The Voice of Gaza
La Sala Darsena questa mattina si è svegliata sotto il rumore dei proiettili e le grida che arrivano dai ricevitori dei centralini della Mezzaluna Rossa (Red Crescent), il centro di soccorsi a 83 chilometri da Gaza. Rana sta per staccare dal suo turno quando Omar la ferma e la implora di rimanere. Ha appena ricevuto una chiamata da una bambina di sei anni che dice di essere sola in macchina. Dopo solo sei anni di vita è già presente una sorta di istinto, una spinta alla preservazione, che suggerisce alla piccola Hind di mentire ai suoi soccorritori. Perché la realtà è innominabile: Hind Rami Iyad Rajab non è sola nell’abitacolo dell’auto, ma circondata dai cadaveri dei suoi familiari, periti sotto i 355 colpi di mitragliatrice del carro armato israeliano, entrato per assediare la zona nord della città di Gaza. Per far arrivare i soccorsi, localizzati a 8 min dall’auto di Hind, c’è una lunga procedura da seguire, in modo da garantire un corridoio sicuro agli aiuti.

Una scena di The voice of Hind Rajab
© Biennale Cinema 2025
Un loop di chiamate e autorizzazioni che assume la forma di un otto rovesciato, un infinito, attraversato dalla linea retta del tracciato del percorso che separa Hind dall’ambulanza. La voce di Hind si spegne alle 19.30 del 29 gennaio 2024 dopo un’intera giornata passata in linea con la Mezzaluna. Dodici giorni dopo, il 10 febbraio, quando l’esercito israeliano si è ritirato dalla zona occupata, è finalmente possibile avvicinarsi all’auto. A soli 50 metri di distanza ci sono le macerie dell’ambulanza, che dopo un’attesa estenuante aveva infine ricevuto il via libera dal Ministro della Difesa. Al dolore lancinante si aggiunge lo shock della crudeltà, quando si comprende che dai visori infrarossi del carro armato il piccolo corpo di Hind era ben visibile, facendo di lei un cavallo di Troia per mietere altre vittime.
19.30, 29, 1, 2024, 8, 355, 83. Sono i numeri che raccontano la storia di Hind e della famiglia Rajab, il patetico sforzo di razionalizzazione dell’essere umano davanti alla tragedia dissennata. Dati che si accumulano e danno vita alla fedele ricostruzione che la Forensic Architecture ha fatto dell’uccisione di Hind Rajab. The voice of Hind Rajab non è quindi di proprietà della regista Kaouther Ben Hania, ma appartiene a Gaza, alla famiglia di Hind, agli instancabili soccorritori del centralino della Mezzaluna Rossa e ai loro soldati in tuta rossa, che hanno camminato per l’ultima volta sul campo minato, per avvicinarsi all’auto.

Una scena di The voice of Hind Rajab
© Biennale Cinema 2025

Una scena di The voice of Hind Rajab
© Biennale Cinema 2025
The Voice of Hind Rajab

Cast & credits
| Titolo
The Voice of Hind Rajab |
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| Sotto titolo
The voice of Hind Rajab |
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| Origine
Tunisia, Francia |
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| Anno
2025 |
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| Durata
90 min. |
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| Data rappresentazione
3 settembre 2025 |
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| Città rappresentazione
Venezia |
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| Luogo rappresentazione
Sala Grande |
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| Prima rappresentazione
3 settembre 2025 |
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| Evento
Biennale Cinema 2025 |
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| Colore | |
| Regia
Kaouther ben Hania |
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| Interpreti
Amer Hlehel Clara Khoury Saja Kilani Motaz Malhees |
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| Produzione
Mime Films & Tanit Films (Nadim Cheikhrouha), James Wilson, Odessa Rae |
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| Distribuzione
Distribuzione internazionale: The Party Film Sales - Samuel Blanc; Distribuzione Italia: I Wonder Pictures |
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| Scenografia
Bassem Marzouk |
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| Costumi
Khadija Zeggai |
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| Sceneggiatura
Kaouther Ben Hania |
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| Montaggio
Qutaiba Barhamji, Maxime Mathis, Kaouther Ben Hania |
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| Fotografia
Juan Sarmiento G. |
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| Suono
Amal Attia, Elias Boughedir, Gwennolé LeBorgne, Marion Papinot, Lars Ginzel |
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| Musiche
Amine Bouhafa |
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| Lingue disponibili
Arabo |
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| Note
Ufficio stampa: Charles McDonald - International Rescue PR; Ufficio stampa italiano: Stefania Collalto - Echo |