Possible love / The Echo Chamber / Woman Unknown

La redazione

Data di pubblicazione su web 04/09/2026

Possible love / The Echo Chamber / Woman Unknown
Possible Love

Due coppie sposate, due mondi che si incontrano attraverso la macchina da presa: un lavoratore licenziato e sua moglie, una documentarista e suo marito. Mentre collaborano alla realizzazione di un film, le loro strade si intrecciano, rivelando differenze profonde e desideri inconfessati.


Proiezioni:

sabato 5 settembre, ore 19:00, Sala Darsena (accreditati)

sabato 5 settembre, ore 22:00, Sala Perla (accreditati)

domenica 6 settembre, ore 16:30, Sala Grande (accreditati e pubblico)

lunedì 7 settembre, ore 14:00, PalaBiennale (accreditati e pubblico) 




Una scena di Possible love
© Biennale Cinema 2026



Lee Chang-Dong

Lee Chang-dong (Daegu, 1954) è un regista, sceneggiatore, produttore e scrittore sudcoreano, considerato una delle figure più autorevoli del cinema contemporaneo della Corea del Sud. Prima di avvicinarsi al cinema si dedica alla letteratura e all’insegnamento: dopo gli studi in Lingua e Letteratura coreana, lavora infatti come insegnante nelle scuole superiori e parallelamente intraprende l’attività di scrittore. Nel 1983 avvia la propria carriera letteraria con il racconto The Booty, premiato in un concorso promosso dal quotidiano «Dong-A Ilbo», affermandosi successivamente come romanziere. L’ingresso nel mondo del cinema avviene negli anni Novanta attraverso la collaborazione con il regista Park Kwang-su, per il quale scrive la sceneggiatura di To the Starry Island (1993), lavorando anche come assistente alla regia, e successivamente quella di A Single Spark (1995). Nel 1997 esordisce dietro la macchina da presa con Green Fish, ottenendo importanti riconoscimenti in Corea. La notorietà internazionale arriva con Peppermint Candy (2000) e soprattutto con Oasis (2002), presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove Lee riceve il Premio speciale per la regia. Tra il 2003 e il 2004 ricopre l’incarico di Ministro della Cultura e del Turismo della Corea del Sud, per poi tornare alla regia con Secret Sunshine (2007), presentato in concorso al Festival di Cannes e interpretato da Jeon Do-yeon, premiata come miglior attrice. Nel 2010 realizza Poetry, che gli vale il premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes. Dopo otto anni torna alla regia con Burning (2018), liberamente tratto da un racconto di Haruki Murakami e presentato in concorso a Cannes, dove ottiene il Premio FIPRESCI. Il suo cinema, caratterizzato da un’attenta osservazione delle contraddizioni della società sudcoreana, indaga frequentemente la solitudine, il dolore, la memoria, la violenza e la complessità delle relazioni umane, attraverso personaggi posti di fronte a profonde fratture morali ed esistenziali. Nel 2026 torna alla regia con Ga-neung-han sa-rang (Possible Love), presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.




The Echo Chamber

Una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.


Proiezioni:

domenica 6 settembre, ore 8:45, Sala Grande (accreditati)

domencia 6 settembre, ore 11:15, Sala Darsena (accreditati)

domenica 6 settembre, ore 19:45, Sala Grande (pubblico)

domenica 6 settembre, ore 20:00, Sala Biennale (pubblico)

lunedì 7 settembre, ore 11:30, PalaBiennale (accreditati) 




Una scena di The Echo Chamber
© Biennale Cinema 2026



Andrea Pallaoro

Lee Chang-dong Andrea Pallaoro (Trento, 1982) è un regista e sceneggiatore italiano. Si forma negli Stati Uniti, conseguendo una laurea in Cinema all’Hampshire College e successivamente un master in regia cinematografica al California Institute of the Arts. Vive e lavora tra Los Angeles e New York. Esordisce alla regia con il cortometraggio Wunderkammer (2008), presentato in concorso al Sundance Film Festival nel 2009 e successivamente selezionato in oltre cinquanta festival internazionali. Nel 2013 realizza il suo primo lungometraggio, Medeas, interpretato da Catalina Sandino Moreno e Brian F. O’Byrne e presentato nella sezione Orizzonti della 70ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film ottiene numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio per la miglior regia al Festival di Marrakech, il Premio Sergej Paradžanov al Tbilisi International Film Festival e il New Voices/New Visions Award al Palm Springs International Film Festival. Nel 2017 torna alla Mostra di Venezia con il suo secondo lungometraggio, Hannah, presentato in concorso e interpretato da Charlotte Rampling, che per la sua interpretazione riceve la Coppa Volpi come migliore attrice. Il film costituisce il primo capitolo di una trilogia dedicata a protagoniste femminili e conferma l’interesse del regista per l’indagine dell’identità, della solitudine e delle relazioni umane. Nel 2022 realizza Monica, interpretato da Trace Lysette e Patricia Clarkson e presentato in concorso alla 79ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Anche in questo film Pallaoro prosegue la propria ricerca attraverso un ritratto intimo costruito intorno ai temi dell’identità, dell’abbandono, del perdono e dei legami familiari. Il suo cinema è caratterizzato da una narrazione essenziale e da una particolare attenzione alla dimensione interiore dei personaggi, spesso restituita attraverso i silenzi, i gesti e l’osservazione dei corpi. Nel 2026 torna in concorso alla Mostra di Venezia con The Echo Chamber, interpretato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon e realizzato a partire da una sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.




Woman Unknown

Marie sta per sposare Christian, il ricco vedovo per cui lavora come domestica e bambinaia. Per lei, il matrimonio significa diventare la signora della casa. Ma c’è un segreto che potrebbe mandare tutto in frantumi: durante la guerra ha avuto una relazione con un soldato tedesco. Ora, nell’anarchia del dopoguerra, quel passato torna a presentarle il conto. E Marie è pronta a tutto pur di difendere la vita che si è conquistata.


Proiezioni:

domenica 6 settembre, ore 8:30, Sala Darsena (accreditati)

domenica 6 settembre, ore 11:15, Sala Grande (accreditati)

domenica 6 settembre, ore 22:15, Sala Grande (accreditati e pubblico)

domenica 6 settembre, ore 22:30, PalaBiennale (pubblico)

lunedì 7 settembre, ore 17:15, PalaBiennale (accreditati e pubblico) 



Una scena di Woman Unknown
© Biennale Cinema 2026



May el-Toukhy

May el-Toukhy (Copenaghen, 1977) è una regista e sceneggiatrice danese di origini egiziane. Figlia di madre danese e padre egiziano, si forma inizialmente nell’ambito delle arti performative, diplomandosi alla Danish National School of Performing Arts nel 2002, per poi rivolgere progressivamente il proprio interesse verso il cinema. Nel 2009 consegue il diploma in regia presso la National Film School of Denmark. Prima di dedicarsi al lungometraggio lavora a lungo in ambito teatrale e radiofonico, dirigendo spettacoli e radiodrammi, e successivamente anche per la televisione danese. Nel 2015 realizza il suo primo lungometraggio, Long Story Short, commedia corale dedicata alle relazioni sentimentali e alle loro trasformazioni, che ottiene un significativo successo di pubblico e critica in Danimarca. La notorietà internazionale arriva nel 2019 con Queen of Hearts, scritto insieme a Maren Louise Käehne e interpretato da Trine Dyrholm. Il film, incentrato sulla relazione tra una donna adulta e il giovane figliastro, affronta attraverso un intenso dramma familiare i temi del desiderio, dell’abuso di potere, della responsabilità e delle ambiguità morali. Presentato al Sundance Film Festival, dove ottiene il World Cinema Audience Award: Dramatic, Queen of Hearts riceve numerosi riconoscimenti internazionali e consolida la posizione della regista nel panorama cinematografico europeo. Parallelamente al cinema, el-Toukhy prosegue l’attività televisiva, lavorando a serie danesi come The Legacy e Ride Upon the Storm e dirigendo successivamente alcuni episodi della serie The Crown. Il suo cinema è caratterizzato da una particolare attenzione alle dinamiche psicologiche e ai rapporti di potere che si sviluppano all’interno delle relazioni familiari e affettive. Al centro delle sue opere ricorrono personaggi chiamati a confrontarsi con dilemmi morali, desideri difficilmente conciliabili con le convenzioni sociali, segreti e forme di colpa individuale e collettiva.


Cast & Credits



Lee Chang-Dong










































































































Andrea Pallaoro































































May el-Toukhy

Cast & credits - Possible love

Titolo 
Venezia 2026
(06/09)
Sotto titolo 
Possible love
Origine 
Corea del Sud
Anno 
2026
Durata 
164 min.
Data rappresentazione 
6 settembre 2026
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Sala Grande
Prima rappresentazione 
6 settembre 2026
Evento 
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Colore 
Titolo originale 
Ga-neug-han-sa-rang
Altri titoli 
Possible love
Autori 
Lee Chang-Dong; Oh Jung-mi
Soggetto 
Lee Chang-Dong; Oh Jung-mi
Regia 
Lee Chang-Dong
Interpreti 
Jeon Do-yeon (Mi-ok)
Sul Kyung-gu (Ho-seok)
Zo In-sung (Sang-woo)
Cho Yeo-jeong (Ye-ji)
Produttori 
Lee Joon-dong; Lee Chang-Dong; David Levine: Chadwick Prichard
Produzione 
Pinehouse Film Co. Ltd.; Anonymous Content; LLC; NOWFILM Co. Ldt.
Distribuzione 
Netflix
Scenografia 
Jang Min-woo
Costumi 
Yi Choong-yun
Sceneggiatura 
Lee Chang-Dong; Oh Jung-mi
Montaggio 
Kim Da-won
Fotografia 
Kim Ji-yong
Suono 
Lee Seung-chul; Han Myung-hwan
Musiche 
Jung Jaeil

Cast & credits - The Echo Chamber

Titolo 
Venezia 2026
(06/09)
Sotto titolo 
The Echo Chamber
Origine 
Italia, Belgio
Anno 
2026
Durata 
123 min.
Data rappresentazione 
6 settembre 2026
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Sala Grande
Evento 
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Colore 
Titolo originale 
The Echo Chamber
Autori 
Bernardo Bertolucci, Ilaria Bernardini, Ludovica Rampoldi
Soggetto 
Bernardo Bertolucci, Ilaria Bernardini, Ludovica Rampoldi
Regia 
Andrea Pallaoro
Interpreti 
Luca Marinelli (Leo)
Alicia Vikander (Anne)
Susan Sarandon (Ava)
Produttori 
Nicola Giuliano, Francesca Cima; Carlotta Calori; Viola Prestieri; Jacques-Henri Bronckart; Tatjana Kozar
Produzione 
Indigo Film con Rai Cinema; Versus Production
Distribuzione 
01 Distribuction
Scenografia 
Gaspare De Pascali
Costumi 
Antonella Cannarozzi
Sceneggiatura 
Bernardo Bertolucci, Ilaria Bernardini, Ludovica Rampoldi
Montaggio 
Paolo Freddi
Fotografia 
Diego Garçia
Effetti speciali 
Rodolfo Migliari (effetti visivi)
Suono 
Guilhem Donzel
Musiche 
Clément Ducol

Cast & credits - Woman Unknown

Titolo 
Venezia 2026
(06/09)
Sotto titolo 
Woman Unknown
Origine 
Danimarca, Svezia, Lettonia
Anno 
2026
Durata 
124 min.
Data rappresentazione 
6 settembre 2026
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Sala Grande
Evento 
83 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Colore 
Titolo originale 
Kvinde Ukendt
Altri titoli 
Woman Unknown
Autori 
Maren Louise Käehne; May el-Toukhy
Regia 
May el-Toukhy
Interpreti 
Mathilde Arcel
Carsten Bjørnlund
Thorbjørn Hedegaard
Marina Bouras
Mia Plantin
Sofia Nolsøe
Flora Yde Sander
Mikael Birkkjær
Joen Højerslev
Produttori 
Mikael Rieks; Esko Rips; Madara Kalniņa; Johanna Bergenstråhle; Kristina Börjeson
Produzione 
Nordisk Film Production; SIA Nafta Films; Nordisk Film Production Sverige; Film i Väst
Distribuzione 
Lucky Red (Italia); TrustNordisk (internazionale)
Scenografia 
Sabine Hviid
Costumi 
Rebecca Richmond; Jūlija Volkinšteine
Sceneggiatura 
Maren Louise Käehne; May el-Toukhy
Montaggio 
Rasmus Stensgaard Madsen
Fotografia 
Jasper Spanning
Effetti speciali 
Per Nyman; Dupp Film (effetti visivi)
Suono 
Oskar Skriver; Morten Pilegaard
Musiche 
Mikkel Hess