Per Dreyer
A cura di Sergio Germani e Giorgio Placereani
Milano, Editrice il Castoro, 2004, pp. 292, euro 20,00
ISBN 88-8033-305-4
Data di pubblicazione su web 15/01/2005
Il volume raccoglie gli atti del convegno di studi tenutisi a Udine nel gennaio 2003, nell'ambito della V edizione della serie "Lo sguardo dei maestri", ideata da Luciano De Giusti. La serie ha ormai acquisito, attraverso le precedenti analisi di altri grandi registi (Bresson, Buñuel, Tati, Ophuls), un collaudato iter, riassumibile in tre distinti passaggi: retrospettiva dell'autore; convegno di studi; pubblicazione degli atti.
La critica cinematografica ha da sempre tratto dall'opera di Dreyer continui stimoli intellettuali. Le posizioni della critica nei confronti del cinema di Dreyer sono state soprattutto in passato, almeno fino alla morte dell'autore, contraddistinte da cautele problematiche: basti pensare alla storica tesi radicale di Arnheim su La Passione di Giovanna d'Arco, o ai riserbi di Kracauer, o alle diffidenze di Rohmer su Ordet, solo per citarne alcune.
Le pubblicazioni italiane ed estere su Dreyer sono di tale numero e rilevanza per l'evoluzione della critica cinematografica, che risulta necessario delimitare scopi e aspirazioni, nonché alcuni termini della fruizione, circa il volume qui esaminato.
L'intento di Germani e Placereani, i curatori, è di ridonare a colui che, ormai da tempo, ha conquistato status di maestro incontestabile, l'evidenza di una bellezza che sia comunicabile. Germani ritiene che, se non mancano pubblicazioni importanti e complete dell'opera del regista danese, tuttavia esse non riescono a cancellare un certo timore e freddezza rintracciabili negli approcci all'opera di Dreyer. Il quale, diversamente da altri riconosciuti maestri (come Rossellini, Renoir, Murnau o Lang), non è stato investito dal processo di slittamento dall'evidenza di complessità alla godibilità.
Lo scopo del volume, ed è così spiegato anche il titolo, è ridestare il fascino e il coinvolgimento procurati dalla visione dei suoi film, cercando di recuperare la pulsione, il "profondo respiro sotteso al corso delle proiezioni dreyerane" (Germani).
Da un punto di vista più specificatamente critico-storico, gli interventi condividono uno stesso approccio metodologico: smentire la frattura fra fase "di formazione" e fase "della maturità" del regista (sostenuta e avvalorata in passato dallo stesso Dreyer). Hanno inoltre in Langlois, Bazin, Rohmer e nelle scoperte biografiche di Drouzy i punti di riferimento per l'analisi critica.
Per Dreyer si dispiega attraverso diciannove interventi critici, cui si aggiungono due testimonianze. Gli interventi seguono l'ordine cronologico dei film cui sono dedicati o riconducibili e, come spesso accade nelle raccolte di tale genere, presentano lunghezze, intensità e tagli differenti, momenti di sovrapposizioni e leggere dissonanze. Più che trattare in modo esaustivo i vari temi affrontati, si riscontra la volontà di porre al lettore stimoli e domande, utili per ulteriori approfondimenti.
I curatori non hanno avuto intenzione di trasmettere al lettore verità indiscutibili sul cinema di Dreyer, verità che non esistono e che mai confineranno l'opera misteriosa e complessa del regista danese. Hanno, semmai, cercato di recuperare quello che già per Bazin doveva rappresentare la funzione della critica: "Non servire su di un piatto d'argento verità rivelate, bensì prolungare, il più lontano possibile, nell'intelligenza e nella mentalità dello spettatore, lo choc dell'opera d'arte".
Riccardo Castellacci
Indice
Sergio Grmek Germani
INTERVENTI
I film di Dreyer: ambiguità e certezze
Jean Sémolué
Præsidenten: il tempo della legge e lo spirito della natura
Adriano Aprà
Visione e storia in Pagine del libro di Satana
Giulia Carluccio
La tragica commedia della vita: Prästänkan o la giovinezza di Absalon
Auro Bernardi
«Ich habe eine große Liebe gesehen»: soluzioni visive dello psicologismo fin de siècle in Michael
Anna Masecchia
Metafisica e crudeltà
Alessandro Cappabianca
La passione di Giovanna d'Arco: molte versioni, un solo film?
Casper Tybjerg
La questione del restauro di Vampyr
Martin Koerber
Dreyer e l'occultismo
Luciano Berriatúa
Dies irae. Il cinema come pièce teatrale in forma concentrata
Andrea Martini
«Quel film non esiste»
Jan Olsson
Raggiunsero il traghetto
enrico ghezzi
«Johannes Ordet». Dalla figura dell'"uomo col rum" a quella dell'anticristo
Loretta Guerrini
Lacrime filosofiche (Dreyer versus Gertrud)
Paolo Spaziani
Gertrud, una donna tra due soglie
Rosamaria Salvatore
Il cinema come arte del meta-fisico, del sublime
Fabrice Revault d'Allones
Dreyer, il teatro e il primo piano
Charles Tesson
Oltre le ombre. Visibile e invisibile in Dreyer
Adone Brandalise
Passione critica in Italia. L'opera di Dreyer nei periodici
Alessandro Giorgio
TESTIMONIANZE
Intervento di Anna Karina
Intervento di Elva Timmann
FILMOGRAFIA COMMENTATA
a cura di Sergio Grmek Germani e Giorgio Placereani
Dreyer in Dvd
Valentina Cordelli