Il linguaggio visivo di Arnaldo Pomodoro
La ben nota passione teatrale che da sempre accompagna il maestro Arnaldo Pomodoro lo ha portato ad allestire scenografie per spettacoli tratti da autori tra loro assai diversi, da Marlowe a Pinter, da Genet a Eschilo, da Pavese a O'Neill, Kleist, Brecht, Gluck o Strauss…
È vero, come ha asserito Sam Hunter, che il teatro l'ha aiutata a «ridefinire e perfino a reinventare la sua arte»? In cosa essa ne ha «beneficiato» in questi reiterati incontri con il teatro e in particolare con l'opera lirica?
L'esperienza teatrale mi ha aperto nuovi orizzonti e mi ha incoraggiato e persino ispirato a sperimentare nuovi approcci e nuove idee per le sculture di grandi dimensioni, perché il teatro mi dà un senso di libertà creativa: mi sembra di poter materializzare la visionarietà. In alcuni progetti per la scena, soprattutto nel caso di testi classici, ho realizzato grandi macchine spettacolari da cui poi ho tratto vere e proprie sculture. In altri casi ho preso lo spunto da progetti di sculture non realizzate.

Teneke di Fabio Vacchi (2007)
Dal primo allestimento lirico del 1982 a Roma per
Dopo Semiramide, per cui avevo progettato grandi macchine che muovendosi davano diverse configurazioni alla scena e costumi studiati per una precisa funzionalità tonale e timbrica dei colori, molti sono stati gli allestimenti nel campo del melodramma. Da Alceste di Gluck e da Oedipus rex di Stravinsky e Cocteau, a Capriccio di Richard Strauss e a Madama Butterfly di Puccini, fino a Un ballo in maschera di Verdi all'Oper Leipzig di Lipsia, con la regia di Ermanno Olmi e la direzione di Riccardo Chailly e a Teneke, un'opera nuova composta da Fabio Vacchi, tratta dall'omonimo racconto di Yashar Kemal e rappresentata nel 2007 alla Scala con regia di Ermanno Olmi e la direzione di Roberto Abbado. In questo caso lo spazio del palcoscenico era ricoperto da un grande rilievo materico costituito da elementi mobili che, seguendo lo sviluppo drammatico dell'azione, via via scomparivano e lasciavano intravvedere ampie zone allagate dall'acqua. In generale posso dire che ho sempre cercato di usare la forza dell'astrazione per trascrivere nel linguaggio visivo il linguaggio musicale e verbale dell'opera, pur nella specificità dei singoli progetti. D'altra parte l'opera lirica è, per la sua stessa struttura, un assieme formato da diverse componenti, tutte imprescindibili l'una dall'altra, quella musicale, quella testuale e quella visiva. Ed è questo l'aspetto che più mi affascina.

Cavalleria rusticana, bozzetto di Otto Müller-Godesberg
La sua già collaudata collaborazione con Ermanno Olmi si rafforza ora nell'allestimento, per il Teatro
Sì, insieme a Ermanno Olmi stiamo preparando la messinscena del dittico Šárka di Janáček e Cavalleria Rusticana di Mascagni per
Le sue scenografie sono state spesso considerate «testi autonomi» che s'inseriscono e procedono parallelamente a quelli letterari o teatrali messi in scena. Nel caso di un'opera lirica ci sono anche la musica, il canto… Si tratta dunque di una «lettura a più voci»?
Certamente, con il mio lavoro cerco di interpretare e approfondire passaggi musicali e testuali, dando così un apporto, che ritengo fondamentale, per comprendere questo straordinario fenomeno che è l'opera in musica. In particolare la scenografia con la sua inventività e fantasia può portare un elemento visionario di grande suggestione e importanza nello spettacolo d'opera. E credo che l'intervento degli artisti che hanno lavorato nell'ambito del melodramma, a partire dalle prime esperienze dei futuristi e dell'avanguardia storica, abbia contribuito al superamento delle vecchie strutture e all'evoluzione in senso moderno del linguaggio scenografico.
a cura di Patrizia Parnisari

Mikoláš Aleš, Vlasta

Mikoláš Aleš, I semi di Libuše
Indice
Intervento di Giuliano Segre
In primo piano
Editoriale
FOCUS ON
Lamazzone Šárka e le antiche leggende ceche
di Sergio Corduas
A proposito di «Šárka» di Leóš Janáček
di Paolo Cossato
Pietro Mascagni e il codice donore rusticano
di Adriana Guarnieri
Bruno Bartoletti dirige Janáček e Mascagni
di Enrico Bettinello
Musica del reale e cultura popolare. Ermanno Olmi racconta le sue regie per la Fenice
di Martina Buran e Riccardo Triolo
Il linguaggio visivo di Arnaldo Pomodoro
di Patrizia Parnisari
Ermanno Olmi: un ritratto tra immagini e suoni
di Mario Brenta
ALLOPERA
Haydn e lopera: «La vera costanza». A Treviso lallestimento di Elio De Capitani
di Andrea Lanza
«Il trovatore» secondo Denis Krief. Il capolavoro verdiano di scena a Bassano
di Arianna Silvestrini
LA CORNICE SINFONICA
La XXVI edizione del Premio Venezia. La Fenice apre il sipario sulla nuova rassegna pianistica
I concerti dellAccademia di San Giorgio. Lorchestra della Cini approda anche in Fenice
di Letizia Michielon
Trentanni di «Vita nella musica». Il Premio 2009 a Daniel Baremboim
Daniel Baremboim
di Mario Messinis
Palazzetto Bru, il sogno (realizzato) di Madame
di Manuela Pivato
Il «Requiem» di Maderna apre la stagione della Fenice
Apre lauditorium di Mario Botta per la Querini Stampalia. A novembre una nuova composizione musicale per Carlo Scarpa
La stagione degli Amici della Musica di Mestre. Al Toniolo la XXIV edizione di musica sinfonica e da camera
Salvatore Accardo incanta Vicenza. Il maestro celebra i cento anni della Società del Quartetto
di Fiorenza Conti
Gli Amici della Musica di Padova festeggiano Haydn. Il Quartetto Auryn per la LIII stagione di musica da camera
di Alberto Castelli
«Bis» a Padova per Piotr Anderszewski. Il pianista in concerto e in pellicola
di Alberto Castelli
Al via a Verona le rassegne dei Virtuosi Italiani
di Anna Barina
Il pianoforte di Anna Gourari
di Maria Weinmann
SACRO E BAROCCO
Tra Pieve di Cadore e Venezia in scena lorgano. Concluso in ottobre un fitto programma di concerti e seminari
di Giuseppe Patuelli
Gli ottantanni di Luigi Ferdinando Tagliavini ai Frari. Nella basilica veneziana il concerto con Margherita Gianola
di Letizia Michielon
Regione Veneto e Fondazione Levi celebrano Giovanni Asola e Giovanni Croce. Ricorre questanno il quarto centenario della morte
di Maria Teresa De Gregorio
Il Fondo musicale Correr. Uno studio sui manoscritti delle «putte» dellOspedale della Pietà
di Giorgio Bussolin e Stefano Zanus Fortes
CONTEMPORANEA
Venezia, Biennale Musica 2009. Riflessioni
di Dino Villatico
Ernesto De Martino approda alla Biennale
La pizzica magica di Anna Cinzia Villani
I primi trentanni dellEx Novo Ensemble
«Risonanze Fall 2009» e «danzedautunno». I nuovi percorsi del Fondamenta Nuove
La tragedia di Bophal tra immagini e note. Si conclude ai Frari il World Venice Forum
La perenne novità del mito di Prometeo. Intitolato al titano il progetto dellAgimus Venezia
di Marco Del Monte
CANTIERE REGIA
Sulla messinscena di «Orfeo» fatta da Bob Wilson alla Scala
di Enrico Girardi
«Cyrano de Bergerac» secondo Daniele Abbado. Il lavoro del regista dal teatro di musica a quello di parola
LALTRA MUSICA
I Modena City Ramblers sbarcano a Venezia. Tre concerti in laguna con Giovanni DellOlivo
In attesa del quinto album, il ritorno dei Massive Attack
di Marco Rispoli
A Portogruaro la canzone dautore di Gianmaria Testa
di Guido Michelone
Paolo Nutini: la canzone dautore viene dal Regno Unito
«Tonight: Franz Ferdinand». A Jesolo lappuntamento con la band scozzese
di John Vignola
Unisola a tempo di jazz. La VI edizione del San Servolo Jazz Meeting
«Half The Fun», un nuovo disco per il Franco DAndrea Quartet
di Enrico Bettinello
«Il Nuovo Canzoniere Italiano»: la rivista
di Gualtiero Bertelli
Da Lisbona a Venezia Teresa Salgueiro e Mafalda Arnauth. Lex voce dei Madredeus e la stella del fado si raccontano
di Guido Michelone
IN VETRINA
Gli ottantanni di Marcello Conati. Alla Cini una giornata di studi dedicata allo studioso
di Jacopo Pellegrini
I Ballets Russes di Sergej Diaghilev. Un convegno a Venezia per il centenario del debutto
Tendenza Fenice, happy hour tra gli stucchi
di Manuela Pivato
Il «Fenice Day» per i quarantanni di carriera di Katia Ricciarelli. La serata di fund rising a favore del Teatro veneziano
CARTA CANTA – LIBRI
Quattro recensioni
di Giuseppina La Face Bianconi
CARTA CANTA - DISCHI
«From a Dream», le chitarre di Muthspiel, Grigoryan e Towner
di Giovanni Greto
Per Raitrade gli «esercizi romani» di Robert Wyatt
di Giovanni Greto
COSE DI MUSICA
La musica ci cura, ma non so perché. Considerazioni sulle reazioni provocate dallarte delle note
di Cecilia Dolcetti
IN SCENA
«Elisabetta II» di Thomas Bernhard di scena a Treviso. Esce in Italia il postumo «I miei premi»
di Eugenio Bernardi
Uno Scenario futuro
di Cristina Ventrucci
«È bello vivere liberi» di Marta Cuscunà
La «Tempesta» di Anagoor al Premio Scenario. La giovane compagnia veneta mette in scena Giorgione
«Movimenti IPERattivi» al Fondamenta Nuove
di Carlo Mangolini
«DAmore Vero nel vero», una maratona di teatro ad Asolo. Non stop di spettacoli per Leo de Berardinis
A «Chance to Change» per Giovani a Teatro
di Cristina Palumbo
DINTORNI – TEATRO
Teatro Stabile o Teatro Ideale?
di Gianni De Luigi
DINTORNI – CINEMA
Erotic Art Tinto Brass
di Fiorella Mancini
Musica Last Minute
a cura di Fiorella Mancini
DINTORNI ARTE
Romano Pascutto al Museo del Paesaggio
di Silvia Carraro
CORTESIE PER GLI OSPITI
Cini, musica per Carlà
a cura di Manuela Pivato
RUBRICHE
Zoom
a cura di Ilaria Pellanda