Comunicazioni sociali, N. 1, January-April 2014
A cura di Annamaria Cascetta
pp. 210, 26,00€
ISSN 0392-8667
Data di pubblicazione su web 01/12/2014
Il resoconto rielaborato del Seminario Il teatro verso la performance, tenutosi all'Università Cattolica di Milano nel maggio 2012, esce nel fascicolo bilingue di «Comunicazioni sociali». Annamaria Cascetta circoscrive il lavoro a più voci negli ambiti d'indagine e -conscia della difficoltà di equilibrare motivi e metodi in una ricerca applicata a un campo di fluttuanti definizioni e contenuti- conclude: «It aspire to create a broadly understood artistic language, not because it is elementary, but by its multiple codes and its depth of significance, through the presence-representation of performers who discover themselves and give their utmost, recounting themselves without pretence, truthfully and authentically» (p. 9). La prima parte, Fundational issue, tratta la problematica fondamentale, la seconda, studia casi concreti nelle Analyses in the field. L'approccio è prevalentemente semiologico, sia nelle relazioni teoriche, sia nella lettura dei singoli spettacoli, scelti a campione nel «performative theatre».
Alle fonti della performance accoglie la testimonianza di Ludwig Flaszen su Grotowski per ribadire alcuni aspetti del suo pensiero. Limitandosi al periodo di permanenza del Polacco a Pontedera, riprende i concetti di “arte come veicolo” e di “meditazione in azione”, per puntualizzare come l'idea di “struttura dell'attore” mutasse poi in “struttura performativa”. Sulla performatività dei testi di Beckett si sofferma Laura Peja, traendo criteri ed esperienze comparative dalla concezione “antropologica” di Eugenio Barba e suggerendo un nesso latente con la poetica di Luigi Pirandello (p. 22). Successive formulazioni riguardanti varie categorie di eventi performativi sono storicizzate da Marco De Marinis, a partire dai fondatori, Richard Schechner e Victor Turner, che osserva il processo di crescita della performance verso il superamento della rappresentazione. Per la conseguente dicotomia finora irrisolta, l'autore richiama anche l'esempio della performer Marina Abramovič (nella quale «il jeu persiste almeno come autorappresentazione», p. 42), il contributo di Michael Kirby e il riepilogo tentato da Josette Féral in Théorie et pratique du théâtre. Au délà des limites (2011). La sezione Stato della questione comprende l'intervento di Tancredi Gusman che commenta l'opera di Erika Fischer-Licthe, Ästhetic des Performativen (2004) e ne segue l'affermarsi del concetto di “incarnazione”, tipico del Novecento: «Ogni forma di figurazione e significazione esiste solo nel suo essere prodotta da atti performativi e dall'unicità del corpo dell'attore» (p. 55) e la discussione di Davide Carnevali sulla teoria del teatro post-drammatico di Hans-Thies Lehmann. Matteo Bergamaschi esaurisce la sezione Fondazioni con un articolo particolarmente arduo per riferimenti ed elaborazione (Il soggetto in scena), attorno all'attore “metafisico”, emerso nel contesto delle ipotesi di Artaud, Derrida e Lacan. Inedita a questo livello, la relazione adotta anche la forma di esposizione grafica (Figg. 1, 2, 3, pp. 70-71) senza diradare però le difficoltà di lettura.
Scorrono poi le sette Analisi di autori e spettacoli recenti. Per valutare Stefan Kaegi e il suo gruppo tedesco, Rimini Protokoll, Roberta Carpani si concentra su Bodenprobe Kasachstan (2011), spettacolo sulle recenti migrazioni dei popoli. Usando acquisizioni critiche di Peter Brook, della Féral e le interviste dei protagonisti, l'autrice evidenzia lo sforzo per la creazione di un rapporto nuovo e vivente fra storia e rappresentazione. Tratti ch'erano emersi negli incontri promossi dal Premio Europa
di Gianni Poli
Comunicazioni sociali, N. 1, January-April 2014
Indice
Introduction [A. C.]
Alle fonti della performance
Ludwig Flaszen, Una testimonianza su Jerzy Grotowski
Laura Peja, Towards the origins of performance: Samuel Beckett
storia e teoria
Marco De Marinis, Performance e teatro. Dallattore al performer, e ritorno?
Stato della questione
Tancredi Gusman, Una nota sullestetica del performativo di Erika Fischer-Licthe
Davide Carnevali, Dal teatro drammatico al teatro performativo: una nota su Hans-Thies Lehmann
Fondazioni
Matteo Bergamaschi, Il soggetto in scena: sulla performatività dopo la metafisica a partire da Derrida, Artaud e Lacan
Analisi: momenti di teatro performativo sulle recente scena europea
Roberta Carpani, Perforating History. Presebce, storytelling, testimony and theatre in “Bodenprobe Kazachstan” by Rimini Protokoll
Francesca Barbieri, Lauwers and Needcompany through performance
Alessandra Mignatti, Jan Lauwers, “Isabellas Room. Laugh and the gentle to the unknown”
Araianna Frattali, “Preparatio mortis”: a solo for performer by Jan Fabre
Annamaria Cascetta, “Gólgota Picnic” by Rodrigo Garcia. Starting again from man or drowning in nothingness?
Arianna Frattali, Nella fortezza Alice incontra Amleto: “Hamlice” di Armando Punzo
Diana Del Monte, Appunti sui Motus e il progetto “Syrma Antigones”
Intersezioni
Laura Aimo, Estasi dle corpo; la danza “S” di Sasha Waltz (2000)
Laura Aimo – Rossella Carroccetto, La retorica del corpo. La danza di denuncia dell”Exposition Universelle” di Rachid Ouramdane
Caterina Iaquinta, Lopera darte si apre: una nota su corpo e performatività nelle azioni di Gina Pane
Francesco Toniolo, Mario il performer. Il teatro e la performance in “Paper Mario 2”
Appendice iconografica