Marionette senza storia nelle mani di un vecchio brontolone
Ne offre una nuova versione la messinscena acuta e divertente di Paolo Valerio per conto del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, del Teatro de gli Incamminati e del Centro Teatrale Bresciano. Il regista, oltre a sottolineare l’aspra comicità del lavoro, pone al centro l’idea vincente d’equiparare Todero, il protagonista ricreato magistralmente da Franco Branciaroli, a un superbo marionettista, a un umorale padre-padrone, un tirannico rustego nel cuore e nell’azione. Costui appare sprofondato sopra una larga poltrona bianca, circondata da una miriade di bambocci abbandonati. Infatti, l’ambientazione scenica, definita con felicità immaginativa da Marta Crisolini Malatesta, mostra il retropalco di un teatrino di marionette, attraversato dalla balconata dalla quale i manovratori animano i preziosi reperti dei Piccoli di Podrecca, tra casse piene di pagliacci rottamati, di braccia, gambe e teste. Ogni personaggio che agisce nella casa-teatro di Todero accompagna il proprio fantoccio, alla stregua di un “doppio” irreale, destinato a restare inerte, senza storia, dopo aver agito per breve tempo.

Una scena dello spettacolo © Simone Di Luca
Tra le pareti della casa si destreggiano, inoltre, il subdolo fattore Desiderio, affidato a Riccardo Maranzana, e suo figlio Nicoletto, impersonato con giocosa vacuità da Andrea Germani, e, ancora, la serva Cecilia, sospinta dalla vivacità di Valentina Violo nella sfera della ribellione, e Gregorio, anziano servitore che Alessandro Albertin maschera da uomo ubbidiente e rassegnato, mentre sa come agire in modo autonomo, com’è evidente nella discussione con Todero sulla corretta cottura dei “bisi”.

Una scena dello spettacolo © Simone Di Luca

Una scena dello spettacolo © Simone Di Luca

Franco Branciaroli condensa nel personaggio del vecchio brontolone l’attitudine a rimodulare il discorso su tonalità mobili e mutevoli, ora sul registro di chi è abituato a comandare senza ammettere repliche, ora sul compiacimento di sentirsi un essere immortale, ora sulle manie di un avaro preoccupato di mantenere intatto il patrimonio personale. Decide con caparbietà di maritare la nipote con il figlio del castaldo, per garantirsi la tenuta dei conti senza alcuna spesa; ma quando il progetto fallisce per la macchinazione delle donne, accetterà l’unione dei due innamorati, perché non dovrà sborsare nessuna dote.

Il meccanismo di una commedia ben congegnata, che poggia sullo slancio della parlata veneziana e sul serrato scambio di battute ridicole, lascia trapelare la sottile amarezza di fronte al disgregarsi della famiglia per l’arrogante prevaricazione di chi pensa di perpetuare il potere assoluto contro i cambiamenti del mondo.
Sono da ricordare la fantasiosa ideazione dei costumi, dovuti a Stefano Nicolao, e le sottolineature musicali di Antonio Di Pofi.
Sior Todero brontolon

Cast & credits
| Titolo
Sior Todero brontolon |
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| Anno
2025 |
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| Durata
2 h 20 min |
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| Data rappresentazione
20 febbraio 2025 |
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| Città rappresentazione
Venezia-Mestre |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Toniolo |
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| Autori
Piermario Vescovo |
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| Autori testo d'origine
Carlo Goldoni |
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| Regia
Paolo Valerio |
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| Interpreti
Franco Branciaroli (Todero) Piergiorgio Fasolo (Pellegrin) Maria Grazia Plos (Marcolina) Roberta Colacino (Zanetta) Riccardo Maranzana (Desiderio) Andrea Germani (Nicoletto) Valentina Violo (Cecilia) Ester Galazzi (Fortunata) Emanuele Fortunati (Meneghetto) Alessandro Albertin (Gregorio) |
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| Produzione
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro de gli Incamminati, Centro Teatrale Bresciano |
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| Scenografia
Marta Crisolini Malatesta |
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| Costumi
Stefano Nicolao |
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| Movimenti scenici
Monica Codena |
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| Luci
Gigi Saccomandi |
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| Musiche
Antonio Di Pofi |
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| Note
in collaborazione con i Piccoli di Podrecca |