Una Valchiria senza
La prima giornata del nuovo Ring scaligero è proseguita come dalle premesse del Rheingold visto in novembre: un fantasy senza fantasia, che riproduce con poca convinzione l’immaginario barbarico della serie televisiva Il trono di spade. Una Valchiria senza nemmeno un’idea che vada anche solo un po’ oltre l’illustrazione o, per lo meno, che renda anche l’illustrazione interessante. Non ci sono idee, e non c’è lo spettacolo, anche quando il regista (David McVicar) vorrebbe giocare la carta della spettacolarità. La Cavalcata delle Valchirie è risolta con una serie di mimi su trampoli metallici ed elmo equino stilizzato che creano solo molta confusione sul palco, e fanno miglior effetto quando si allineano sul fondo quasi immobili, come parte della scenografia (scene di David McVicar e Hannah Postlethwaite; costumi di Emma Kingsbury). L’incantesimo del fuoco è affidato a fiamme proiettate sullo sfondo… (video e proiezioni di Kathy Tucker).

Se non c’è una regia, c’è però il concerto, un grande concerto drammatico; perché la storia, le passioni, i conflitti ce li fanno vivere la direzione e i cantanti. Questa Valchiria è stata un meraviglioso teatro dell’ascolto che ha portato dal vivo l’avveniristico progetto solo discografico di John Culshaw e del suo leggendario Ring degli anni Sessanta, tutto però realizzato in studio. La direzione di Alexander Soddy è la grande sorpresa. La sua è una Valchiria dal suono denso e cangiante, dal ritmo incalzante e mai affrettato. I tempi sono a volte lenti: il suo secondo atto pare infinito, ma la tensione non accenna ad affievolirsi. L’orchestra della Scala sotto la sua bacchetta pare trasfigurata, un insieme di personaggi che interagiscono con la scena, senza sovrastarla, nonostante i volumi siano sostenuti.
Per l’occasione la Scala ha messo insieme uno dei migliori cast possibili. A partire da Michael Volle che, pur senza più lo smalto vocale di qualche anno fa, disegna un Wotan così appassionato, tormentato e commovente come raramente capita di sentire. Camilla Nylund incarna una Brünhild capace di esprimere con uguale efficacia la potenza del grido di guerra nel secondo atto (ma senza trillo) e la profondità dei sentimenti nelle scene drammatiche con Siegmund e Wotan, dove il suo “War es so schmählich” colpisce per la struggente intensità. Elza van den Heever, nel ruolo di Sieglinde, si distingue per una notevole abilità vocale (la cantante ha un autentico “fiume di voce”) al servizio di una musicalità particolarmente raffinata. Günther Groissböck ha dato prova della sua vasta esperienza nel repertorio wagneriano, offrendo un’interpretazione magistrale dell’Hunding brutale in stile Trono di spade che la regia ha scelto per lui. Molto bene Okka von der Damerau nel ruolo di Fricka.

E particolarmente bene le otto Valchirie (Caroline Wenborne, Olga Bezmertna, Stephanie Houtzeel, Freya Apfelstaedt, Kathleen O’Mara, Virginie Verrez, Eglé Wyss, Eva Vogel), alcune delle quali hanno persino sfoggiato il rarissimo trillo nella scena della Cavalcata. Sul Siegmund di Florian Vogt è necessaria qualche precisazione. Canta tutto, lo fa con convinzione e non dà segni di affaticamento, nonostante il timbro chiaro rispetto ai Sigmund che in genere si ascoltano. Certo, una vocalità di questo tipo genera un effetto di uniformità, soprattutto quando nelle scene a due si pone a confronto con quella sontuosa di Nylund o ancor di più di van den Heever.
Grande successo per tutti, in uno spettacolo iniziato con un’ora di ritardo a causa di un contrattempo che ha bloccato in autostrada Groissböck e che, nonostante qualche abbandono durante l’ultimo atto, ha visto una sala gremita e attentissima.
Die Walküre

Cast & credits
| Titolo
Die Walküre |
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| Durata
4 ore e 42 minuti circa |
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| Data rappresentazione
23 febbraio 2025 |
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| Città rappresentazione
Milano |
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| Luogo rappresentazione
Teatro alla Scala |
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| Prima rappresentazione
5 febbraio 2025 |
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| Titolo originale
Die Walküre |
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| Libretto
Richard Wagner |
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| Regia
David McVicar |
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| Interpreti
Klaus Florian Vogt (Siegmund) Günther Groissböck (Hunding) Michael Volle (Wotan) Elza van den Heever (Sieglinde) Okka von der Damerau (Fricka) Camilla Nylund (Brünnhilde) Caroline Wenborne (Gerhilde) Kathleen O’Mara (Helmvige) Olga Bezsmertna (Ortlinde) Stephanie Houtzeel (Waltraut) Eva Vogel (Rossweisse) Virginie Verrez (Siegrune) Eglė Wyss (Grimgerde) Freya Apffelstaedt (Schwertleite) |
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| Scenografia
David McVicar e Hannah Postlethwaite |
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| Costumi
Emma Kingsbury |
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| Coreografia
Gareth Mole |
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| Luci
David Finn |
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| Direzione d'orchestra
Alexander Soddy |