitutrice ritrova Flora insieme a Miss Jessel: cerca di ottenere da lei una confessione riguardo alla presenza dello spettro, ma Flora ostinatamente nega. Mrs. Grose, che non riesce a vedere nulla di quanto sta accadendo, comincia a pensare che la mente dellIstitutrice sia compromessa: questultima sente ormai daver fallito ogni tentativo di salvare i due ragazzi. Scena ottava (‘Miles). Mrs. Grose si rende finalmente conto che sta succedendo qualcosa di estremamente grave, e dà ragione allIstitutrice. Si decide allora di inviare Flora dallo zio, accompagnata dalla governante. A questo punto, lIstitutrice rimane sola con Miles: è lultimo, drammatico confronto. Miles, amorevolmente guidato dallIstitutrice, ammette daver rubato la lettera, benché Quint sia presente e lo inciti a negare. LIstitutrice, in un autentico duello con lo spettro, riesce anche a far rivelare al ragazzo il nome del suo infernale compagno: «Peter Quint, you devil!». Invano, crede daver vinto: nelle sue braccia non resta che il corpo senza vita del piccolo Miles. Straziata e sconfitta, lIstitutrice canta la canzone del ragazzo, “Malo, malo”, come una disperata trenodia.