Theaterheute, n. 11, 2010
L'avvio della stagione 2010-2011 nei principali teatri di area tedesca è l'argomento di una serie di articoli con i quali di apre questo numero di «Theaterheute». Si inizia con i Kammerspiele di Monaco, dove Johan Simon ha scelto come spettacolo inaugurale Hotel Savoy, tratto dall'omonimo romanzo di Joseph Roth e affidato all'interpretazione di Wolfgang Pregler e Steven Scharf. Anche la seconda produzione risulta ricava da un romanzo, Ruf der Wildnis di Jack London, che Halvis Petras sviluppa sulla scena disegnando personaggi inquieti, scissi tra torture interio e follia. Tra gli attori si sono distinti Thomas Schmauser, Katharina Marie Schubert, Annette Paulmann, Benny Claessens e Walter Hess. Nello Schauspielhaus di Bochum il sipario si è alzato con Candide oder der Optimismus da Voltaire, spettacolo ideato da Paul Kock e dominato dalla musica con Jürgen Hartmann nei panni del titolo. David Bösch ha firmato la regia di Der Störm di William Shakespeare, opera letta in chiave moderna con i protagonisti trasformati in personaggi contemporanei e affidati a Nicola Mastroberardino (Prospero), Xenia Snagowski (Miranda), Florian Lange e Felix Rech (Ferdinando). Dopo Eisenstein di Christoph Nußbaumeder per la cura scenica di Anselm Weber, è stata la volta di Medea allestita dallo stesso autore che rielabora con originalità l'archetipo euripideo con tinte poliziesche, mentre Labdakiden, riscrittura di Antigone fatta da Roger Vontobel per la regia ancora di Weber, dimostra una certa incoerenza narrativa, in parte nascosta dalla prova degli attori principali, Barbara Hirt e Matthias Eberle. Piuttosto interessanti risultano l novità lanciate dalla scena berlinese. Nella Schaubühne si segnala Menschenfeid di Molière, che la regia del belga Ivo van Hove rilegge con taglio moderno e presenta i personaggi alle prese con smanie erotiche quali manifestazione di smarrimento interiore, come hanno saputo comunicare gli attori, da Judith Rosmair a Lars Eidinger. Il sipario della Volksbühne si è alzato con Die Chinesin, riduzione teatrale dell'omonimo film di Jean-Luc Godard realizzata da Dimiter Gotscheff, che diventa sia una pagina di ricostruzione storica del comunismo, che riflessione sulla morte dell'attuale lotta di classe. Due classici hanno segnato l'avvio del Deutschen Theater. Lo shakesperiano Sommernachtsraum è calato dal regista Andreas Kriegenburg in un ambiente scenografico scarno, dove primeggia il corpo dell'attore che trasforma i personaggi antichi in uomini contemporanei dominati da pulsioni e tensioni, animati da Natali Seelig, Judith Hofmann, Bernd Moss, Daniel Hoevel. Katie Mitchell ha presentato un'interessante installazione teatrale e cinematografica tratta da Fräulein Else di August Strindberg con qualificati attori, quali Laura Tatnik, Tilmann Strauß e Jule Böwe. Si prosegue con il Thalia Theater di Amburgo, dove Luc Perceval ha allestito lo shakesperiano Hamlet, caratterizzato da atmosfere cupe che mettono in luce le sfaccettature spettrali del personaggio del titolo, sdoppiato in due attori, Josef Ostendorf e Jörg Pohl. Panthlisea di Heirich von Kleist, spettacolo prodotto dal Deutschen Schauspielhaus per la regia di Roger Vondobel, si definisce per la meticolosa attenzione nell'esplorare e leggere in chiave moderna il linguaggio e la forza dell'amore trasmessi dal testo, che Jana Schulz e Markus John hanno reso sulla scena in modo aspro ed esemplare. Di rilievo è risultata l'inaugurazione dello Staaschauspiel di Dresda, dove Wolfgang Engel ha curato la messinscena di Turm, riduzione teatrale ricavata dall'omonimo romanzo scritto da Uwe Telkamp nel 2008 ad opera di Armin Petras e Jens Groß. Per l'apertura del Nationaltheater di Manheim il pubblico ha applaudito Herr Schuster kauft eine Straße di Ulrike Syha, divertente e pungente satira sulle contraddizioni dell'odierna democrazia, per la regia di Mirja Biel e la riuscita interpretazione di Sascha Toxhorn, Anya Fischer, Luisa Stachowiak e Anke Schubert. Pregevole è risultata anche la seconda produzione in programma, Gespäche mit Astronauten di Felicia Zeller (il testo è pubblicato in questo numero di «Theaterheute»), spassosa e surreale rappresentazione del rapporto culturale tra padri e figli, che la regia di Burkhard C. Kosminski ha movimentato con riusciti e coinvolgenti inserti di balli moderni esibiti dai protagonisti, Isabel Barth, Thorsten Danner e Ines Schiller. Il cartellone dello Schauspielhaus di Stoccarda è stato battezzato da Der Bau di Heiner Müller, testo provocatorio e di attualità che bene si adatta alla tanto contestata costruzione della nuova stazione ferroviaria della città stessa, affidato alla cura scenica di Hasko Weber e all'interpretazione di Markus Lerch, Bernhard Baier, Jonas Fürstenau, Matthias Kelle. René Pollesch si è occupato dell'allestimento di Drei Western di Harold Schmidt impostando la messinscena in senso cinematografico, facendo ricorso all'uso frequente di video. Tra gli attori si sono distinti Laura Tetzlaff, Silja Bächli, Harald Schmidt, Christian Brey e Florian von Montreuffel. Chiude questo articolato itinerario dedicato ai debutti dei principali teatri tedeschi la tappa di Zurigo. Nello Schauspielhaus è stato applaudito Fegefeuer in Ingolstadt di Marieluise Fleißer, un collage di squallide storia di provincia condite di segnali nazisti per la prima volta allestite da Bertolt Brecht nel 1926 e che la regia di Barbara Frey attualizza per indagare i meccanismi dell'emarginazione. Per lo spazio dello Schiffbau Stefan Pucher ha scelto Tod eines Handlungsreisenden di Arthur Miller con Markus Scheumann, Siggi Schmentek e Robert Hunger-Bühler nelle parti dei ruoli principali.
Nella sezione “Akteure” si legge il profilo di Frauck Edmund Yao (alias Gadoukou la Star), performer salito recentemente alla ribarla grazie al progetto Rue Princess, presentato nello Haus der Kulturen der Welt di Berlino con la compagnia Ginterdorfer/Klaßen. Si tratta di uno spettacolo di danza alternato da momenti dialogati e cantati. Nato nel 1980 ad Abidjian, Yao si è formato a Parigi lungo un percorso creativo in cui convergono linguaggi occidentali e tradizioni africane, come dimostra Jet Set. Successivamente si è trasferito in Germania, lavorando a Düsseldorf, Aquisgrana e Berlino, dove è emerso nel 2008 con Othello-c'est qui?.
“Stuttgart 21” è il titolo di un lungo servizio dedicato all'omonimo progetto, che prevede la costruzione di una nuova stazione ferroviaria nella città tedesca. Alle continue e convinte proteste popolari contrarie all'iniziativa si è unito anche il teatro, con Faust 21 allestito da Volker Lösch nei giardini pubblici, lo spazio destinato alla faraonica realizzazione.
di Massimo Bertoldi
Theaterheute, n. 11, 2010
Indice
INHALT
FOYER
Ein sehr besonderes Theater
Ein Gespräch mit Frank Baumbauer über die Krise am Hamburger Schauspielhaus
AUFFÜHRUNGEN
Silvia Stammen
Von Hunden und Heimkehren
Johan Simons Einstand als neuer Intendant der Kammerspiele der Münchner Kammerspiele mit Joseph Roths Hotel Savoy und Alvis Petras in Herz der Finsternis
Martin Krumbholz
Voltaire schlägt Leibniz
Anselm Weber startet in Bochum mit einer kleinen Primierenflut
Eva Bernhardt
In Berlin aktualisiert Ivo van Hove Molières Menschenfeind
Dimiter Gotschelf bringt Godars Film Die Chinesin auf die Volksbühne
Franz Wille
Ärmel zu Ärmel, Vers zu Vers
Hamburger Klassik: Luk Percevals Hamlet am Thalia Theater, Roger Vontobels Penthesilesa am Deutschen Schauspielhaus
Christine Wahl
Weissensee am Weißen Hirsch
Uwe Tellkamps Turm, nun auch auf der Bühne des Schauspiels Dresden
Barbara Burckhardt
Stützen der Gesellschaft
In Manheim bringen felicia Zeller und Ulrika Syha Au-pirs auf die Bühne
Paula van Bergen
Die Baustelle der anderen
Hasko Weber kümmert sich in Stuttgart um Heiner Müllers Bau, René Pollesch beschäftigt Harald Schmidt in Drei Western
Ellinor Landmann
Versager fliegen raus
Theater der Ausgegrenzten: In Zürich inszeniert Barbara Frey Fegefeuerin Ingolstadt, Stefan Pucher den Tod eines Handlungsreisenden
AKTEURE
Anja Quickert
Tanz die Vogelgrippe
Der ivorische Performer Franck Edmond Yao tanzt die Differenz
STUTTGART 21
Ulrike Kahle-Steinweh
Von der Lust, auf Topdeckel zu schlagen
Aus dem Inneren des Aufstands – ein Erfahrungbericht
REPORT
Bernd Noack
Im Schillerland
In Rudolstadt gilt Intendant Steffen Mensching Held des Theaters
CHRONIK
Basel - Max Frisch Graf Öderland
Berlin - Mark Ravenhill Freedom and Democracy I hate you
Düsseldorf - Tschechow Die Möwe
Mainz - Laura Fernández Gegengipfel
Senftenberg - Tschechow Drei Schwestern
Leipzig - Schiller Die Räuber, Arnolt Bronnen Vatermord
Wien - Grillparzer Die Jüdin von Toledo, Neil LaBute lieber schön
DATEN
Premieren im November
Hinweise
Suchlauf
Programmhinweise
MAGAZIN
andcompany&Co zeigen in Brasilien ihr Brecht-Projekt
Heiner Müllers Wolokolamsker Chaussee erstmalig in Polen
Die Ceausescus eine theatrale Rekonstruktion und ein Film
VORSCHAU / IMPRESSUM