Jewish Theatres, a cura di Piero Capelli, «Skenč. Journal of Theatre and Drama Studies», 6, 2020, 2
È online il nuovo numero della rivista fondata da Guido Avezzù, Silvia Bigliazzi e Alessandro Serpieri. Si registra un dossier monografico, a cura di Piero Capelli, incentrato sul teatro ebraico in un'ottica storico-critica di ampio respiro.
All'analisi del fenomeno in età moderna si dedicano Fabrizio Lelli, che si concentra sul versante italiano, e Michela Andreatta, che ispeziona le confraternite ebraiche. Chiara Carmen Scordari si occupa della figura biblica di Ester nell'interpretazione di Leon Modena nel contesto del Seicento veneziano. Riflettono sul repertorio drammaturgico anche Zehavit Stern e Yair Lipshitz. Se Stern si interroga sullo scarto tra dignità del patrimonio teatrale e intrattenimento a buon mercato analizzando due spettacoli diretti da Zygmunt Turkow di scena allo Tsentral Teater di Varsavia (Serkele, 1923, e Der priziv, 1924), Lipshitz riflette sul ruolo simbolico della notte nella drammaturgia ebraica moderna. Diego Rotman mette a punto una indagine multidisciplinare sulla relazione tra tradizione e cultura moderna attraverso le rappresentazioni teatrali yiddish in Israele tra 1948 e 2003.
Nel capitolo Miscellany, David Lucking si sofferma sulle influenze delle Metamorfosi di Ovidio, nonché delle rispettive versioni dell'opera di Geoffrey Chaucer e Arthur Golding, in Romeo e Giulietta e in Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Restando nell'ambito del dramma shakespeariano, Cristina Consiglio approfondisce la recitazione di Edwin Booth nelle sue esemplari interpretazioni di Amleto.
Chiude il volume una sezione speciale in cui si dà voce al dialogo tra studiosi. Patrik Gray risponde alle critiche registrate da Paul A. Cantor nel numero precedente di «Skenè» sulla monografia Shakespeare and the Fall of the Roma Republic. Elena Pellone e Nicola Pasqualicchio discutono rispettivamente dei volumi Playing Indoors di Will Tosh (Londra, Bloomsbury Publishing Plc, 2019) e Performing Architectures a cura di Andrew Filmer e Juliet Rufford (Londra, Bloomsbury Publishing Plc, 2018). Infine Sally Blackburn-Daniels prende in esame Il Balletto delle Nazioni di Vernon Lee (1915).
Di seguito l'indice del volume:
CONTENTS
Piero Capelli – Foreword
Fabrizio Lelli – Italian Jews and Theatre in Early Modern Italy
Michela Andreatta – Piety on Stage: Popular Drama and the Public Life of Early Modern Jewish Confraternities
Chiara Carmen Scordari – Behind Multiple Masks: Leon Modena's Diasporic Tragedy L'Ester in Seventeenth-Century Venice
Zehavit Stern – The Archive, the Repertoire, and Jewish Temporal Imagination in Modern Hebrew Drama
Diego Rotman – Language Politics, Memory, and Discourse: Yiddish Theatre in Israel (1948-2003)
Miscellany
David Lucking – Stony Limits and Envious Walls: Metamorphosing Ovid in Romeo and Juliet and A Midsummer Night's Dream
Cristina Consiglio – Hamlet Overseas. The Acting Technique of Edwin Booth
Special Section
Patrick Gray – Shakespeare and the Fall of the Roma Republic: A Reply to Paul A. Cantor
Elena Pellone – Will Tosh, Playing Indoors: Staging Early Modern Drama in the Sam Wanamaker Playhouse, London and New York: Bloomsbury (The Arden Shakespeare), 2019, pp. 264
Nicola Pasqualicchio – Andrew Filmer and Juliet Rufford, eds, Performing Architectures: Projects, Practices, Pedagogies, London and New York: Methuen, 2018, pp. 235
Sally Blackburn-Daniels – A Theatrical Performance of Vernon Lee's The Ballet of the Nations