Hystrio, a. XXXV, n. 1, 2022



120 pp., euro 12,00

Data di pubblicazione su web 14/02/2022

La copertina

Il nuovo numero di «Hystrio» si apre con la consueta Vetrina. Il primo contributo – firmato da Ilaria Angelone, Valeria Brizzi e Arianna Lomolino – si sofferma sui rischi e le difficoltà connesse alla ripartenza della stagione teatrale e sulle novità, tra luci e ombre, del FUS in proiezione triennale. Il perdurare dei figli d'arte di tradizione capocomicale presente nella scena italiana contemporanea è il tema di Giuseppe Liotta che si sofferma sugli esempi degli eredi di Vittorio Gassman, Gianluca Guidi (figlio di Johnny Dorelli) e sugli attori di scuola napoletana capitanati dai De Filippo.

Teatro di Acerbi, formazione attiva nell'astigiano dal 1998, segue il filone del teatro popolare di ricerca (Testamento dell'ortolano, Dormono… sulle colline) e, come spiega Matteo Tamborrino, organizza il festival Paesaggi e oltre, svolgendo anche importanti attività formative nelle scuole locali. Guarda al futuro la seconda edizione del bando delle Resistenze Digitali, come bene illustra Arianna Lomolino, grazie all'affermazione di un progetto condiviso che ha concesso spazio virtuale ad artisti alla ricerca di visibilità. Ruota intorno al progetto La città dei miti – trilogia ricavata da Medea, Eracle e Filottete, ideata da Teatri dei Borgia e interpretata in ambienti urbani – l'intervista raccolta da Diego Vincenti che si completa con preziose informazioni relative al nuovo progetto dedicato al tema del lavoro.

In Vetrina compare anche la compagnia Babel Crew meritevole di grande apprezzamento, come sottolinea Alessandro Toppi, per aver trasformato in spazio teatrale un padiglione dell'area Zisa di Palermo, inaugurato nel 2018 e diventato polo multiculturale. Infine, Rossella Porcheddu ci parla di Meridiano Zero, compagnia teatrale di Sassari attiva dagli anni Novanta e impegnata prima in laboratori all'interno del carcere di Livorno poi nella produzione di spettacoli legati all'indagine delle sfaccettature della vita quotidiana.

Giuseppe Liotta dedica, nella sezione Anniversari, un intenso articolo a Pier Paolo Pasolini in occasione della ricorrenza del centenario della nascita. Definito «controverso e divisivo in vita quanto sentito necessario già a pochi anni dalla sua tragica scomparsa» (pag. 14), il suo pensiero è considerato attuale di fronte ai conflitti generazionali e ai tormenti giovanili. L'omaggio pasoliniano si completa con la ricognizione della sua fortuna (e sfortuna) in ambito teatrale.

Il viaggio di Teatromondo inizia a Londra dove Jacopo Panizza rileva una costante: forse per la prolungata chiusura causata dalla pandemia, i teatri si dimostrano più attenti agli incassi rispetto alle ragioni dell'arte proponendo spettacoli di cassetta. Fanno eccezione progetti innovativi come Deciphering della compagnia Curious Directive in scena al New Diorama Theatre e Little Scratch della regista Katie Mitchell, un monologo in cui si racconta la giornata di una donna vittima di un abuso sessuale.

Si dimostra sempre attiva e creativa la scena berlinese, come attesta Davide Carnevali che si sofferma sulla Volksbühne, ora diretta da René Pollesch anche regista del suo Aufstieg und Fall eines Vorhang und sein Leben da zwischen, e sul Find Festival alla Schaubühne con spettacoli di grande qualità come Love del londinese Alexander Zeldin e Outside del moscovita Kirill Sevebrennikov. Irina Wolf illustra le produzioni del Burgtheater di Vienna diretto da Martin Kusej, che firma la regia della tragedia schilleriana Maria Stuart, mentre due commedie di Maxim Gorkij – I figli del sole e Nemici – sono allestiti da Simon Stone. Allo Josefstadt Theater si è fatta applaudire la rappresentazione di Der Köning stirbt (Il re muore) di Eugène Ionesco per la cura di Claus Peymann. Per quanto riguarda la Francia, L'Île d'Or del Theatre du Soleil e la grande prova artistica di Ariane Mnouchkine sono al centro dell'articolo di Laura Caretti.

Teatromondo si conclude a New York, dove Laura Caparrotto informa sulla diffusione del teatro interattivo, segnatamente Money Heist: the Experience con cinquanta attori che, a rotazione, accolgono ogni quindici minuti dieci spettatori.

Spetta a Laura Bevione e Lorenzo Conti la cura del dossier La nuova scena della danza italiana. Ad avviarlo è lo stesso Conti con un'intervista ad Alessandro Pontremoli che inquadra la situazione attuale da un punto di vista artistico con la connessa ricerca di nuovi formati, compresi i problemi dei contributi statali e degli investimenti carenti. A più mani è firmata una acuta riflessione sulla funzione della drammaturgia nella costruzione coreografica, intesa come elemento creativo «capace di legare la sfera intima dell'artista con quella politica della condivisione del lavoro nel mondo» (pag. 29). Parla approfonditamente di coreografia anche Fabio Acca che si sofferma sugli ultimi dieci anni di questo settore dello spettacolo, delineandone le varie declinazioni artistiche attraverso i lavori, tra i tanti, di Michele Di Stefano, Fabrizio Favale, Cristina Rizzo, CollettivO CineticO.

Alla tendenza al solipsismo praticata dalle nuove generazioni si sta affiancando, secondo quanto documenta Alessandro Iachino, una sorta di collaborazione di tipo cooperativo come indicano le reti create da Alessandro Sciarroni, Chiara Bersani e Marco D'Agostin, capaci di elaborare performances di respiro internazionale. Nell'intervista concessa a Roberto Canziani, la coreografa Silvia Gribaudi riflette sull'introduzione di elementi comici nella danza. Rimane sempre in auge la danza d'autore con la sua spinta eversiva e di critica sociale; in merito Francesca Giuliani presenta le esperienze significative di Luna Cenere, Annamaria Ajmone, Salvo Lombardo.Il superamento delle convenzioni vive una grande accelerazione soprattutto nell'ultimo decennio attraverso l'elaborazione di nuovi metodi e in rapporto a nuovi spazi performativi: così osserva Francesca Serrazanetti a proposito di artisti quali Michele Di Stefano, Jacopo Jenna, Elisabetta Consonni, Alessandro Carboni.

Di donne alla direzione di festival e di centri di residenza si occupa Elisa Guzzo Vaccarino, rilevando il persistere di posizioni subalterne e, talvolta, il manifestarsi di atteggiamenti non ascrivibili alla solidarietà femminile.

Il dossier prosegue con una mappatura, proposta da Laura Bevione, relativa ai centri di residenza, case della danza, teatri distribuiti in Italia. Analogamente Lucia Medri offre una completa e dettagliata rassegna dei festival nazionali, maggiori e minori, sintetizzandone le caratteristiche.

Il confronto e la rivisitazione dei classici costituisce un momento importante per l'artista che, in questo modo, può misurare la forza comunicativa e l'impatto creativo del proprio linguaggio. A titolo esemplificativo Carmelo A. Zapparata prende in considerazione i lavori di Salvo Lombardo, Roberto Zappalà, Enzo Cosimi, ecc. Il nome di Cosimi ritorna nel contributo di Roberta Nicolai quale esempio di coreografo che declina il corpo in senso «politico» inteso come «corpo tra i corpi» (pag. 46), al quale si affiancano i progetti di Alessandra Cristiani, Daniele Ninnarello e altri ancora.

Mara Loro fa il punto sulle tante organizzazioni pubbliche e private finalizzate alla promozione della danza contemporanea in Italia; mentre Greta Pieropan racconta di Dance Well di Bassano del Grappa che si rivolge a persone colpite dal Parkinson. Rispetto alle grandi capitali europee in Italia è piuttosto carente la presenza di centri di formazione pubblica dedicati alla danza contemporanea, come rileva Maddalena Giovannelli, anche per via della mancanza di adeguate risorse necessarie per la progettazione didattica. A queste problematiche si allinea l'articolo di Valentina Marini, ricco di riflessioni proiettate nel futuro, facendo riferimento ai decreti ministeriali e alle sovvenzioni targate Fus. Spetta a Carlotta Garlanda la chiusura di questo ricco e aggiornato dossier con notizie e considerazioni sulla circuitazione internazionale della danza italiana.

Nella sezione Ritratti, trova posto Renato Carpentieri. Alessandro Toppi ricorda gli spettacoli più significativi della luminosa carriera dell'attore campano, dalla partecipazione al recente Piazza degli eroi di Thomas Bernhard ai precedenti successi maturati a partire dalla fine degli anni Sessanta. Matteo Brighenti presenta Francesca Sarteanesi, cofondatrice nel 2006 della compagnia Gli Omini attiva come attrice e autrice, per poi aprirsi ad altre esperienze in campo artistico. A Rezo Gabriadze, il maggiore uomo di teatro georgiano recentemente scomparso, Fausto Malcovati dedica un suggestivo profilo artistico incentrato sugli spettacoli di quali Ramona, storia d'amore tra un locomotore e una locomotrice separate dai binari.

Attore, drammaturgo e regista, il promettente Leonardo Lidi si pone al centro del contributo firmato ancora da Malcovati, attento nella ricostruzione delle tappe fondamentali della carriera maturata presso i teatri stabili di Torino e Umbria, per poi arrivare ai successi ottenuti con Spettri di Ibsen con cui vinse nel 2018 il bando della Biennale Teatro di Venezia.

In Drammaturgia si legge un intervento di Filippa Ilardo indirizzato a Rosario Palazzolo. Drammaturgo, attore, regista e romanziere, al centro della sua produzione si delinea, in un sottile gioco di decostruzione linguistica, «il concetto di identità, ovvero ciò che facciamo per somigliare all'immagine che gli altri si aspettano da noi» (pag. 62).

La consueta e corposa sezione delle Critiche ordina le tante recensioni degli spettacoli secondo criteri regionali. Seguono le pagine dedicate alla lirica e alla danza.Exit contiene brevi ricordi di personaggi allo spettacolo recentemente scomparsi: Renato Palazzi (Claudia Cannella), Stephen Sondheim (Sandro Avanzo), Ludovica Modugno, Massimo Loreto, Marianella Laszlo (Albarosa Camaldo) e Angela Lucrezia Calicchio (Renata Savo).

Nella ricca Biblioteca Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo raccolgono le schede relative alle novità editoriali italiane legate alla cultura dello spettacolo.

In Testi è pubblicato Scavi di Francesco Alberici, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini.

Le tante e utili informazioni de la società teatrale sono offerte da Roberto Rizzente.


di Massimo Bertoldi

Hystrio, a. XXXV, n. 1, 2022

Indice




Indice

INDICE

 

VETRINA

Verde, bianca e gialla, l’Italia ai tempi del Green Pass

di Ilaria Angelone, Valeria Brizzi e Arianna Lomolino

Per grazia ricevuta: figli d’arte si nasce, si diventa, e …ci s’inventa

di Giuseppe Liotta

Un teatro popolare e di ricerca fra le colline dell’astigiano

di Matteo Tamborrino

Lla sfida futuristica delle Residenze Digitali

di Arianna Lomolino

Lo spettatore, diritti e doveri in bilico tra emergenza e ripartenza

di Roberto Canziani 

L’arte marziale del Teatro dei Borgia, fare teatro d’arte in ambito politico

di Diego Vincenti

Palermo, uno Spazio Franco dove sostenere artisti e compagnie

di Alessandro Toppi

Tradizione e tradimento: Meridiano Zero e le piccole tragedie quotidiane

di Rossella Porcheddu

 

ANNIVERSARI

L’infinita eredità di Pasolini e la memoria corta dei nostri tempi

di Giuseppe Liotta

 

TEATROMONDO

La rivoluzione mancata del teatro british “post-Covid”

di Jacopo Panizza

Berlino riprende il filo del discorso, tra iperrealismo e denuncia sociale

di Davide Carnevali

Vienna, stagioni teatrali in sordina all’ombra della quarta ondata

di Irina Wolf

Ariane Mnouchkine ci traghetta sull’Île d'Or del suo immaginario

di Laura Caretti

New York, se la casa di carta diventa esperienza immersiva

di Laura Caparrotti

 

G(L)OSSIP

S/ballando con le stelle

Coiffeur pour tous

di Fabrizio Sebastian Caleffi

 

DOSSIER – LA NUOVA SCENA DELLA DANZA ITALIANA

A cura di Laura Bevione e Lorenzo Conti

Nominare il cambiamento: frammenti di un discorso sulla danza italiana

di Alessandro Pontremoli e Lorenzo Conti

Visibile e invisibile, materiale e immateriale: il ruolo multiforme della drammaturgia

di Elisabetta Consonni, Elisa D’Amico, Erika Di Crescenzo, Sara Mamente, Annika Pannitto, Ambra Pittoni, Alice Ruggero e Elisa Turco Liveri

Appunti per una letteratura coreografica della scena italiana del terzo millennio

di Fabio Acca

I “corpi celesti” di Sciarroni, Bersani e D’Agostin

di Alessandro Iachino

Silvia Gribaudi: «Ridete pure. Attenti però che non c’è proprio niente da ridere»

di Roberto Canziani

Nei territori della giovane danza d’autore: nuove pratiche e modalità di impegno politico

di Francesca Giuliani

Alfabeti, codici, cartografie: un dispositivo tra regola e imprevisto

di Francesca Serrazanetti

A proposito della parità di genere: questione femminile o maschile?

di Elisa Guzzo Vaccarino

Dove abita la danza: un paesaggio vivo e variegato

di Laura Bevione

La danza contemporanea in mostra: mappa ragionata dell’Italia dei festival

di Lucia Medri

Incarnare i “classici”: coreografi alle prese col repertorio

di Carmelo A. Zapparrata

Danza e Gestus: le infinite desinenze di un “corpo politico”

di Roberta Nicolai

Dall’audience development all’agentività, traiettorie di una nuova relazione tra i corpi

di Mara Loro

Dance Well: tra pratica artistica, ricerca scientifica e cura del corpo

di Greta Pierobon

Dove, come e con chi studiare? Le mappe lacunose della formazione

di Maddalena Giovannelli

La produzione della danza in Italia alla continua ricerca di un’identità

di Valentina Marini

Voce del verbo “internazionalizzare”: come uscire dai confini nazionali

di Carlotta Garlanda

 

RITRATTI

Carpentieri, tra Brecht e Stanislavskij, la pratica quotidiana dell’attore

di Alessandro Toppi

Francesca Sarteanesi, raccontare la parte sussurrata dell’esistenza

di Matteo Brighenti

Renzo Gabriadze, genio e poeta, il demiurgo artigiano per 60 spettatori

di Fausto Malcovati

Leonardo Lidi, la furia creativa di un teatrante a 360 gradi

di Fausto Malcovati

 

DRAMMATURGIA

La drammaturgia nell’abisso, il teatro-mondo di Rosario Palazzolo

di Filippa Ilardo

 

RAGAZZI

Il cuore oltre l’ostacolo, il teatro ragazzi guarda al domani

di Mario Bianchi

 

CRITICHE/PROSA

 

CRITICHE/LIRICA

 

CRITICHE/DANZA

 

EXIT

Finale di partita davanti e dietro il sipario

di Claudia Cannella, Sandro Avanzo, Albarosa Camaldo e Renata Savo

 

BIBLIOTECA

a cura di Ilaria Angelone e Albarosa Camaldo

 

TESTI

Scavi di Francesco Alberici, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini  

 

LA SOCIETA’ TEATRALE

a cura di Roberto Rizzente