Nostalgie e fallimenti: Čechov musical pop
La frequenza sulle scene del capolavoro di Čechov trova spesso lo spettatore preparato alla scena iniziale che prelude alla recita, sul teatrino improvvisato all’aperto, dell’opera d’esordio di Kostja, autore complessato e sfortunato. Si aspetta la situazione iniziale, di conflitto e d’incomprensione tra il figlio e la madre attrice, nonché le riflessioni su attualità e tradizione di un’arte comunque da riformare. E proprio all’ingresso degli attori, dalla sala alla scena, in questa edizione il pubblico è sorpreso: i personaggi, supposti famigliari, sono irriconoscibili dal costume, dalla voce e i gesti, percepiti incongrui ed eccessivi, negli anacronismi dell’attualizzazione; insoliti, nel clima drammatico latente e atteso.
Pare strana la campagna in cui la Famiglia Treplev si ritrova in vacanza, presso la casa dello zio Petr Sorin, e sconosciuti i ruoli protagonisti, negli interpreti “travestiti” in costumi kitsch d’attualità. Saluti, richiami e scambi, si perdono in battute eccitate e frettolose: Maša, subito presente, isolata, tristemente assorta, ascolta una canzone al microfono che dovrebbe rallegrarla e la innervosisce. L’arrivo baldanzoso di Kostja agita le acque stagnanti (come quelle del laghetto retrostante), discutendo di novità teatrali e citando alla rinfusa battute celebri o meno. Propone forme nuove, improvvisa infervorato, mischiando Commedia dell’Arte, prosa dialettale e melodramma, con verve schietta e disinvolta – comicità di Čechov modernizzato? – che merita applausi all’istrionismo del giovane interprete.

Purtroppo, si ritrova poco del copione nella traduzione, dichiarata di Macrì, così sapidamente precisa, fornita nel 2017 per lo spettacolo di Marco Sciaccaluga. Si notano ampi tagli, opportuni, ma contrastanti la funzionalità linguistica del testo. Attorno al palco ancora si distinguono a stento i personaggi sopraggiunti: Irina Arkadina (Giuliana De Sio, attrice d’antan) e il suo amante attuale, lo scrittore in cerca di fama Trigorin, con zio Petr seminfermo (Valerio Mazzuccato, saggio e spento). Era giunta intanto Nina, protagonista dilettante della pièce inedita in programma. Fra la ragazza in calzoncini corti e il drammaturgo l’intesa oltrepassa la simpatia, fino a baci e abbracci entusiasti. Lei è spontanea, vivace (Virginia Campolucci, carattere acceso, eccitato) e dovrebbe somigliare a Giulietta al cospetto del suo Romeo.
Fra gli altri spettatori, Maša (Enrica Cortese, generosamente masochista), con i genitori, cerca lo sguardo di Kostja, che nemmeno la vede. Il medico e il maestro del villaggio, indaffarati e smarriti, ma presenti. Sulla scena che costeggia il laghetto, chiuso da alture spoglie e selvagge, Nina, incappucciata da una tuta spaziale gialla, con maschera antigas, getta ombra sul drappo steso a fondalino, dove si proietta una luna su un cimitero, poi su un giardino d’infanzia in periferia. La voce recitante sparge frasi e atmosfere estranee al quotidiano degli astanti, alludendo a immagini avveniristiche, bizzarre chimere. Il giudizio ironizzante della madre sull’opera del figlio è devastante d’ogni ispirazione e ambizione. Nina, invece, riesce a ritorcere il fiasco in risarcimento, grazie al rapporto instaurato con lo scrittore, in cerca di fama e di alternativa sentimentale.

Il Gabbiano

Una scena dello spettacolo
Cast & credits
| Titolo
Il Gabbiano |
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| Anno
2026 |
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| Durata
3 ore con intervallo |
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| Data rappresentazione
12 febbraio 2026 |
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| Città rappresentazione
Genova |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Ivo Chiesa |
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| Prima rappresentazione
Torino, 2 dicembre 2025 |
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| Titolo originale
Čajka |
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| Autori
Carlo Orlando |
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| Autori testo d'origine
Anton Čechov |
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| Traduzione
Danilo Macrì |
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| Regia
Filippo Dini |
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| Interpreti
Virginia Campolucci (Nina) Enrica Cortese (Maša) Giuliana De Sio (Irina Arkadina) Gennaro Di Biase (Il’ja Šamraev) Filippo Dini (Boris Trigorin) Giovanni Drago (Kostja Treplev) Angelica Leo (Polina) Fulvio Pepe (Evgeneji Dorn) Edoardo Sorgente (Semen Medvedenko) Valerio Mazzuccato (Petr Sorin) |
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| Produzione
Teatro Stabile Veneto - Teatro Stabile Torino -Teatro di Roma - Teatro Stabile Bolzano - Teatro di Napoli |
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| Scenografia
Laura Benzi |
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| Costumi
Alessio Rosati |
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| Luci
Pasquale Mari |
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| Musiche
Massimo Cordovani |
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| Note
Regia di Spettacolo di Kostja Leonardo Manzan |