Dalla parte del mostro

di Lara Lensi

Data di pubblicazione su web 04/09/2025

Elisa

Penultimo giorno della Mostra per la presentazione dei film in concorso, in cui troviamo il quarto dei cinque dei film italiani di questa edizione: Elisa di Leonardo di Costanzo. Non è la prima volta per il regista campano qui a Venezia, dove ha esordito nel 2012 con L’intervallo, presentato nella sezione Orizzonti e tornato Fuori concorso nel 2021 con il suo ultimo lavoro Ariaferma, protagonisti Toni Servillo e Silvio Orlando. Con Elisa Di Costanzo torna a indagare gli interstizi che si creano nelle situazioni di reclusione, da Ariaferma reificatisi nell’ambientazione carceraria e adesso rinforzati dalle mura della psiche umana.

Qui il regista sembra voler lasciare per un attimo da parte la sua riflessione sui rapporti tra soggetti liberi e reclusi, pregiudicati e incensurati, per concentrarsi esclusivamente sulla parte di chi è inconfutabilmente colpevole. L’ispirazione per il film nasce dal libro di grande successo, Io volevo ucciderla. Per una criminologia dell’incontro (2022), frutto dei colloqui che i criminologi autori del volume, Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali, hanno intrattenuto con una detenuta accusata di aver ucciso la sorella e di averne bruciato il cadavere. Il lavoro di Ceretti e Natali si basa sul concetto di “giustizia riparativa”, una scuola di pensiero che si propone di instaurare un dialogo con i detenuti per aiutarli a ripercorrere i momenti più dolorosi e avviare un processo di accettazione di sé. Un tema controverso che apre uno squarcio sulla sanità mentale nelle carceri italiane e sulla loro bistrattata funzione di incubatori sociali e rieducativi. 



Una scena del film Elisa

© Biennale Cinema 2025

Sono diversi i film italiani che in questa edizione affrontano tematiche oscure. Nella sezione dedicata alle serie troviamo il nuovo lavoro di Stefano Sollima, Il Mostro, che ricostruisce alcuni aspetti dell’indagine sugli otto duplici omicidi avvenuti tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta nei dintorni di Firenze. Diversamente, La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli attira l’attenzione per l’etichetta horror, un genere su cui il cinema italiano sembra ancora restio a investire. La sceneggiatura, scritta dallo stesso Strippoli e vincitrice del Premio Solinas nel 2019 con il titolo L’angelo infelice, racconta la storia di un misterioso paesino di montagna in cui l’immobile serenità cela un terribile segreto.

A una prima lettura della sinossi, anche Elisa sembrerebbe potersi inserire in questa rassegna di storie nere. In realtà, il film ci porta dall’altra parte del recinto, lo stesso che vediamo sorvegliato da telecamere nelle prime inquadrature: la gabbia dorata in cui Elisa Zanetti (Barbara Ronchi) ormai abita da dieci anni. Questa volta non siamo dalla parte delle forze dell’ordine, degli esperti forensi o delle indagini appassionate, ma da quella di chi ha commesso un crimine efferato e apparentemente senza movente. Ronchi, con la sua fisionomia scavata e lo sguardo allucinato, ci conduce nella terra di mezzo abitata da chi, come Elisa, ha piena coscienza delle proprie azioni. Dunque, se vi aspettate l’ennesimo true crime, ormai il genere più abusato da ogni piattaforma audiovisiva, Elisa non è il film adatto.



Una scena del film Elisa

© Biennale Cinema 2025

Da qualche parte nella Svizzera italiana, tra le fitte foreste di abeti, svolge la sua attività l’istituto carcerario Moncaldo, una struttura riabilitativa che offre ai detenuti il lusso dell’illusione di svolgere una vita quasi normale. L’Istituto, oltre a offrire impieghi dignitosi e lezioni di canto, è gemellato con l’università locale che ha organizzato un corso di criminologia, tenuto in via eccezionale dal professor Alaoui (Roschdy Zem). Alaoui sta tenendo la lezione conclusiva nella quale ci tiene a chiarire che la criminologia pone alle sue basi la necessità di barattare il proprio punto di vista con quello del criminale, ricordando che il movente di un atto è sempre da ricercare nell’umanità di ognuno. Per proseguire la sua ricerca, Alaoui annuncia di voler iniziare una collaborazione con i detenuti: a rispondergli è solo Elisa Zanetti. La macchina da presa di Di Costanzo accompagna la protagonista in questo percorso di colloqui settimanali con il professore, che lentamente incrinano il sigillo della cassaforte mentale che lei stessa aveva costruito. Da quel momento, il corpo di Ronchi diventa un automa che cerca di dissimularsi tra i suoi simili nascondendosi nella routine, mentre al suo interno il ghiacciaio si è rotto, e l’acqua del ricordo è tornata a fluire impietosa. 


Una scena del film Elisa

© Biennale Cinema 2025

Attraverso Elisa, vediamo, e sentiamo, rappresentate sullo schermo l’inadeguatezza del senso di colpa provata da chi è o si percepisce impostore, un sentimento molto comune, che ognuno, con diversi gradi di intensità, può aver provato. Scopriamo che sono il bisogno spasmodico di piacere e di essere accettati dagli altri, accompagnato al terrore di sbagliare perché concepito come motivo per considerarsi non più meritevoli di amore, i punti in cui la tela di Elisa si è lacerata per la prima volta. Sentimenti così comuni e universali da lasciare disarmati: tutti potremmo essere Elisa. Di Costanzo, e il romanzo di Ceretti e Natali, sfidano dunque a scagliare la prima pietra.


Elisa

Cast & Credits



Leonardo Di Costanzo


Cast & credits

Titolo 
Elisa
Origine 
Italia, Svizzera
Anno 
2025
Durata 
105 min.
Data rappresentazione 
4 settembre 2025
Città rappresentazione 
Venezia
Luogo rappresentazione 
Sala Grande
Evento 
Biennale Cinema 2025
Colore 
Regia 
Leonardo Di Costanzo
Interpreti 
Valeria Golino
Diego Ribon
Barbara Ronchi
Roschdy Zem
Produzione 
Tempesta (Carlo Cresto-Dina, Manuela Melissano), Amka Films Productions (Michela Pini, Amel Soudani), Rai Cinema, RSI Radiotelevisione svizzera
Scenografia 
Luca Servino
Costumi 
Bettina Pontiggia
Sceneggiatura 
Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella
Montaggio 
Carlotta Cristiani
Fotografia 
Luca Bigazzi
Effetti speciali 
Florian Margesin (Cine Chromatix Italy)
Suono 
Xavier Lavorel, Daniela Bassani, Maxence Ciekawy
Musiche 
Giorgio Matteo, Aki Oliviero
Lingue disponibili 
Italiano, Francese
Note 
Dal libro "Io volevo ucciderla" di Adolfo Ceretti, Lorenzo Natali