La danza a Caracalla scivola sull’acqua, imita le onde e dà gioia
«Colui che danza cammina sull’acqua e dentro una fiamma» recita la poesia Baile (Ballo) di Federico García Lorca e nessun verso è più appropriato per riferirsi a Caracalla Danza. Il Festival sull’acqua, che suggella la collaborazione tra la Soprintendenza Speciale di Roma e il Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, valorizza un sito archeologico d’imponente grandezza e ospita la danza contemporanea internazionale. In un luogo fuori dal tempo in cui la scenografia è fatta dai bastioni delle Terme Antoniane, il palcoscenico è posizionato sopra uno “specchio d’acqua” e le luci sono quelle del tramonto e dei fari che li illuminano. La danza abita le antiche rovine e tra volteggi e passi di evanescente corporeità si mostra nel suo ineffabile fascino.
La 2a edizione di Caracalla Danza, che si fregia di avere in qualità di partner artistici il Teatro dell’Opera di Roma con la Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni, include tra gli eventi di richiamo il trittico formato da Preludio di Diego Tortelli, An echo, a wave di Philippe Kratz e Bliss di Johan Inger. Tre coreografi che l’ottima e versatile compagnia reggiana conosce bene per averli in repertorio e di cui è maestra nel restituirne la diversa natura del linguaggio e il modo stilisticamente differente di ballare e di esprimere sentimenti ed emozioni.

Preludio è una coreografia di Diego Tortelli che si snoda su alcuni dei brani più intensi del cantautore australiano Nick Cave. Creata per Aterballetto nel 2021 è – per usare le parole dell’autore – «la mia preghiera profana, la mia lettera d’amore al corpo», quel corpo che «nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità» è il «credo di oggi» e la materia del canto di Diego. Coreografo residente presso la Fondazione Nazionale delle Danza/Aterballetto dal 2019, premiato nel 2022 alla Biennale Danza di Venezia e curatore della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, Tortelli vanta committenze italiane e straniere. La sua originalità risiede nella capacità di stemperare la prorompente fisicità della danza contemporanea con il lirismo espressivo come avviene in Preludio.
I cinque interpreti, Matteo Fiorani, Matteo Fogli, Giovanni Leone, Estelle Bovay e Arianna Ganassi, sono stimoli emotivi in azione e nei loro corpi, fasciati da morbidi pantaloni rosa e aderenti t-shirt traforate dello stesso colore, abbinate a guanti di pelle nera lunghi fino all’avambraccio, risplende un’intrigante androginia costumistica. Il quintetto si scompone in duetti e terzetti per poi ricomporsi in ensemble con la leggerezza di una danza che scivola sull’acqua e si sviluppa in estensione tra ritmati passi sul posto, virtuosismi gestuali e pose iconografiche e coreografiche dall’andamento elegante, raffinato e disteso. Suggestiva è la sequenza finale in cui i danzatori con la dissolvenza delle luci si posizionano di spalle e vanno verso i bastioni mentre cinque gabbiani si adagiano sull’acqua e restano a guardia di un luogo di cui sono i numi tutelari.

An echo, A wave, un lavoro di Philippe Kratz del 2024 su musica di Tommaso Michelini, è una riflessione sul concetto di eternità partendo dalla vista del mare e delle sue onde e dall’eco di quelle speranze e tragedie che il Mediterraneo porta con sé. «Guardando il fluire del movimento del danzatore – spiega Kratz – ritroviamo a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine» in cui è facile ritrovare sé stessi e la propria identità. Kratz è stato un carismatico ballerino di Aterballetto. Oggi è un dancemaker affermato a livello internazionale che ha diretto il Nuovo Balletto di Toscana e, tra i premi, ha vinto il Bando Biennale Danza di Venezia 2025 per una nuova creazione coreografica italiana.
Coreografo di pura matrice contemporanea, Philippe ha una modalità espressiva corposa e viscerale in cui studiato è il partnering coreutico che si traduce in una predilezione per la forma del duetto. E un duetto è An echo, A wave interpretato da Federica Lamonaca e Giovanni Leone che, in indumenti color senape, danzano sulla ipnotica partitura di Michelini. L’inizio, per rappresentare la calma degli abissi marini, è en ralenti; poi, nel passare al moto delle onde di superficie, la coreografia si fa fluida nei legati, sinusoidale nei passaggi, aggrovigliata nelle prese e nelle figurazioni che si traducono in una danza evocativa che imita le onde.

Con Bliss l’artista svedese sceglie il The Kölon Concert di Keith Jarrett. Il compito suo e dei danzatori è «raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica» in un pezzo corale con sedici danzatori vestiti casual da Johan e Francesca Messori.
Sul palcoscenico un
giovane inizia a muoversi sulle note del pianoforte di Jarrett e piano piano la
sua performance richiama gli altri che, contagiati da questa gioia – bliss appunto – inanellano duetti,
terzetti, soli, formano ottetti speculari che poi si uniscono nella frenesia di
una danza che dà gioia tra corse, salti, scambi di coppie e articolate sequenze.
Perché con Inger la danza contemporanea si fa danza “comportamentale”.

La locandina
Cast & credits - Preludio
| Titolo
Caracalla Danza |
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| Sotto titolo
Preludio |
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| Data rappresentazione
5 luglio 2026 |
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| Città rappresentazione
Roma |
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| Luogo rappresentazione
Terme di Caracalla |
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| Prima rappresentazione
Ridotto del Teatro Valli di Reggio Emilia, maggio 2021 |
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| Evento
Caracalla Danza 2a edizione |
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| Coreografia
Diego Tortelli |
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| Corpo di ballo
Aterballetto |
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| Musiche
Nick Cave |
Cast & credits - An echo, A wave
| Titolo
Caracalla Danza |
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| Sotto titolo
An echo, A wave |
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| Data rappresentazione
5 luglio 2026 |
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| Città rappresentazione
Roma |
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| Luogo rappresentazione
Terme di Caracalla |
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| Prima rappresentazione
Festival NUTIDA, Castello dell’Acciaiolo di Scandicci, Firenze: luglio 2024 |
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| Evento
Caracalla Danza 2a edizione |
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| Coreografia
Philippe Kratz |
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| Corpo di ballo
Aterballetto |
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| Musiche
Tommaso Michelini |
Cast & credits - Bliss
| Titolo
Caracalla Danza |
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| Sotto titolo
Bliss |
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| Data rappresentazione
5 luglio 2026 |
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| Città rappresentazione
Roma |
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| Luogo rappresentazione
Terme di Caracalla |
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| Prima rappresentazione
Modena, Teatro Comunale Pavarotti, 23 marzo 2016 |
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| Evento
Caracalla Danza 2a edizione |
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| Scenografia
Johan Inger |
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| Costumi
Johan Inger e Francesca Messori |
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| Coreografia
Johan Inger |
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| Corpo di ballo
Aterballetto |
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| Musiche
Keith Jarrett: The Kölon Concert |