Il punto in cui ci somigliamo
Nico (Marco Fiore), bambino di città iperconnesso e moderno, si ritrova a trascorrere l’estate in Sicilia, lontano dalla tecnologia, dai suoi genitori e dalla sua amata baby-sitter. Ad accoglierlo c’è la zia Gela (Aurora Quattrocchi), donna anziana, burbera e religiosa ancorata alla tradizione e a un passato fatto di rituali e superstizioni. L’impatto tra i due mondi è ineluttabile e tempestoso: da un lato la rapidità della modernità e dall’altro la lentezza del tempo sospeso, di una Sicilia ancestrale. La diffidenza di Nico e l’imposizione delle regole “analogiche” di zia Gela innescano una dinamica complessa che si tramuterà piano piano in un legame profondo. Per Nico quella estate sarà costellata di scoperte, oltre che di incontri significativi, come quello con la sfacciata Rosa (Martina Ziami), leader del gruppo di ragazzini del vicinato, che lo incita ad aprire una scatola di vecchie foto contenente il segreto inconfessabile dell’anziana donna.

Una scena del film
La Sicilia e l’antico caseggiato non sono solo lo sfondo, ma diventano parte integrante della narrazione come specchio delle emozioni dei protagonisti.L’impatto emotivo dell’opera risiede, in larga misura, nella straordinaria prova attoriale dei due protagonisti. L’ottuagenaria interprete offre un’interpretazione energica e sfaccettata della zia Gela: una figura complessa che incarna l’immobile saggezza e le superstizioni del Sud Italia. Al suo fianco, il giovane Marco Fiore restituisce con naturalezza l’irrequietezza e la vulnerabilità dell’infanzia, diventando il vero cuore emotivo del film. 
Una scena del film

Una scena del film
Margherita Spampinato, ispirata dal ricordo delle sue estati siciliane, riesce a elaborare una narrazione intima e piena di autenticità, toccando temi universali che danno al film un sapore d’altri tempi. Nonostante si tratti di un’opera prima, la regia rivela una notevole maturità espressiva. La pellicola è stata definita dalla critica cinematografica italiana «poetica, tenera e piena di colore».
La Sicilia e l’antico caseggiato non sono solo lo sfondo, ma diventano parte integrante della narrazione come specchio delle emozioni dei protagonisti.L’impatto emotivo dell’opera risiede, in larga misura, nella straordinaria prova attoriale dei due protagonisti. L’ottuagenaria interprete offre un’interpretazione energica e sfaccettata della zia Gela: una figura complessa che incarna l’immobile saggezza e le superstizioni del Sud Italia. Al suo fianco, il giovane Marco Fiore restituisce con naturalezza l’irrequietezza e la vulnerabilità dell’infanzia, diventando il vero cuore emotivo del film.

Una scena del film
La regia, sobria e attenta, riesce a dipingere sequenze piene di vita privilegiando i dettagli e i gesti quotidiani senza colpi di scena né spettacolarizzazione, unendo un senso di mistero legato alla figura della zia Gela e alle superstizioni del luogo. Dal punto di vista visivo, le inquadrature, spesso su primi piani e dettagli, catturano micro-espressioni dei volti che dicono molto di più delle parole. La musica interviene con discrezione: uno dei punti di forza è l’uso del silenzio che diventa tema narrativo.Gioia mia è dunque un film che non cerca di stupire con artifici, ma di emozionare lo spettatore facendogli riscoprire la bellezza di un tempo perduto e l’importanza dei legami familiari che superano ogni differenza. Un esordio sentito e convincente che merita la visione.
* Studentessa del Laboratorio di culture digitali e arti performative nel corso di Scienze dello Spettacolo del Dipartimento SAGAS.
* Studentessa del Laboratorio di culture digitali e arti performative nel corso di Scienze dello Spettacolo del Dipartimento SAGAS.
Gioia mia

La locandina
Cast & credits
| Titolo
Gioia mia |
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| Origine
Italia |
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| Anno
2025 |
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| Durata
90 min |
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| Prima rappresentazione
11 dicembre 2025 |
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| Titolo originale
Gioia mia |
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| Regia
Margherita Spampinato |
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| Interpreti
Aurora Quattrocchi (Gela) Marco Fiore (Nico) Martina Ziami (Rosa) Camille Dugay Comencini (Violetta) Clara Salvo (Masuccia) Concetta Ingrassia (Mariula) Renata Sajeva (Lia) |
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| Produzione
Benedetta Scagnelli, Alessio Pasqua |
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| Distribuzione
Fandango |
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| Scenografia
Marinora Ferrandes |
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| Costumi
Giovanni Schiera, Daniela Virgilio |
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| Montaggio
Margherita Spampinato, Davide Cuccurugnani |
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| Fotografia
Claudio Cofrancesco |
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| Musiche
Alice Zecchelli |