Teatri delle diversità
a. 16, n. 58, agosto 2011, pp. 51, euro 8
ISSN 1594-3496
Data di pubblicazione su web 22/10/2011
Teatro come impegno civile e bisogno sociale, luogo di conoscenza e interazione: questi i capisaldi del n.58 di «Teatri delle diversità» che testimonia, indaga e riflette su quell'“altro” teatro che esce fuori dall'edificio teatrale e si fa per le strade, nelle scuole, o in certi luoghi ‘proibiti' come carceri e ospedali psichiatrici. L'editoriale di Vito Minoia riflette sulla perpetuazione preoccupante della crisi economica che investe non solo lo spettacolo dal vivo, ma anche il più vasto contesto civile e culturale. La prima martire celebre di questa «crisi di civiltà» è la Grecia, piazza di indignazione, scontri e pegni da pagare. In Italia, invece, un barlume di speranza arriva dal progetto Distretto di creatività, motore del più ampio programma di sviluppo socio-economico ideato dal neosindaco milanese Giuliano Pisapia, intenzionato a rifondare una cultura accessibile da tutti.
La sezione Maestri e allievi è dedicata a Judith Malina, storica leader del Living Theater, la rivoluzionaria compagnia che sconvolse pensiero e prassi di gran parte del teatro del secondo Novecento. Malina – ospite del Festival di Santarcangelo lo scorso luglio – ripercorre, insieme a Silvia Calderoni e alcuni giovani attori del nuovo Living, frammenti degli spettacoli memorabili del gruppo statunitense. Nell'intervista curata da Vito Minoia si leggono i progetti futuri del Living, la volontà di estendere il teatro verso le cosiddette Performing Arts, la questione della responsabilità pedagogica e il rapporto con le nuove generazioni.
Lo sguardo internazionale del periodico si sposta a Hostelbro, luogo del Festuge dell'Odin Teatret, festival triennale che l'ensemble diretto da Eugenio Barba organizza in collaborazione con artisti internazionali e istituzioni locali. Ginevra Sanguigno descrive, in forma di diario di bordo, l'impegno dei partecipanti, la poetica e pedagogia della compagnia, ma anche l'importanza etica della vita comunitaria dell'Odin. Frank Camilleri ricorda l'attività artistica di Ingemar Lindh, argomento di riflessione del convegno organizzato dal Festival del teatro Internazionale di Porsgrunn (Norvegia), lo scorso giugno. Camilleri, editore inglese di Stepping Stones (2010) – unico libro di Lindh – e relatore del convegno, analizza i principi dell'improvvisazione collettiva dell'artista scandinavo partendo dal rapporto pedagogico con l'insegnante Etienne Decroux. Kassim Bayatly delinea, invece, gli esiti del neonato festival teatrale di Sulymania, promosso da artisti e operatori culturali del Kurdistan iracheno.
Teatro e carcere, uno degli argomenti più cari al periodico, testimonia il crescente impegno del mondo del teatro a intervenire nei luoghi del disagio, con esiti particolarmente illuminanti, di forte impatto emotivo per attanti e partecipanti. Ron Jenkins, studioso e docente di teatro presso la Wesleyan University negli Stati Uniti, racconta il suo progetto teatrale condotto in una prigione indonesiana. Il copione, ispirato alle storie universali dell'Inferno dantesco, si arricchisce dalle esperienze personali degli attori/detenuti. Il secondo intervento descrive l'allestimento dei Giganti della montagna con i detenuti della Casa Circondariale di Prato, momento conclusivo del laboratorio teatrale ideato e diretto da Gianfranco Pedullà, parte del più ampio Progetto Teatro in Carcere promosso dalla Regione Toscana.
Valeria Ottolenghi è testimone dell'edizione 2011 del Premio Europa per il Teatro, celebrata aprile scorso a San Pietroburgo, capitale orientale del teatro europeo. La giuria, preseduta da Jack Lang, ha conferito il premio alla carriera a Jurij Ljubimov che ha inaugurato la manifestazione con l'Honey di Tonino Guerra. Il regista russo Andrey Moguchiy è stato uno dei sei artisti vincitori del Premio Europa Nuove Realtà, mentre il riconoscimento maggiore è andato a Peter Stein, autore del kleistiano La brocca rotta con la Berliner Ensemble e di un Faust Fantasia con Stein stesso al leggio e Arturo Annecchino al piano. Tra gli altri premiati della manifestazione segnaliamo: Viliam Dočolomansky (Slovacchia/Repubblica Ceca), Katie Mitchell (Regno Unito), Kristian Smeds (Finlandia), Teatro Meridional (Portogallo) e l'islandese Vesturport Theatre.
Dei progetti che fanno delle arti performative veicolo privilegiato di processi interculturali evidenziamo l'iniziativa Incontr'Arti dell'Associazione Culturale teatrale Briganti di Brescia con gli studenti delle scuole medie e superiori della provincia lombarda; il progetto Working on a Dream delle case di reclusione per minori ad Edimburgo, dove l'Associazione Teatrino al Rovescio promuove l'arte dei burattini; infine il progetto Esquilino Young Orchestra di Moni Ovadia e Antonio Vignera finalizzato all'integrazione degli adolescenti romani, ma interrotto per mancato sostegno finanziario.
Nello spazio dedicato ai festival estivi Monica Dragone illustra la prima fase del progetto Teatro degli incontri, guidato da Gigi Gherzi: i cittadini milanesi sono stati protagonisti di una serie di performances e laboratori accomunati dal tema della convivenza con gli stranieri. La rassegna È(c)centrico, svolta alle Officine Caos di Torino, ha messo a confronto il teatro d'innovazione con le esperienze sceniche dei teatri delle diversità, rappresentate da disabili, detenuti e internati degli ospedali psichiatrici giudiziari. Le sere del festival itinerante Scene di paglia (Padova, 30 giuno-9 luglio) volevano invece rendere omaggio alla tradizione orale e all'arte del racconto: personaggi come Mandiaye N'Diaye, Cèsar Brie e Tam Teatromusica portavano le loro storie vere e inventate nelle case venete.
Segnaliamo infine il dodicesimo convegno internazionale Impazzire si può 3 che «Teatri delle diversità» organizzerà a Urbania dal 25 al 27 novembre prossimo. Giuliano Scabia e Peppe Dell'Acqua (Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste), alfieri della battaglia contro l'isolamento degli Ospedali Psichiatrici, guideranno le tre giornate del convegno composto da performances, testimonianze dirette e incontri tematici sulla storia della psichiatria.
di Adela Gjata
Teatri delle diversità
Indice
SOMMARIO
Approfondimenti
Eleonora Firenze, A Milano si volta pagina
Tania Kitsu, Cresce lindignazione in piazza
Maestri e allievi
Vito Minoia, Lattore come rivoluzionario. Conversazione con Judith Malina
Panorama internazionale
Ginevra Sanguigno, Il Festuge dellOdin crea nuove interazioni
Frank Camilleri, La lezione di Ingemar Lindh
Kassim Bayatly, Larte che orienta la transizione
Teatro e carcere
Ron Jenkins, Dante dietro le sbarre
Adela Gjata, I Giganti di Pirandello, fiaba magica e crudele
Teatro e scuola
Margherita Dotta Rosso, Il teatro inesistente
Biancamaria Cereda, Cittadinanza attiva per educare e crescere
Scena e intercultura
Paola Massaro, Come tetto il cielo ovvero fare le cose difficili
Alessandra Boglioni, Camilla Corridoni, Lincontro spiazzante
Teatro danimazione
Marta Castelli, Laura Cicognani, Il compagno segreto
Musica
Claudio Facchinelli, Ovadia e Vignera provano a dar vita a una comunità di eguali
Margini&Frontiere
Valeria Ottolenghi, Immagini indelebili di una città senza tempo
Vito Inserra, Impazzire si può (2)
Libri
Vittorio Orsenigo, Tanti luoghi tante cattedrali
Vittorio Orsenigo, Dallepopea infranta una possibile verità
Valeria Ottolenghi, Lumiliazione dellattore in profonda crisi
Segnalazioni editoriali
Network
Marina Mazzolani, Una rete prefigura scelte alternative
Appuntamenti (Bucine, Catania, Urbania, Cuneo, Reggio Emilio, Torino, Imola)
Idee e progetti dalla scena reclusa (Arezzo, Milano, Rovigo, San Giorgio a Cremano, Napoli, Venezia)
Filo diretto (Lucca, Milano, Friuli, Jenin)
XII Convegno Internazionale della Rivista
Impazzire si può (3): Sotto il segno di Marco Cavallo
Documenti
Valeria Ottolenghi, XIV Premio Europa per il teatro