Il ricordo come varco del Sé

di Annarita Susy Fontanella

Data di pubblicazione su web 13/01/2026

La piccola Amélie

All’esordio del nuovo anno le sale cinematografiche italiane accolgono un piccolo gioiello dell’animazione francese: La piccola Amélie, diretto da Maïlys Vallade e Liane-Cho Han e tratto dal romanzo autobiografico di Amélie Nothomb Metafisica dei tubi (2000). Il film ha intrapreso un percorso festivaliero di grande rilievo: presentato in anteprima il 20 maggio 2025 al 78° Festival di Cannes, è stato poi selezionato il 9 giugno in concorso al 49° Festival Internazionale del Film d’Animazione di Annecy, il 13 settembre al 50° Toronto International Film Festival e, infine, alla 23° edizione di Alice nella città. In Italia arriva grazie alla distribuzione di Lucky Red.

Com’era accaduto il primo gennaio 2025 con Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki, anche quest’anno il cinema sembra invitarci a un ritorno alle origini, con due film d’animazione che mettono al centro lo sguardo di un bambino. Come se l’infanzia potesse ancora essere una porta per mondi altri e un terreno abitabile.


Una scena del film

Secondo l’antropologa statunitense Margaret Maed, la vita è flessibile – possiamo cambiarla, reinventarla – ma è anche elastica, perché ci riporta sempre verso ciò che abbiamo vissuto nell’infanzia, dove si formano le prime immagini del mondo, quelle che continuano a risuonare anche quando crediamo di essercene dimenticati.

Il film si apre come un percorso iniziatico con la nascita di Amélie, ma ciò che davvero mette in scena è la nascita del suo sguardo. Nei primi mesi la bambina sembra immersa in uno stato di apatia quasi metafisica, come se la vita non avesse ancora trovato un modo per raggiungerla. Poi un sapore – il cioccolato bianco – e uno sguardo – quello della nonna, l’unica persona a non trattarla come una bambina – rompono l’opacità illuminando per la prima volta il varco per il mondo.

Vallade e Han scelgono di confrontarsi con un testo complesso, in cui Nothomb rielaborava i primi anni della sua infanzia trascorsi in Giappone attraverso una lente che mescolava autobiografia, filosofia e percezione infantile. Il film accoglie questa materia ibrida traducendola in un linguaggio visivo che oscilla tra realismo e astrazione. La produzione franco-belga lavora su un’animazione che privilegia la tattilità, la luce, la vibrazione degli spazi domestici. Ogni scelta formale è al servizio della soggettività della protagonista, del suo modo di abitare un corpo troppo piccolo per contenere il suo desiderio e un mondo che ancora non comprende. L’infanzia è vista come un territorio in cui il reale è ancora reversibile e la fantasia diviene un atto di sopravvivenza. In questo equilibrio il film trova la sua forza. La piccola Amélie non si limita a raccontare un’infanzia ma la utilizza come spazio mitico, pre-logico, dove gli oggetti sono animati e il mondo è ancora permeabile al simbolico.


Una scena del film

In questo senso, la bambina sembra incarnare ciò che Marie-Louise von Franz riconosceva nell’infanzia: un tempo in cui il confine, ancora poroso, tra reale e simbolico consente di trasformare un oggetto in presenza, dando vita all’inanimato. È ciò che accade all’aspirapolvere, guardato dalla bambina come uno strano animale dal collo lungo in grado di sostituire qualcosa con niente. E quando la vita si mostra come una bocca che inghiotte e fa male è proprio la capacità di ricordare a salvarla. La piccola Amélie ci lascia dunque con l’idea che i ricordi siano essenziali per accedere all’inconscio e comprendere il sé, trasformando le esperienze passate, anche quelle più dolorose, in conoscenze per il futuro.



La piccola Amélie

Cast & Credits




La locandina del film

Cast & credits

Titolo 
La piccola Amélie
Origine 
Francia
Anno 
2025
Durata 
77 min
Colore 
Titolo originale 
Amélie et la Métaphysique des Tubes
Autori testo d'origine 
Amélie Nothomb
Regia 
Maïlys Vallade e Liane-Cho Han
Interpreti 
Luna Tosti (Amélie)
Domitilla D'Amico (Danièle, la madre)
Francesco Bulckaen (Patrick,il padre)
Federica Simonelli (Nishio-san)
Roberta Pellini (Kashima-san)
Aurora Cancian (Claude, la Nonna)
Gabriele Tonti (André)
Luna Massari (Juliette)
Produttori 
Nidia Santiago, Henri Magalon, Edwina Liard, Claire La Combe
Produzione 
Ikki Films, Maybe Movies, Puffin Pictures, 2 Minutes, France 3
Distribuzione 
Lucky Red
Scenografia 
Eddine Noël
Sceneggiatura 
Liane-Cho Han, Aude Py, Maïlys Vallade, Eddine Noël
Montaggio 
Ludovic Versace
Musiche 
Mari Fukuhara