La cache / Geu jayeoni nege mworago hani / Strichka chasu

La redazione

Data di pubblicazione su web 19/02/2025

La cache / Geu jayeoni nege mworago hani / Strichka chasu


La Cache

Mentre fuori imperversano le proteste del ‘68, il piccolo Christophe, di nove anni, si gode la compagnia della famiglia riunita nello spazio sicuro della propria casa. Una famiglia che è un microcosmo di storia abitato da eccentrici personaggi come la nonna Marie-Elise (Dominique Reymond), militante comunista e scrittrice, il padre Luc (Adrien Barazzone), sociologo dedito alla causa dell’indipendenza algerina, fino allo zio Christian (William Lebghil), apprezzatissimo artista concettuale di fama internazionale, fino allo stravagante e amorevole nonno Étienne interpretato da Michel Blanc, recentemente venuto a mancare. L’arrivo di un ospite illustre scuote gli equilibri interni alla famiglia, lasciando allo spettatore la sensazione di aver convissuto all’interno di un casa ricca di una storia che è tutta giocata sul limite tra realtà e finzione.


Proiezioni:


Giovedì 20 febbraio, ore 22:00, Berlinale Palast


Venerdì 21 febbraio, ore 16:00, Zoo Palast 1


Sabato 22 febbraio, ore 10:00, Uber Eats Music Hall


Sabato 22 febbraio, ore 19:45, Urania


Domenica 23 febbraio, ore 16:15, Uber Eats Musica Hall




                                 Una scena del film La Cache

                                       © Veronique Kolber



Lionel Baier


Nato a Losanna nel 1975, Baier studia arte presso l’università della sua città. Non ancora maggiorenne si occupa della gestione e della programmazione di un piccolo cinema di provincia, diventando poi aiuto regista di Jacqueline Veuve. Dopo l’esperienza dei cortometraggi Mignon à croquer e Jour de défilé, firma il suo primo lungometraggio Celui au pasteur, ma vision personnelle des choses nel 1999, con cui racconta la sua figura paterna. Nel 2002 firma invece la regia di La Parade, film dedicato all’esperienza del primo gay pride a Sion. Con Garçon Stupide del 2004 segna invece il suo passaggio dal documentario alla fiction, film che gli vale la rappresentanza della Svizzera nella sezione “Tous les cinèma du monde” del Festival di Cannes. I primi riconoscimenti internazionali arrivano poi con i film Les grandes ondes (à l’Ouest) del 2013, La vanité del 2015 e Ondes de choc - Prénom: Mathieu del 2018, in cui Baier dimostra una matura capacità di impiegare i diversi linguaggi cinematografici per raccontare storie sempre sottese fra l’autobiografico e il fittizio. Dal 2002 è responsabile del dipartimento di cinema dell’École cantonale d’art de Lausanne (ECAL), mentre nel 2009 è tra i co-fondatori della casa di produzione Bande à part Films.



Geu jayeoni nege mworago hani

Donghwa, un poeta trentenne, viaggia da Seoul alla casa dei suoi genitori, fuori Icheon, insieme alla sua ragazza Junhee, con cui sta insieme da tre anni. Quando Junhee vede quanto sia sorpreso dalle dimensioni della casa e dei vasti giardini, gli suggerisce di dare un’occhiata al suo interno. Ma all’ingresso incontrano il padre di Junhee, che invita Donghwa a passare la giornata con la sua famiglia: lui, sua moglie, anch’ella poetessa, e le sue due figlie adulte. È una giornata particolare filmata in uno stile volutamente disinvolto e a bassa risoluzione che imita la piacevole sfocatura con cui Donghwa vede il mondo quando non indossa gli occhiali. Il papà prepara uno stufato con le galline allevate in una stalla all’interno del recinto. Mentre i personaggi si riuniscono per parlare da soli, provano ogni tipo di legame: quello sorellare, quello parentale, quello coniugale, romantico, sociale e professionale. Quella sera, Donghwa si ubriaca a cena e lascia cadere la sua maschera di cortese rispetto - suscitando l’orrore dei genitori di Junhee che lo stavano valutando come possibile marito per la loro figlia, e per il divertimento della sorella più giovane di Junhee.  




                     Una scena del film Geu jayeoni nege mworago hani
                                 © Jeonwonsa Film Co.                                     


Proiezioni: 

Giovedì 20 Febbraio ore 19.00 – Berlinale Palast 

Venerdì 21 Febbraio ore 15.30 – Uber Eats Music Hall 

Venerdì 21 Febbraio ore 18.30 – Urania 

Sabato 22 Febbraio ore 12.30 – Haus der Berliner Festpiele 

Domenica 23 Febbraio ore 13.00 – HKW1 – Miriam Makeba Auditorium 


Hong Sangsoo

Nato a Seoul, Corea del Sud nel 1960, ha studiato alla Chung-Ang University della città, al California College of Arts and Crafts e all’Art Institute of Chicago. Dal 1996, ha scritto e diretto 33 lungometraggi e diversi cortometraggi. Il suo lavoro è già stato invitato al Concorso della Berlinale sette volte, l’ultima delle quali nel 2024 con A Traveler's Needs .    


Strichka chasu  

Mantenere aperte le scuole in Ucraina è un tentativo di salvare almeno una parte della vita normale che le persone avevano prima dello scoppio della guerra del 24 febbraio 2022 (o in alcune regioni anche prima, nel 2014). Senza utilizzare interviste, narrazioni o ricostruzioni, Strichka chasu fornisce uno spaccato di come la guerra sta influenzando la vita quotidiana di studenti e insegnanti. Il film impiega una struttura a mosaico per esplorare come funziona una scuola in presenza e online in questi tempi terribili, sia in prima linea che dietro, e come la vita quotidiana sia intrecciata a un pericolo costante.  



 Una scena del film Strichka chasu
© Oleksandr Roščyn


Proiezioni: 

Giovedì 20 Febbraio ore 15.30 – Berlinale Palast 

Venerdì 21 Febbraio ore 12.45 – Urania 

Venerdì 21 Febbraio ore 18.30 – Uber Eats Music Hall 

Sabato 22 Febbraio ore 20.30 – Haus der Berliner Festpiele 

Domenica 23 Febbraio ore 10.00 – HKW1 – Miriam Makeba Auditorium  


Katerina Gornostai 

Nata a Lutsk, Ucraina nel 1989, la regista ha studiato prima biologia e poi giornalismo alla Mohyla Academy di Kiev. Dal 2012 al 2013 ha frequentato la Marina Razbezhkina School of Documentary Film and Theatre di Mosca, ma è tornata a Kiev durante Euromaidan per filmare le proteste. Il suo film d'esordio Stop-Zemlia è stato presentato in anteprima nella sezione Generation 14+ del 2021 della Berlinale e ha vinto l’Orso di cristallo per il miglior film. Attualmente vive e lavora a Kiev, dove insegna regia cinematografica. 

Cast & Credits










































































Lionel Baier 
© Ulysse del Drago Bande à part films





































































Hong Sangsoo
© Jeonwonsa Film Co.
























































Katerina Gornostai
© Nikon Romanchenko

Cast & credits - Geu jayeoni nege mworago hani

Titolo 
Berlinale 2025 (20/02)
Sotto titolo 
Geu jayeoni nege mworago hani
Origine 
Corea del Sud
Anno 
2025
Durata 
108 min.
Luogo rappresentazione 
Berlinale Palast
Prima rappresentazione 
20 febbraio 2025
Evento 
Berlinale 2025
Colore 
Traduzione 
What does that nature say to you
Regia 
Hong Sang-soo
Interpreti 
Ha Seong-guk (Ha Donghwa)
Kwon Hae-hyo (Kim Oryeong)
Cho Yunhee (Choi Sunhee)
Kang Soyi (Kim Junhee)
Park Miso (Kim Neunghee)
Sceneggiatura 
Hong Sang-soo
Montaggio 
Hong Sang-soo
Fotografia 
Hong Sang-soo
Suono 
Hong Sang-soo
Musiche 
Hong Sang-soo
Lingue disponibili 
coreano, sottotitoli: inglese, tedesco

Cast & credits - Strichka chasu

Titolo 
Berlinale 2025 (20/02)
Sotto titolo 
Strichka chasu
Origine 
Ucraina, Lussemburgo, Paesi Bassi, Francia
Anno 
2025
Durata 
125 min.
Luogo rappresentazione 
Berlinale Palast
Prima rappresentazione 
20 febbraio 2025
Evento 
Berlinale 2025
Colore 
Altri titoli 
Timestamp
Autori 
Kateryna Gornostaiu
Regia 
Kateryna Gornostai
Interpreti 
Olhna Bryhynets
Borys Khovriak
Mykola Kolomiiets
Valeriia Hukova
Mykola Shpak
Produttori 
Olhna Bregman, Natalia Libet, Viktor Shevchenko
Produzione 
2Brave Productions
Montaggio 
Nikon Romanchenko
Fotografia 
Oleksandr Roshchyn
Suono 
Mykhailo Zakutskyi, Pavlo Melnyk
Musiche 
Alexey Shmurak
Lingue disponibili 
ucraino, sottotitoli: inglese, tedesco

Cast & credits - La cache

Titolo 
Berlinale 2025 (20/02)
Sotto titolo 
La cache
Origine 
Svizzera, Lussemburgo, Francia
Anno 
2025
Durata 
90 min.
Data trasmissione 
20 febbraio 2025
Città rappresentazione 
Berlino
Luogo rappresentazione 
Berlinale Palast
Evento 
Berlinale 2025
Colore 
Regia 
Lionel Baier
Interpreti 
Dominique Reymond ( Grandmama)
Michel Blanc (Grandpapa)
William Lebghil (Great-uncle)
Aurèlien Gabrielli (Little-Uncle)
Liliane Rovère (Hinterland)
Ethan Chimienti (The boy)
Adrien Barazzone (The father)
Larisa Faber (The mother)
Produttori 
Agnieszka Ramu, Laetitia Gonzalez, Yaël Fogiel, Vincent Quénault, Jeanne Geiben
Produzione 
Bandè à part Films
Sceneggiatura 
Lionel Baier, Catherine Charrier
Montaggio 
Pauline Gaillard
Fotografia 
Patrick Lindenmaier
Suono 
Raphael Sohier
Lingue disponibili 
Francese, sottotitoli: inglese, tedesco