Passi di memoria: alla Biblioteca Marucelliana una mostra racconta la storia della danza a Firenze tra Ottocento e Novecento
Curata da Maria Alberti, Silvia Castelli, Laura Manzoni e Caterina Pagnini, con la collaborazione di Maria Beatrice Sanfilippo, l’esposizione intende restituire centralità alla danza come fenomeno artistico, culturale e sociale, valorizzando il ruolo di Firenze quale dinamico crocevia di esperienze pedagogiche, performative e di sperimentazione. Attraverso documenti, testimonianze e materiali d’archivio, il percorso espositivo ricostruisce un capitolo fondamentale della storia dello spettacolo italiano, mettendo in evidenza il dialogo tra tradizione accademica ed esperienze d’avanguardia che ha caratterizzato il panorama cittadino nel periodo indagato.

Una immagine della mostra Passi di memoria. Tra scena e istituzione: la danza a Firenze tra Ottocento e Novecento
Articolata in quattro sezioni cronologiche, la mostra ripercorre la storia della danza a Firenze dall’Ottocento al secondo dopoguerra. Il percorso prende avvio dalla stagione che vide protagonisti maestri come Gaetano Gioia, Salvatore Viganò, Carlo Blasis, Amalia Brugnoli, Enrico Cecchetti e Giovanni Lepri, soffermandosi sulla fondazione della Scuola di ballo del Teatro della Pergola (1864) e sul ruolo dei teatri cittadini nella diffusione delle diverse pratiche coreutiche.
La seconda sezione approfondisce la straordinaria vivacità culturale della prima metà del Novecento, quando Firenze divenne luogo di incontro tra il balletto accademico e le nuove correnti europee. Le esperienze di Isadora Duncan, il dialogo con Eleonora Duse ed Edward Gordon Craig, le influenze della ritmica di Émile Jaques-Dalcroze, delle teorie di Rudolf Laban e della danza espressionista tedesca testimoniano una stagione di intensa innovazione che culminò nella fondazione, nel 1940, della Scuola di ballo del Maggio Musicale Fiorentino.

Una immagine della mostra Passi di memoria. Tra scena e istituzione: la danza a Firenze tra Ottocento e Novecento
Nella terza e nella quarta sezione ampio spazio è dedicato proprio al corpo di ballo del Teatro Comunale, dalle figure di Angiola Sartorio e Avia De Luca, protagoniste del rinnovamento della didattica coreutica italiana, fino alle esperienze del secondo dopoguerra con Laura Salvetti e Antonietta Daviso, interpreti di una tradizione che ha contribuito a consolidare Firenze come centro di riferimento per la formazione e la diffusione della danza nel Novecento.
Passi di memoria rappresenta così un’occasione significativa per riscoprire un patrimonio storico e artistico spesso poco conosciuto, restituendo alla danza il ruolo di linguaggio capace di raccontare le trasformazioni culturali e sociali di un’intera epoca e riaffermando il contributo di Firenze alla storia della scena coreutica internazionale.
L’inaugurazione, svoltasi l’11 giugno 2026, è stata accompagnata dalla presentazione del catalogo scientifico della mostra, pubblicato da Pontecorboli Editore, e da una serie di quadri di danza interpretati da scuole e realtà formative del territorio, con accompagnamento musicale dal vivo.
Passi di memoria. Tra scena e istituzione: la danza a Firenze tra Ottocento e Novecento
