La “Comedia nueva” e le scene italiane nel Seicento. Trame, drammaturgie, contesti a confronto
Firenze, Olschki, 2016, 340 pp., euro 35,00, Biblioteca dell’«Archivium Romanicum» – Serie I: Storia, Letteratura, Paleografia, vol. 461
ISBN 978 88 222 6475 6
Data di pubblicazione su web 05/07/2017
La presenza di fonti spagnole nel teatro italiano di antico regime, a partire almeno dagli anni Venti del XVII secolo fino al pieno Settecento, è da tempo oggetto di indagini che hanno portato alla consapevolezza del contributo della drammaturgia iberica alla nostra tradizione comica e musicale di area veneziana, fiorentina, milanese e napoletana. Un'influenza esercitata sia attraverso le riscritture di drammaturghi quali Giacinto Andrea e Jacopo Cicognini, Pietro Susini e Andrea Perrucci, sia grazie ai viaggi degli scenografi e dei comici professionisti, in un percorso europeo di lunga durata e reciproco scambio che favorì l'esportazione delle tecniche teatrali fiorentine in Spagna. Basti pensare alla presenza a Madrid di Cosimo Lotti e Baccio del Bianco.
Un proficuo filone di ricerca su cui hanno lavorato équipes di studiosi coordinate da Siro Ferrone e Sara Mamone (Firenze), da Annamaria Cascetta (Milano), da Francesco Cotticelli (Napoli) e da Maria Grazia Profeti (si ricordi la collana «Secoli d'oro»). Per non dire dei database AMAtI, Archivio Multimediale degli Attori Italiani (amati.fupress.net), diretto da Ferrone, e di DICAT, Diccionari biográfico de actores del teatro clásico español (dicat.uv.es) diretto da Teresa Ferrer Valls (su cui si vedano rispettivamente i saggi di Siro Ferrone, Francesca Simoncini, Teresa Megale e Teresa Ferrer Valls nei numeri 2014 e 2015 di «Drammaturgia» nuova serie).
In questa ricca tradizione di studi si inserisce la pubblicazione curata da Fausta Antonucci e Anna Tedesco, La “Comedia nueva” e le scene italiane nel Seicento. Trame, drammaturgie, contesti a confronto, esito di un convegno che si è svolto nel gennaio 2015 presso l'Università di Roma Tre. Un'occasione che ha visto dialogare specialisti di discipline diverse – storici dello spettacolo, musicologi, ispanisti, italianisti – che si sono confrontati sul tema della circolazione in Italia della Comedia nueva. I diciotto contributi sono stati organizzati in cinque sezioni precedute dagli interventi delle due curatrici che hanno fatto il punto dei risultati raggiunti e delle lacune da colmare.
Nella prima sezione, Il teatro spagnolo in Italia: un bilancio a tre voci (pp. 13-60), Maria Grazia Profeti, Lorenzo Bianconi e Silvia Carandini ripercorrono la storiografia pregressa e le prospettive di ricerca nei rispettivi ambiti di indagine. Nella seconda, Studi di contesto (pp. 61-130), Carla Bianchi svela, attraverso il manoscritto Quaderno di appunti di Anton Giulio Brignole Sale, l'ambiguo atteggiamento dell'Accademia degli Addormentati di Genova, in bilico tra il dichiarato antispagnolismo politico e il fascino per la cultura iberica. Roberto Ciancarelli presenta alcune rielaborazioni drammaturgiche inedite di area romana; mentre Francesco Cotticelli ipotizza che la circolazione di compagnie, testi e modelli fra Napoli e la Spagna abbia avuto importanti ricadute anche sulla commedia religiosa partenopea. Tra i maggiori centri di diffusione della comedia nueva vi fu Firenze, anche grazie all'attività dell'aristocratica Accademia degli Infuocati indagata da Nicola Michelassi. Una diffusione capillare che interessò anche contesti periferici come Andria, in Puglia, dove José María Domínguez ha rintracciato notizie di due allestimenti dell'opera ispano-romana Chi soffre speri, entrambi promossi dai Caraffa.
Dai Contesti ai Generi (pp. 131-174). Interventi di Jean-François Lattarico riguardanti Scipione Errico e la veneziana Accademia degli Incogniti; Franco Vazzoler su Giuseppe Artale e Enrica Zanin circa la mediazione spagnola nelle seicentesche riflessioni sulla tragedia e sulla gerarchia aristotelica dei generi. Segue un approfondimento su “Comedias” e musica (pp. 175-219) in cui Margaret Murata analizza la presenza di personaggi allegorici sia negli autos sacramentales sia negli oratori italiani, mentre Louise Stein indaga la drammaturgia di Alessandro Scarlatti. Nell'ultima sezione, I rifacimenti: alcuni casi. Scenari, drammi per musica, commedie estese (pp. 221-326), viene presa in considerazione una selezione di opere i cui procedimenti compositivi sono esemplari per meglio comprendere i diversi modi di rapportarsi con il teatro spagnolo da parte di drammaturghi, librettisti, comici, teorici del teatro.
Molti interrogativi restano ancora aperti, come sempre. Tuttavia il convegno ha arricchito in modo non secondario la nostra conoscenza sui rapporti fra teatro italiano e teatro spagnolo del Sei-Settecento.
di Lorena Vallieri
La “Comedia nueva” e le scene italiane nel Seicento. Trame, drammaturgie, contesti a confronto
Indice
Fausta Antonucci
La “Comedia nueva” sulle scene italiane: il punto di vista di unispanista
Anna Tedesco
La “Comedia nueva” sulle scene italiane: il punto di vista di una musicologa
IL TEATRO SPAGNOLO IN ITALIA: UN BILANCIO A TRE VOCI
Maria Grazia Profeti
Percorsi teatrali tra Spagna e Italia
Lorenzo Bianconi
«Dal male il bene»: partita doppia tra ispanistica e musicologia
Silvia Carandini
«Nuova arte di far commedie». Studi teatrali fra Italia e Spagna
STUDI DI CONTESTO
Carla Bianchi
“Il geloso non geloso” di Anton Giulio Brignole Sale. Letteratura e cultura spagnola nel contesto accademico della Genova seicentesca
Roberto Ciancarelli
Vestire e adornare i testi, separare «aurum e sterquilinio». Annotazioni su rielaborazioni e adattamenti del repertorio spagnolo a Roma
Francesco Cotticelli
Funzioni del teatro spagnolo a Napoli nel XVII secolo
José María Domínguez
Dos representaciones de “Chi soffre speri” en Andria, 1649-1650
Nicola Michelassi
Drammi per musica e commedie spagnole nellAccademia degli Infuocati di Firenze (1665-1690)
I GENERI
Jean-François Lattarico
Nellofficina degli Incogniti. L«usanza spagnola» di Scipione dErrico
Franco Vazzoler
La “Guerra tra vivi e morti” di Giuseppe Artale: una sperimentazione drammaturgica italiana e le “Semiramidi” spagnole di Cristóbal de Virués e Calderón
Enza Zanin
Dalle “comedias” alle tragedie: sul perché alcune commedie spagnole diventino tragedie in Italia
“Comedias” e musica
Margaret K. Murata
Allegorical Figures and Music in 17th-Century Spanish and Italian Scripts
Louise K. Stein
¿Escuchando a Calderón? Arias y cantantes en “LAldimiro” y “La Psiche” de Alessandro Scarlatti
I RIFACIMENTI: ALCUNI CASI
Scenari, drammi per musica, commedie distese
Nicola Badolato
«Una struttura lavorata a musaico dinsanie»: “Bassiano, overo Il maggior impossibile” di Matteo Noris (1681) tra “comedias” e scenari
Nancy L. DAntuono
“Dellarte rappresentativa” (1699) and Andrea Perruccis Passion for Spanish Golden Age Drama
Roberto Gigliucci
«Sangrada». Calderón e un canovaccio
Elena M. Marcello
La fortuna italiana di una commedia di Rojas Zorrilla: “Donde hay agravios no hay celos”
Diego Símini
Lestremizzazione del conflitto drammatico in “La forza del fato ovvero il matrimonio nella morte” di Giacinto Andrea Cicognini
Simone Trecca
Carlo Celano rifacitore di Lope de Vega: da “La fuerza lastimosa” a “Il vero consigliere del suo proprio male”
Nicola Usula
“Alcaide”, “geôlier” o carceriere? Un dramma in evoluzione tra il Tago, la Senna e lArno
Salomé Vuelta García
Tradurre per i comici: il “Custode di sé stesso” di Pompeo Colonna