Che cos’è il futuro? Forse il riflesso dei sogni in uno specchio

di Carmelo Alberti

Data di pubblicazione su web 23/06/2026

Promemoria

Davide Iodice ritorna con una nuova creazione approntata per la Biennale Teatro 2026, dopo il trionfo l’anno passato del suo Pinocchio. Che cos’è una persona?, un’indagine sul tema della diversità. Stavolta, con il titolo Promemoria, rivolge la sua attenzione alla dimensione della fragilità e all’assistenza delle persone anziane. Insieme al suo gruppo speciale di lavoro si è trasferito per un lungo periodo in una residenza di riposo, presso l’ex convento di San Giobbe a Venezia, a pochi metri dalla laguna. In collaborazione con il personale interno e con i residenti ha definito un acuto percorso espressivo che si snoda nelle aree comuni del ricovero, accogliendo gli spettatori in visita con l’incipit di Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, dove si dice come nel mondo molte cose sono ancora prive di un nome.


Una scena dello spettacolo

Pertanto, ogni persona e ogni oggetto compresi nello spazio della casa recano un cartellino con la propria denominazione. La prima signora, che siede nel patio fiorito del chiostro intenta a curare una pianta di rose, parla di ciò che non c’è più, oppure è stato dimenticato. In una palestra attigua Sylvia offre una dimostrazione di esercizi ginnici e di passi di danza, invitando i presenti a imitarla. E il futuro che cos’è? Forse un riflesso dei sogni in uno specchio. Quando gli abbracci sembrano impossibili, non resta che battersi forte il cuore nel petto. 

Nella sala d’attesa si respirano l’ansia e l’amarezza dei parenti, che di lì a poco visiteranno i loro familiari, poiché c’è un clima che fa apparire tutti simili agli “antenati”, oppure ai bambini. La stanza dei ricordi contiene, infatti, un armamentario di reperti che attendono di trasformarsi in manufatti e in giocattoli. Seduti attorno a un grande tavolo, il gondoliere Romolo rammenta l’arte di costruire le “forcole”, il ciclista Giorgio ripensa alle fatiche e al piacere di andare in bici, Giancarlo, invece, dipinge con passione squarci paesaggistici della sua Venezia.


Una scena dello spettacolo

E il domani si nutre di gesti piccoli e ripetuti; nel salottino all’antica un’elegante ex dattilografa offre il caffè, mentre la sua amica ripiega la biancheria pulita, in uno studiolo qualcun’altro descrive le tappe dei suoi viaggi. Vi sono Eugenia, Guglielmo, Silvana, Maria, Romolo, Susanna, Gianni, Rina, Ivana, Isella, Laura, Elena, accanto ai solerti aiutanti, i cui corpi sono proiettati oltre la vecchiaia. Quando, tra le massime declinate dagli attori-terapeuti, ci si ritrova nel salone della festa l’atmosfera diviene surreale, progressivamente ciascuno di essi proietta nell’oscurità i residui dei sogni perduti e ritrovati, prima di comporre una commovente circolarità umana nella sarabanda finale, tra gli applausi e le ovazioni dei presenti.


Promemoria

Cast & Credits




Una scena dello spettacolo


Cast & credits

Titolo 
Promemoria
Anno 
2026
Durata 
85’
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Centro Servizi San Giobbe
Autori 
Davide Iodice
Regia 
Davide Iodice
Produzione 
La Biennale di Venezia, Interno 5
Scenografia 
Simone Picardi