La fine del mondo

di Sofia Pianigiani*

Data di pubblicazione su web 13/12/2025

Bugonia
 
Presentato in concorso all’82ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Bugonia è il nuovo lungometraggio del regista greco Yorgos Lanthimos, remake del film sudcoreano Save the green planet! (2003) di Jang Joon-hwan.

Teddy (Jesse Plemons), appassionato di teorie del complotto, che lavora all’interno di un magazzino di spedizioni. Vive in una casa isolata in compagnia del cugino Don (Aidan Delbis), l’unico familiare che gli è rimasto e che gli vuole bene sinceramente. L’unica fonte di felicità nella sua vita sono le api, in cui riconosce una stirpe ben più nobile e laboriosa di quella umana. Un cambiamento però stravolge la sua vita: la diffusione della Sindrome da Spopolamento Alveare (SSA), la cui responsabilità è attribuibile all’utilizzo di particolari pesticidi, prodotti dalla nota casa farmaceutica Auxolith. È così che a Teddy viene in mente un piano folle: rapire Michelle Fuller (Emma Stone), la CEO della casa farmaceutica in questione, poiché convinto che si tratti di un’aliena intenzionata a distruggere il mondo. Con il rapimento l’uomo vuole ottenere dalla donna la possibilità di poter comunicare con il governatore di Andromeda per riuscire a salvare il pianeta da questo piano di distruzione. 


                                            Una scena del film

Il film, quasi interamente ambientato all’interno dell’abitazione dei due cugini, mette in campo una vera e propria lotta ideologica tra il protagonista e la Fuller, ovviamente non paritaria e condita da una forte dose di violenza a cui lui la sottopone per metterla alla prova, inizialmente con il taglio dei capelli (ritenuti il mezzo con cui l’aliena può connettersi con la nave madre), poi con l’elettroshock (emblematica la scelta del brano Basket case dei Green days, che racconta di ansia e attacchi di panico). 

Il film si apre e si chiude con un’inquadratura che ci mostra un’ape, simbolo portante dell’opera. Il titolo stesso della pellicola fa riferimento al mito contenuto nelle Georgiche di Virgilio, in cui il pastore Aristeo, accortosi che le api si stanno estinguendo, chiede aiuto al dio Proteo per conoscere la motivazione di tale sciagura. La divinità rivela che la causa dell’estinzione è la morte di Euridice, provocata inconsapevolmente dallo stesso Aristeo. L’unica soluzione a questo male è quella di uccidere un bue. Aristeo, nel compiere questo sacrificio, assiste a un avvenimento unico: la nascita di sciami di api dalla carcassa del bue. 

Un sacrificio per un sacrificio, una vita per una vita: un concetto che è alla base di un’altra importante pellicola del regista, Il sacrificio del cervo sacro (2017). Anche qui una perdita può essere compensata solo da un’altra vita offerta, in questo caso quella di un membro della famiglia del protagonista, con l’intento perverso di ristabilire un “equilibrio naturale”. 


                                           Una scena del film

Il surreale e il perturbante rappresentano le caratteristiche vincenti di tutti i film di Lanthimos, che esplodono in questa ultima pellicola. Ciò emerge anche nella caratterizzazione dei personaggi, perfettamente incarnati da Emma Stone e Jesse Plemons. Le loro doti attoriali sono messe in evidenza dalla macchina da presa, che si sofferma sui loro volti con dei primi piani in grado di enfatizzare ogni microespressione. 

Teddy è un personaggio tragico, un uomo a cui è stato portato via tutto. La madre, infatti, è rimasta in coma a seguito dell’assunzione di un farmaco sperimentale, datole dalla casa farmaceutica di cui la Fuller è a capo. È così che la donna rappresenta una vera e propria minaccia, non solo per Teddy, ma per l’umanità intera. Questa profonda solitudine e la spasmodica volontà di cambiare le cose portano Teddy ad avere bisogno di qualcosa in cui credere fermamente. Ce lo dimostra lui stesso in un’importante sequenza in cui rivela di aver frequentato le correnti politiche più disparate, passando dall’estrema destra al marxismo, approdando infine alle teorie del complotto come ultima spiaggia in cui sentirsi finalmente accolto e rappresentato.

L’idea di un pianeta lontano dal nostro che possa essere l’origine di tutti i nostri mali diventa, quindi, la proiezione di tutti i mali contro cui lottare, il cui capro espiatorio è incarnato dal personaggio di Michelle, il suo completo opposto, una donna ricca e potente, che ha tutto nella vita e che per questo deve pagare. 

Al centro abbiamo, infine, il personaggio secondario, ma comunque significativo, del cugino Don, che asseconda tutte le follie di Teddy nonostante non le approvi completamente. Egli rappresenta noi spettatori, la massa manipolabile, che durante la visione del film non sa a chi credere. Nonostante pensiamo inizialmente che Teddy sia un folle, non riusciamo a non porci delle domande. E se fosse tutto vero? Se davvero Michelle fosse un’aliena? È proprio questo il dubbio con cui Lanthimos gioca con lo spettatore, tenendolo inchiodato al grande schermo.


                                             Una scena del film

Un ulteriore punto su cui la pellicola si sofferma è la differenza sociale tra i personaggi. Non è un caso che il film si apra con sequenze che alternano la routine della donna, tra allenamenti e trattamenti di bellezza all’interno della sua lussuosa villa, e gli estenuanti esercizi effettuati da Teddy e Don nella loro decadente casa in campagna. Solo quando Michelle verrà rapita la situazione si capovolgerà improvvisamente, con i due cugini che si vestiranno di tutto punto per sentirsi all’altezza di parlare con lei (un modo simbolico di elevarsi socialmente). Michelle, a sua volta, ormai ridotta in uno stato di prigionia, non potrà far altro che implorare per la sua vita, mostrandosi gentile e comprensiva, lasciando da parte la freddezza che la caratterizzava sul lavoro. 

Bugonia diventa quindi lo specchio della nostra società, che vede nell’altro un nemico da combattere per autoaffermarsi. Una società fatta di prevaricazione, in cui i ruoli di vittima e carnefice si scambiano continuamente. 

* Studentessa del Laboratorio di culture digitali e arti performative nel corso di Scienze dello Spettacolo del Dipartimento SAGAS.


Bugonia

Cast & Credits




La locandina del film

Cast & credits

Titolo 
Bugonia
Origine 
Regno Unito
Anno 
2025
Durata 
120 minuti
Evento 
Festival del cinema di Venezia
Colore 
Titolo originale 
Bugonia
Regia 
Yorgos Lanthimos
Interpreti 
Emma Stone (Michelle Fuller)
Jesse Plemos (Teddy Gatz)
Aidan Delbis (Don)
Stavros Halkias (Casey)
Alicia Silverstone (Sandy Gatz)
Produttori 
Yorgos Lanthimos, Element Pictures, Fruit Tree, Square Peg, CJENM
Produzione 
Element Pictures, Fruit Tree, Square Peg, CJENM
Distribuzione 
Universal Pictures
Scenografia 
James Price
Costumi 
Jennifer Johnson
Sceneggiatura 
Will Tracy
Montaggio 
Yorgos Mavropsaridis
Fotografia 
Robbie Ryan
Suono 
Johnnie Burn
Musiche 
Jerskin Fendrix