Harnoncourt esalta il genio di Bruckner

di Marcello De Angelis

Data di pubblicazione su web 22/09/2005

Nikolaus Harnoncourt
Nel silenzio assoluto del Grosses Festspielhaus, durante la seconda matinée dedicata ai Wiener Philharmoniker, vibra un telefonino. E Nikolaus Harnoncourt, che aveva appena attaccato in pianissimo la Quinta sinfonia di Bruckner, si ferma per riprendere un attimo dopo. Date le proporzioni, che il direttore tedesco tende piuttosto a dilatare, si arriva quasi a un'ora e mezzo di musica. Il gesto signorile e distaccato (i maligni direbbero noioso) porta acqua al mulino mistico dell'austero compositore austriaco che scriveva per orchestra pensando alla selva di canne d'organo dell'Abbazia di San Floriano, dimora dello scapolo impenitente, luogo di culto professionale, fonte di ispirazione.


Nikolaus Harnoncourt


Una seconda natura, insomma, osservatorio dal quale ammirava, rispettosamente contraccambiato o ignorato dei tutto, Brahms e Wagner, cui dedicherà alla morte, nel 1883, la Settima sinfonia. Con la Quinta siamo a metà percorso. Ne seguiranno altre quattro con alcuni abbozzi successivi. Proprio come Beethoven, Schubert e Mahler. Fuorché Brahms, i 'viennesi' sono legati al destino (sciagura? fortuna?) del numero nove. Dopo, il silenzio. La retorica religiosa di Bruckner può anche apparire irritante. Di fatto, scatenò negli anni Cinquanta una febbre rivendicativa forse esagerata, ma non ingiustificata. Togliere, infatti, dalla grande storia del sinfonismo tedesco il nome del mite organista di San Floriano, vorrebbe dire tagliare qualcosa di una linfa che può portare progressivamente, per vie sempre più provocatorie, a Mahler. La tappa bruckneriana di questo cammino non fu un incidente di percorso. Basterebbe pensare all'inquietante gestione strumentale dell'horror vacui, malattia dalla quale non era indenne Mahler, pur con i dovuti distinguo segnati da generazioni diverse.

Certo, Harnoncourt, che non reinventa nulla di quanto è scritto, è il meno indicato per dar ragione a certi accesi esegeti del musicista austriaco. Il quale, paradossalmente, è più importante per certi 'silenzi' che nello scatenamento delle energie ritmico-timbriche. Da questo punto di vista gli Scherzi, compreso quello della Quinta, risultano assolutamente geniali. Imbattibili i Wiener per amalgama fonico ed elasticità di fraseggio.


Da "Il giornale" del 4 settembre 2005


Nikolaus Harnoncourt /Wiener Philharmoniker

Cast & Credits

 
Festival di Salisburgo
Estate 2005



 Salzburger Festspiele











Cast & credits

Titolo 
Nikolaus Harnoncourt /Wiener Philharmoniker
Data rappresentazione 
28/08/2005
Città rappresentazione 
Salisburgo
Luogo rappresentazione 
Großes Festspielhaus, Festival di Salisburgo
Musiche 
Anton Bruckner, "Sinfonia n. 5" in si bem. maggiore
Orchestra 
Wiener Philharmoniker
Direzione d'orchestra 
Nikolaus Harnoncourt