Loredana Faraci
Salvo Randone: la follia della ragione


Caltanissetta, Associazione Amici dell’Inda- Lombardi editori, 2006, pp. 104, s.i.p.
ISBN 88-7260-172-X

Data di pubblicazione su web 16/04/2007

Salvo Randone (Siracusa, 25 settembre 1906 – Roma, 6 marzo 1991) dopo un apprendistato vissuto tra la fine degli anni Venti e la seconda guerra mondiale, si è imposto nel corso degli anni Cinquanta-Ottanta come uno dei più significativi attori del teatro italiano del secondo Novecento.


Tra le sue interpretazioni memorabili si ricordano quelle shakespeariane: Otello, interpretato con Vittorio Gassman (1956), con il quale si alternava nel ruolo di Jago e in quello di Otello; Prospero  in La Tempesta; Re Lear nella parte del personaggio eponimo. Ma fu soprattutto fedele ad alcuni testi pirandelliani recitati per tutta la vita (Enrico IV, Pensaci Giacomino!; Il piacere dell'onestà) erede in parte di inflessioni derivate da Ruggero Ruggeri ma ricondotte a una più arcaica terrestre profondità nella voce e nel portamento. In lui risuonava il timbro di una cultura teatrale, quella siciliana, estranea al realismo e all'ammiccamento contemporaneo. 


Vocato ad una recitazione mitopoietica, trasferì questa anche in alcune apparizioni cinematografiche che, sebbene fossero calate spesso in un contesto di rigido realismo e occupassero zone marginali della sceneggiatura, avevano la dignità statuaria e psicologica dei personaggi della tradizione del Grande Attore ottocentesco. Ma sempre con un'ironica distanza che Brecht avrebbe chiamato "straniamento" e che a Randone derivò forse dall'esperienza pirandelliana e dalla lezione di alcuni maestri della regia teatrale che ebbero la fortuna di dirigerlo: Costa, Strehler, Visconti, Squarzina. Memorabile l'interpretazione, come protagonista, del film I giorni contati di Elio Petri (1962).


Appare quindi opportuna la monografia a lui dedicata dall'Istituto del Dramma Antico di Siracusa, dall'Associazione Amici dell'Inda e curata da Loredana Faraci che ha raccolto tre interviste sull'attore (a Franco Cordelli, ad Anna Proclemer e alla figlia di Randone, Giuseppina Volpiana Randone) oltre a firmare due altri contributi critici. Completano il bel volume: un'antologia di recensioni, testimonianze di critici, attori e registi, di epoche e circostanze diverse; un mannello di foto di scena (1946-1986) e familiari; alcune prezione Noterelle sull'attore dettate dallo stesso Randone (pp. 93-96).

Si tratta di un utile contributo in attesa di una vera e propria monografia che questo grande interprete merita.



di Siro Ferrone

Salvo Randone: la follia della ragione

Indice



Indice

Il pessimismo tragico di Salvo Randone
di Corrado Piccione

In ricordo di Salvo Randone
di Enrico Di Luciano

Salvo Randone una ragionevole follia
di Loredana Faraci

INTERVISTE
a cura di Loredana Faraci

Salvo Randone: un rivoluzionario tradizionale
Intervista a Franco Cordelli

Un vulcano sotterraneo in attesa di esplodere
Intervista ad Anna Proclemer

Mio padre, Salvo Randone
Intervista a Giuseppe Volpiana Randone

Dall'enfasi alla modernità: Randone al Teatro greco di Siracusa
di Loredana Faraci

TESTIMONIANZA
Rapporto sull'attore
a cura di Franco Quadri e Giuseppe Bartolucci

Mi sono divertito ora tocca agli altri
a cura di Fabrizio Zampa

Conversazioni
a cura di Chiara Vatteroni

Foto di scena 1946-1986

Album di famiglia

Appendice
Notarelle sull'attore
di Salvo Randone

Biografia

Bibliografia