Marius Ivaškevicius, Madagascar, pičce in tre atti, traduzione italiana di Toma Gudalyte e Stefano Moretti, prefazione di Goffredo Fofi, Corazzano (PI), Titivillus, 2012

di Lorenzo Galletti

Data di pubblicazione su web 25/01/2013

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A otto anni dalla sua prima pubblicazione, approda in Italia per Titivillus Madagascar, pièce in tre atti del lituano Marius Ivaškevičius, tradotta da Toma Gudalytė e Stefano Moretti.

La vicenda prende spunto dall'idea dello studioso di geopolitica Kazys Pakštas (nel dramma identificabile in Casimiro Scherzo, un idealista) di trasferire la Lituania nell'isola africana del titolo. Ambientata nel primo dopoguerra, tra i raggi fiochi e infidi dell'albeggiante comunismo e i fumi mefitici del nazionalsocialismo, quella raccontata da Ivaškevičius è la storia di un'utopia, che come tale racconta la propria originalità, ma anche la propria irrealizzabilità. Racconta il bisogno di un altrove sicuro in cui conservare quel presente così precario, il desiderio di rimanere aggrappati a un momento della Storia percepito come fatalmente sfuggente. Tutti sappiamo come l'equilibrio instabile sia stato rotto, come i dolorosi postumi di una guerra siano presto sfociati in un secondo, più tremendo conflitto mondiale, facendo pendere pericolosamente l'ago della bilancia verso altre utopie dagli esiti devastanti. Madagascar è allora il racconto di come la sognata migrazione non sia avvenuta e, in sostanza, di come le buone utopie debbano irrimediabilmente cedere il passo (e il posto) alle cattive.

Ecco di seguito l'indice del volume.

 

Prefazione, di Goffredo Fofi

Nota dei traduttori

Premessa dell'autore

Madagascar

     Atto I

     Atto II

     Atto III

Scrivere sul confine

Intervista di Stefano Moretti a Marius Ivaškevičius

 

                                                                  [Lorenzo Galletti]