ARCHILET. Per uno studio delle corrispondenze letterarie in etą moderna
A cura di Clizia Carminati, Paolo Procaccioli, Emilio Russo, Corrado Viola
Verona, Edizioni QuiEdit, 2016, 550 pp.
ISBN 978-88-6464-370-0
Data di pubblicazione su web 04/02/2019
La pubblicazione delle Corrispondenze dei Comici dell'Arte diretta da Siro Ferrone (Firenze, Le Lettere, 1993) e quella dei carteggi dei “principi impresari” Giovan Carlo e Mattias de' Medici curata da Sara Mamone (ivi, rispettivamente 2003 e 2013) ha dimostrato l'importanza dello studio delle lettere sia per aggiornare con notizie di prima mano le nostre conoscenze sul teatro professionistico e lo spettacolo di corte e d'accademia; sia, in più larghe campiture, per meglio ricostruire quella rete di relazioni e reciproci scambi che è alla base della nostra storia sociale e culturale. Non si può dunque che guardare con interesse al progetto promosso dal gruppo di ricerca Archilet reti epistolari. Archivio delle corrispondenze letterarie di età moderna (secoli XVI-XVII) finalizzato alla creazione di un database liberamente consultabile on line in cui raccogliere i carteggi italiani del Cinque-Seicento. Con uno sguardo attento all'Europa: la lettera come «strumento di straordinaria efficacia, in grado di far emergere un sostrato culturale omogeneo» (p. 12).
L'archivio, disponibile all'indirizzo www.archilet.it, è in costante aggiornamento e registra corrispondenze letterarie edite (in stampe antiche o moderne) e inedite. Per ogni documento viene fornita una sorta di scheda anagrafica che riporta mittente, destinatario, data della lettera (effettiva o congetturale), luogo di spedizione e di ricezione, persone e cose notevoli citate nel testo con un breve sunto del contenuto, incipit, origine (manoscritto o edizione) e compilatore della scheda. Inoltre, quando questo è disponibile in altri siti open source (come Google books) o in riproduzione digitale (previo accordo con le istituzioni di conservazione), un apposito link rinvia al testo integrale dell'epistola.
All'attività di regesto si affianca quella della pubblicazione in open access. Già disponibili uno studio dedicato a Torquato Tasso (2016) e gli atti che qui si presentano del convegno Per uno studio delle corrispondenze letterarie di età moderna (Bergamo, 11-12 dicembre 2014). Il denso volume propone ventotto saggi divisi in tre sezioni tematiche e una Introduzione a firma dei curatori Clizia Carminati, Paolo Procaccioli, Emilio Russo e Corrado Viola (pp. 9-25).
Tra i Problemi sono raccolti quegli interventi che, partendo dallo specifico di un epistolario, si interrogano su aspetti di portata più generale. Così Procaccioli, sulla scia di Aretino, valuta i sistemi di datazione adottati nei libri a stampa del Cinquecento (pp. 29-44) e Claudia Berra i possibili rapporti tra il lavoro di edizione e di schedatura e i problemi di indicizzazione di un corpus inedito (pp. 45-53). Russo indaga quattro autografi di Tasso (pp. 55-66); mentre Carminati, attraverso l'esempio di Marino e Chiabrera, sottolinea i vantaggi di un'inchiesta condotta in parallelo tra due diversi nuclei epistolari (pp. 67-76).
I contributi delle sezioni di taglio cronologico propongono riflessioni frutto di ricognizioni di prima mano. Per il Cinquecento sono da segnalare quelli di Leonardo Quaquarelli sul bolognese Girolamo da Casio, un mercante d'arte ancora poco noto (pp. 99-116); di Paolo Marini che, indagando l'epistolario del Bibbiena, dimostra come la lettera diplomatica diventi presto lo spazio letterario privilegiato per un sottile gioco di autorappresentazione oltre che utile fonte per la gestualità cerimoniale cortigiana (pp. 79-98). Di segno opposto i saggi di Enrico Garavelli e Giulia Grata. Se il primo si sofferma sui problemi editoriali che pone il corpus delle lettere di Annibal Caro (pp. 125-144), l'altro si confronta con il carteggio di Sperone Speroni, per il quale disponiamo di un'edizione attendibile, anche se incompleta (pp. 145-162). Diversi ancora i casi di Claudio Tolomei, maestro riconosciuto della prosa epistolare cinquecentesca, qui studiato da Francesco Lucioni (pp. 165-178), e di quell'«instancabile produttore di lettere» che fu Anton Francesco Doni su cui si è concentrato Gianluca Genovese (pp. 179-191: 179). Punti di vista diversi, ma che, se incrociati, evidenziano la centralità tanto della proposta editoriale del materiale epistolare, quanto della discussione su quel materiale.
di Lorena Vallieri
ARCHILET. Per uno studio delle corrispondenze letterarie in età moderna
Indice
Indice
Introduzione
Problemi
Paolo Procaccioli, Il tempo della lettera. Aretino e le sue date: vere o false, presenti, assenti, presunte
Claudia Berra, Dal regesto dei manoscritti dellacasiani alle schede Archilet: qualche appunto
Emilio Russo, Per lepistolario del Tasso (2). Schede su quattro autografi
Clizia Carminati, Reti epistolari intorno a Marino (e a Chiabrera)
Casi I. Il Cinquecento
Paolo Marini, Per lepistolario del Bibbiena. Note a margine di una schedatura di lettere edite e inedite
Leonardo Quaquarelli, Alle origini della figura del mercante darte: Girolamo Casio
Antonello Fabio Caterino, «Casa Cornar» o «ponte Sisto»? Gli Abati Cornari a partire dalle Lettere volgari di diversi
Enrico Garavelli, Per il carteggio di Annibal Caro. In margine a un inventario degli autografi
Giulia Grata, Per una mappatura dellepistolario di Sperone Speroni
Francesco Lucioli, Citazioni ariostesche e poesia cavalleresca nelle lettere di Claudio Tolomei
Gianluca Genovese, Il «ripostiglio del rivedere». Le lettere di Anton Francesco Doni
Rossella Lalli, Le lettere di Francesco Della Torre dai manoscritti alle stampe: un caso di studio e qualche postilla
Franco Tomasi, Lepistolario di Marcantonio Piccolomini
Claudia Marconato, Prime incursioni nellepistolario di Sebastiano Erizzo
Fabien Coletti, Fra antologia faceta e raccolta di notizie: le lettere di Gabriele Salvago a Gian Vincenzo Pinelli (1570-1573)
Silvia Apollonio, Spigolature pinelliane: la corrispondenza intorno alla stampa della “Historia di Italia” di Carlo Sigonio
Luisa Avellini, Per una filologia delle strutture sui libri di lettere di Battista Guarini
Lorenzo Sacchini, Geografia delle “Lettere” di Bartolomeo Zucchi (1599)
Casi II. Il Seicento
Myriam Chiarla, Lepistolario di Angelo Grillo nel dialogo culturale cinque-secentesco e primi raffronti con le lettere manoscritte
Sonia Maffei, Lettere di collezionisti: il caso di Lorenzo Pignoria
Chiara Petrolini, Tra Paolo Sarpi e Giacomo I: i carteggi diplomatici di Giovan Francesco Biondi prima dei suoi esordi letterari (1609-1622)
Roberta Ferro, «Se le lettere fussero alate come son le parole a detta dOmero». Giovan Battista Strozzi il Giovane e la cultura letteraria di Federico Borromeo
Carlo Alberto Girotto, Dalla corrispondenza di Ridolfo Campeggi
Matteo Navone, Tra autobiografia e apologia: le “Lettere di Ansaldo Cebà ad Agostino Pallavicino di Stefano” (1623)
Luca Ceriotti, Libro in stampa, casa in piazza. Aprosio, Lampugnani e la fatica dellapparire
Luca Beltrami, Lettere di Giovan Vincenzo Imperiale a Cassiano dal Pozzo e Filippo Carlo Ghisilieri
Claudia Tarallo, Le lettere di Bernardo Morando: censimento e prove di commento
Pietro Giulio Riga, Sulle lettere di Pietro Michiel ad Angelico Aprosio (1637-1650) (Biblioteca Universitaria di Genova, ms. E.V.21)
Indice dei nomi
Indice dei manoscritti