Sergio Monaldini
Uno zanni per tre amorose

Vita e mestiere di Giovan Battista Fiorillo, commediante, e delle sue tre mogli

Roma, tab edizioni, 2024, 486 pp., euro 45.00
ISBN 978-88-9295-853-1

Data di pubblicazione su web 09/07/2025

Uno zanni per tre amorose


Il volume che qui si presenta è un ottimo esempio di studio biografico sugli attori, basato su ricerche originali condotte ad ampio raggio, sull’interpretazione di vecchi e nuovi documenti e su una solida conoscenza della storiografia. È incentrato su uno dei principali capocomici della prima metà del Seicento, Giovan Battista Fiorillo, e sulle tre mogli che ne condivisero il mestiere: Lucilla (di cui conosciamo solo il nome d’Arte), Prudenza Carpiani e Beatrice Tarlati Vitali. Ma l’attenzione storica e critica dell’autore si allarga fino a comprendere la vita e la professione degli uomini e delle donne che furono i protagonisti del teatro professionistico italiano del tempo e che a vario titolo incontrarono, accordarono protezione od ostacolarono, fecero da intermediari, entrarono in sintonia o si scontrarono con la famiglia Fiorillo. 

Indagare la storia degli attori e delle attrici è essenziale per dare origine a una nuova storia del teatro che tenga nella giusta considerazione l’apporto attoriale. È quanto in questi ultimi anni stanno facendo il gruppo di lavoro legato all’Archivio Multimediale degli Attori Italiani (AMAtI), ideato e diretto da Siro Ferrone e di cui è responsabile scientifico Francesca Simoncini, e il programma di ricerca Acting Archives sulle tecniche di recitazione nel teatro e nel cinema, diretto da Claudio Vicentini e Lorenzo Mango. Queste due esperienze in fieri, nate sulla scia delle innovazioni introdotte dagli studi di Ferrone – in particolare Attori mercanti corsari. La Commedia dell’Arte in Europa tra Cinque e Seicento (1993, 2011), Arlecchino. Vita e avventure di Tristano Martinelli attore (2006, 2024) e La Commedia dell’Arte. Attrici e attori italiani in Europa (XVI-XVIII secolo) (2014) – hanno dimostrato come ricostruire le biografie dei protagonisti della scena, soprattutto dei secoli alti, pone rilevanti questioni di metodo. Tra queste come affrontare la carenza dei documenti, necessari per trovare nuovi percorsi di ricerca altrimenti impossibili, restituire frammenti di vita e di recitazione, comprendere meglio la struttura e le regole alla base del professionismo teatrale.

Le solide competenze archivistiche che già in passato hanno consentito a Monaldini di fornire preziosi contributi per la ricostruzione della vita materiale delle compagnie e dei comici si confermano in questa occasione. Le esplorazioni condotte negli archivi italiani e stranieri, tra cui il Tiroler Landesarchiv di Innsbruck, il Moravsky Zemsky Archiv di Brno e l’Archiwum Główne Akt Dawnych di Varsavia, hanno consentito di ampliare la quantità e la tipologia delle fonti a disposizione e di fare ricorso a tipologie documentali tra le più diverse e “casuali” (p. 17), alcune delle quali sono pubblicate nella corposa Appendice che arricchisce il volume (pp. 343-430). Un ruolo di primo piano è svolto dai carteggi, in particolare da quelli custoditi negli archivi delle case regnanti e degli aristocratici che, a vario titolo, si interessarono al mercato teatrale. Ampiamente utilizzati nel volume, negli ultimi trent’anni sono stati al centro di spogli sistematici e di pubblicazioni che hanno dato un contributo decisivo alle ricerche sugli attori. Opportuno ricordare i volumi delle Corrispondenze dei comici dell’Arte, diretti da Ferrone (1993); quelli di Dinko Fabris e dello stesso Monaldini sul carteggio dei Bentivoglio di Ferrara (1999 e 2000); i sette volumi del carteggio Gonzaga conservato presso l’Archivio di Stato di Mantova, stampati presso Silvana editoriale tra il 2000 e il 2003; e i volumi di Sara Mamone su Giovan Carlo e Mattias de’ Medici, Serenissimi fratelli principi impresari (2003 e 2013). 

I materiali raccolti sono utilizzati da Monaldini con finezza interpretativa per costruire una documentata narrazione della biografia di Giovan Battista Fiorillo, napoletano d’origine, figlio di Silvio (capitan Mattamoros) e fratello di Tiberio, celebre Scaramouche dell’Ancien Théâtre Italien di Parigi. Figlio d’Arte, Giovan Battista ebbe la possibilità di formarsi all’ombra di un genitore che era tra le massime personalità del teatro professionistico del tempo e di affermarsi come attore di successo con il nome di Trappolino, oltre che autore non secondario nella drammaturgia seicentesca. Salvo rare eccezioni, la sua attività si svolse all’interno dei circuiti che collegavano i principali centri degli Stati italiani. Per quasi mezzo secolo calcò i più importanti palcoscenici della Penisola riuscendo a far parte – inizialmente con l’aiuto del padre, con il quale formò una coppia indissolubile, poi autonomamente, anche grazie a matrimoni ben calcolati – di quel ristretto gruppo di comici i quali, grazie al loro talento e alle capacità imprenditoriali, riuscirono a influenzare in modo decisivo il mercato teatrale. «Fu uno di quei comici, insomma, che della storia teatrale dell’epoca furono protagonisti, e non seconde parti o comparse, pur rimanendo semplicemente un serio professionista» (p. 20). Scorrere la sua biografia significa aprire una finestra sulla storia del teatro dell’Arte italiano riscoprendone aspetti essenziali.

Ma a Monaldini va riconosciuto un ulteriore merito: quello di aver saputo precisare con equilibrio storico, tanto raro in tempo di anacronistiche rivendicazioni femministe, quello che fu l’apporto del professionismo femminile alla storia del teatro venduto e il determinante contributo delle attrici all’innalzamento della qualità artistica degli spettacoli. 




di Lorena Vallieri

Indice

                                   

Abbreviazioni

Introduzione

 

1. Trappolino

2. Il figlio del capitano

3. Lucilla

4. Prudenza

5. Beatrice

   5.1. Giovan Battista e Tiberio

   5.2. Questioni di cavalieri e Parigi

   5.3. Carlo Righenzi (Leandro)

   5.4. Epilogo

 

Cronologia


Appendice

   I. Prologo recitato da Lucilla a Bologna nella stagione autunno-inverno 1628, in occasione della morte di Eularia de Bianchi

   II. La scena illustrata

   III. Carlo Torre. La musa veridica

   IV. Ottavio Ballada. Ossequio di poetica verità

   V. Agostino Coltellini. Si loda la sig. Beatrice comica Accesa

   VI. Testamenti di Tiberio Fiorillo e Isabella Lorenza Campi (Del Campo)

   VII. Uno scenario scritto da Leopoldo de’ Medici per la compagnia dei Fiorillo

 

Bibliografia

Indice delle illustrazioni

Indice dei nomi, delle località e dei testi drammaturgici