Gianni Cicali
L’Inventio crucis nel teatro rinascimentale fiorentino. Una leggenda tra spettacolo, antisemitismo e propaganda
Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2012, pp. 181, € 15,00
ISBN 978-88-6032-233-3
Data di pubblicazione su web 13/05/2013
Ed ecco uscire, per i tipi della Società Editrice Fiorentina, un nuovo libro teso a indagare il mondo del teatro sacro nell'ambito della Firenze rinascimentale. Questa volta, ad essere oggetto d'esame sono le più rappresentative riduzioni teatrali della Leggenda della Vera Croce (o Inventio crucis).
Com'è risaputo, le storie sul ritrovamento della croce di Cristo cominciano a circolare nel IV sec. d.C. (dopo la conversione al cristianesimo dell'imperatore Costantino) e gravitano intorno al lungo viaggio intrapreso da Elena, la mamma di Costantino, in Palestina, alla ricerca della più importante reliquia della cristianità. È una leggenda che ebbe un'enorme fortuna nella storiografia cristiana delle origini e che, nel XIII secolo, venne poi accolta nell'opera la cui diffusione, nel Medioevo, fu inferiore solo a quella della Bibbia, ovvero nella Legenda aurea di Jacopo da Varagine.
Gianni Cicali (Dottore di Ricerca presso l'Università degli Studi di Firenze e attualmente assistant professor alla Georgetown University di Washington D.C.) concentra la sua attenzione su quattro opere: l'Invenzione della croce di Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici (1463-1503), il Costantino imperatore, San Silvestro papa e Sant'Elena di Castellano Castellani (1461-1519), l'Esaltazione della croce di Giovan Maria Cecchi (1518-1583) e L'invenzione della croce di Beltramo Poggi (m. 1580). Un manoscritto di quest'ultimo lavoro, poco conosciuto e ancor meno studiato, si trova nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, catalogato come anonimo. Ad attribuirlo a Poggi è stato lo stesso Cicali, che, fra l'altro, l'ha parzialmente riportato in appendice. Anche per questo motivo (sebbene non solo), il volume si dimostra una risorsa imprescindibile per tutti gli appassionati della materia.
I quattro testi vengono accuratamente contestualizzati dallo studioso e perciò messi in relazione col clima sociale e culturale che si respirava, fra metà Quattrocento e fine Cinquecento, nella Firenze medicea: una città dove dilagava un infuocato antisemitismo, a seguito delle predicazioni dei frati francescani sul finire del XV secolo; dove l'Oriente andava di moda, soprattutto dopo il Concilio del 1439, e dove gli iconologi di corte sfruttavano la memoria della Roma imperiale e la leggenda della scoperta della croce con intenti mitopoietici e propagandistici.
Lo studioso non tralascia neppure di creare delle interessanti connessioni fra i testi drammaturgici da lui presi in esame (appartenenti a un tipo di teatro che viene definito «religioso rinascimentale con ascendenze romanze») e alcuni capolavori dell'arte figurativa, come il ciclo delle Storie della vera croce (1452-1466), dipinto da Piero della Francesca nella Basilica di San Francesco ad Arezzo, il ciclo della Leggenda della Vera Croce (1380-1390) dipinto da Agnolo Gaddi nella Basilica di Santa Croce a Firenze, e la Sala di Costantino, in Vaticano, affrescata dagli allievi di Raffaello fra il 1520 e il 1524.
Si tratta dunque d'una leggenda estremamente suggestiva e affascinante, i cui protagonisti principali sono Costantino, sua madre Elena e Papa Silvestro I, che vede scontrarsi i cristiani contro i pagani, che si presta ad essere interpretata da mille differenti punti di vista, e che qui, per la prima volta, è attentamente analizzata nelle sue più originali, significative, avventurose, esotiche, e a tratti perfino comiche, declinazioni teatrali.
di Giulia Tellini
L’Inventio crucis nel teatro rinascimentale fiorentino.
Indice
Indice
Introduzione
I. Storia e valore di una leggenda: lInvenzione della croce
1. Il plot e la datazione
1.1. Il prequel: il Santo Legno della croce
1.2. LInventio crucis
1.3. Il sequel: lEsaltazione della croce
2. Il contesto storico e la nascita di una leggenda: il regno di Costantino il Grande al tempo dellEditto di Milano
3. I protagonisti
3.1. Il Costantino segreto
3.2. Costantino vescovo imperatore e imperatore vescovo
3.3. La battaglia di Ponte Milvio e Massenzio
3.4. La croce sul palcoscenico della Storia
3.5. SantElena
3.6. Le fonti
3.7. San Silvestro, Costantino e gli Actus Silvestri
3.8. San Silvestro, gli ebrei e le undici altercationes
4. Altri protagonisti e il seguito della leggenda: lEsaltazione della croce
5. La Legenda aurea di Jacopo da Varagine
6. Il valore “epico” della Inventio crucis
7. Conclusioni
II. La drammaturgia del sacro e lInvenzione della croce: una scelta esemplare di testi teatrali tra XV e XVI secolo
1. La drammaturgia del sacro
2. Un evento spettacolare e culturale fondante: gli spettacoli al Concilio fiorentino del 1439
3. Una selezione di testi sullInvenzione della croce
4. Dal Lasca a Giovan Maria Cecchi
5. Lorenzo di Pierfrancesco de Medici e la sua Invenzione della croce
6. LEsaltazione della croce di Giovan Maria Cecchi
7. La Sala di Costantino in Vaticano
8. Ancora sulla Legenda aurea e il suo utilizzo da parte dei vari autori
9. Conclusioni
III. Il Costantino imperatore di Castellano de Castellani: una rappresentazione dordine gigante
1. Il testo, la sua attribuzione, la sua datazione
2. Una sacra rappresentazione dordine gigante tra medioevo e Rinascimento
3. Gli ebrei nel Costantino imperatore
4. Conclusioni
IV. 1561. LInventione della croce di Beltramo Poggi: un contesto mediceo al femminile
1. Lautore, i testi, le occasioni spettacolari
2. Serve e servi, ebrei e imperatrici in «stile tragico e comico» al femminile e in lingua fiorentina: la drammaturgia del sacro secondo Poggi
3. LInvenzione della croce: una costante medicea e la drammaturgia sacra fiorentina
4. Conclusioni
Appendice I. Prologo e primo atto in BNCF II.VII.8 con collazione con il ms. Cod. Ricc. 2978 vol. 3 e ledizione Firenze, Giunti 1561
Appendice II. Intermedi in forma di madrigali e una «canzona» della Inventione della Croce di Beltramo Poggi secondo la stampa Firenze, Giunti, 1561 e i mss. BNCF II.VII.8 e Cod. Ricc. 2978 vol. 3
Conclusioni
Indice dei nomi