2025: i grandi anniversari

di Francesco Tanzi

Data di pubblicazione su web 10/04/2025

2025: i grandi anniversari

Per gli amanti della musica del Novecento e dei multipli del numero cinque, il 2025 sembra essere l’anno perfetto per celebrare entrambe le passioni. Con il Convegno Internazionale «Diffuso» da gennaio a dicembre, l’associazione NoMus in collaborazione con la Società del Quartetto festeggia i settant’anni dello Studio di Fonologia Musicale della Rai di Milano con una serie di eventi, concerti, visite e seminari che si svolgono nei luoghi storicamente più rilevanti del capoluogo lombardo.


Introducendo 2025: i grandi anniversari, seconda sessione in calendario, Maria Maddalena Novati ha salutato il sovrabbondante pubblico accorso nella Sala Fontana del Museo del Novecento elencando le ricorrenze che si intendevano celebrare nel corso del pomeriggio al cospetto delle guglie del Duomo. Il 2025, infatti, coincide con i cinquant’anni dalla morte di Luigi Dallapiccola e Dmitrij Šostakovič, nonché con i cento anni dalla nascita di Luciano Berio. A officiare l’evento Ilaria Baldaccini, pianista e clavicembalista, riconosciuta dalla critica come interprete originale e raffinata, con un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero prevalentemente come solista.


Il concerto si è aperto con la prima esecuzione assoluta di Luce blu e rossa in assenza di verde di Francesca Gambelli (1977), artista eclettica e pluripremiata non soltanto nel campo musicale, ma anche nell’ambito delle arti plastiche e grafiche. Proprio da suggestioni visive sembra prendere origine il materiale sonoro del brano: dai cluster che si ergono come colonne portanti nei due registri grave e acuto del pianoforte – a rappresentare i due colori primari? – viene a generarsi gradualmente un acquerello violetto dipinto nel registro medio dello strumento con una scrittura dalle nuances vocali.


Segue il Quaderno musicale di Annalibera, opera commissionata dal Pittsburgh International Contemporary Music Festival a Luigi Dallapiccola nel 1951. Dedicati dal compositore «alla mia cara bambina, nel giorno del suo ottavo compleanno», gli undici brani segnano la definitiva assimilazione delle caratteristiche della seconda scuola di Vienna in quella che Luciano Berio nel 1995 definirà «una identità strutturale, concettuale e quindi espressiva del discorso vocale e strumentale». 


I quattordici Preludi selezionati dai ventiquattro dell’Op. 34 di Dmitrij Šostakovič, invece, segnano nel programma un momentaneo allontanamento in termini tanto geografici quanto stilistici dall’area italiana verso la Leningrado del 1932. È l’anno in cui Mitja, portata a termine Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, viene eletto delegato di quartiere e decide di dedicarsi alla scrittura pianistica, anche in vista di un ritorno sulle scene come esecutore. Lo stile di queste pagine, che Franco Pulcini descrive come «notevolmente semplificato», viene impreziosito dall’esegesi di Baldaccini, la quale ha conservato una solida coerenza interpretativa e sonora nonostante tutte le asperità che può presentare un simile viaggio all’interno del circolo delle quinte.


Dopo una breve pausa è il turno della Petite Suite, tratta dal Berio Family Album del 1947. Introdotta da Baldaccini come l’opera di un Berio che «nonostante la giovane età è già in grado di sorprendere», la Suite pre-Darmstadt e pre-Fonologia è composta da brani che sembrano provare a condensare tutta l’esperienza del primo Novecento musicale europeo, nonché la produzione di autori fondamentali quali Hindemith, Bartók e Ravel.


A chiusura del concerto, la stessa Baldaccini ha regalato un fuori programma: la Gnossienne n.1 di Erik Satie. Questa sorpresa – molto gradita dal pubblico – è stata motivata dalla ulteriore ricorrenza dei cento anni dalla morte del compositore francese, nonché dalla «tanta energia» che la pianista stessa ha confessato di aver dedicato alla sua musica (il riferimento è al lavoro Monsieur Satie, disco pubblicato nel 2017 dalla EMA Vinci Records). A seguito di un lungo applauso, Baldaccini ha concesso come bis Luce blu e rossa in assenza di verde di Gambelli, questa volta in seconda assoluta.


Terminati gli applausi Maria Maddalena Novati ha salutato il pubblico richiamando le future sessioni del Convegno Internazionale, tra le quali si segnala l’appuntamento del 27 maggio Milano negli anni ’50: cultura, tecnologia e avanguardie artistiche presso il Castello Sforzesco, che vedrà tra gli ospiti punte di diamante della scena musicale contemporanea italiana come Marcello Panni, Giacomo Manzoni, Sandro Gorli e Salvatore Sciarrino.