Nella casa della nostra infanzia
Dopo il trionfo nel circuito festivaliero, dal Grand Prix Speciale della Giuria al 78° Festival di Cannes fino alle nove candidature ai premi Oscar 2026, Sentimental Value di Joachim Trier arriva nelle sale italiane dal 22 gennaio grazie alla distribuzione di Lucky Red e Teodora Film. La sceneggiatura porta la firma della coppia Eskil Vogt e Trier, un sodalizio riconfermato che indaga la memoria come materia instabile, sempre in bilico tra ciò che ricordiamo e ciò che ci raccontiamo per sopravvivere.

Con La persona peggiore del mondo (2021) il regista norvegese aveva già mostrato il desiderio di esplorare l’umano e i suoi eccessi. Qui, lo sguardo si sposta su una casa e sui corpi che l’hanno abitata, trasformando lo spazio domestico in un teatro che fa rivivere presenze, omissioni e ritorni. La casa ha una sua voce, ed è lei ad aprire il film: una narratrice silenziosa che accoglie lo spettatore e lo guida tra le sue crepe, come se custodisse una memoria più antica dei personaggi stessi. Nora (Renate Reinsve) e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas), dopo la morte della madre, ritrovano il padre Gustav (Stellan Skarsgard), figura irrisolta la cui assenza ha modellato la loro crescita. Nemmeno la casa-personaggio era riuscita a contenerlo: incapace di restare, Gustav l’aveva abbandonata per rifugiarsi nel cinema. Ed è tramite esso che poi riesce a farci ritorno, tentando di coinvolgere Nora nel suo nuovo progetto lavorativo. Il cinema diventa lingua ereditaria, tentativo di riparazione, un modo per riscrivere ciò che nella vita non è mai stato affrontato.

Negli ultimi anni il cinema ha insistito molto sul rapporto padre-figlia, come se questo asse familiare fosse diventato il luogo privilegiato per interrogare la fragilità maschile e l’eredità emotiva. Da Aftersun di Charlotte Wells a Eternal Daughter di Joanna Hogg fino a diversi lavori europei più recenti si avverte un’urgenza comune: capire cosa si deposita e cosa si ripete tra un padre che non sa dire e una figlia che non riesce più a farsi carico dei silenzi. Sentimental Value celebra il dolore come qualcosa di architettonico: vive nei muri, nelle scale consumate dalla ripetizione, nelle stanze che hanno assorbito e imprigionato voci. Renate Reinsve è straordinaria nel dare corpo a questa tensione. La sua voce, ma soprattutto il suo corpo in movimento, disegna un nuovo schema narrativo. Nelle corse e nelle fughe sembra conquistare un margine di libertà, come se solo nell’azione potesse abitare davvero sé stessa, liberando un’energia vitale che contagia tutti i personaggi e con loro anche lo spettatore. Sentimental Value resta così sospeso in una zona di incertezza fertile, dove il cinema non è né salvezza né condanna, ma un linguaggio fragile che tenta di avvicinare ciò che la vita ha separato.

Sentimental Value

La locandina del film
Cast & credits
| Titolo
Sentimental Value |
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| Origine
Norvegia |
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| Anno
2025 |
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| Durata
133 min |
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| Titolo originale
Affeksjonsverdi |
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| Regia
Joachim Trier |
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| Interpreti
Renate Reinsve (Nora Borg) Stellan Skarsgard (Gustav Borg) Inga Ibsdotter Lilleaas (Agnes Borg) Elle Fanning (Rachel Kemp) Anders Danielsen Lie (Jakob) Cory Michael Smith (Sam) Øyvind Hesjedal Loven (Erik) |
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| Produttori
Maria Ekerhovd, Andrea Berentsen Ottmar |
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| Produzione
Mer Film e Eye Eye Pictures, Agat Films & Cie, MK Productions, Komplizen Film, Zentropa |
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| Distribuzione
Lucky Red, Teodora Film |
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| Sceneggiatura
Esili Vogt, Joachim Trier |
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| Fotografia
Kasper Tuxen |
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| Musiche
Hania Rani |