Sentieri comuni, catarsi collettive

Fabiana Besseghini

Data di pubblicazione su web 09/02/2025

Sentieri


Nel pomeriggio del 25 gennaio 2025, nella Sala Grande del Teatro della Pergola, si è tenuto il concerto Sentieri, organizzato dagli Amici della Musica, che ha portato sul palco un affiatato ensemble di quattro musicisti d’eccezione: Avi Avital al mandolino, Giuseppe Copia alla tiorba e alle chitarre, Giovanni Sollima al violoncello e Alessia Tondo voce cantante e percussionista al tamburo. Quattro personalità musicali molto diverse fra loro ma perfettamente complementari hanno proposto un insieme di musiche popolari, sonate barocche e composizioni contemporanee in un viaggio collettivo profondamente coinvolgente ed emozionante.

A salire per primi sul palco sono stati Sollima, Avital e Copia che, uscendo da una delle due tendine rosa ai lati della scenografia, hanno aperto il primo atto del concerto con brani della tradizione popolare del Mediterraneo: il tradizionale sefardita Yo en la prision, il turco Nacyem Nacyem e il macedone Ako Umran il Zaginam. Fin da questi primi brani i musicisti hanno mostrato ciascuno una sensibilità musicale differente che ha arricchito l’esperienza di ogni spettatore: l’incredibile virtuosismo di Sollima, in grado di creare un’atmosfera prima tagliente, poi rarefatta e sognante, si è unita alla dimensione più intima e rigorosa di Copia, per poi scontrarsi con l’espressività lirica e contrastata di Avital. A seguire si è unita a loro sul palco Alessia Tondo, una delle voci più importanti della scena musicale pugliese, con l’esecuzione di due brani tradizionali: Traineiri e la Tarantella di Sannicandro. La sua voce, limpida e luminosa, peculiare per il genere, tuttavia non priva di armonici caldi e accoglienti, ha coinvolto il pubblico fin da subito.

In seguito è stata eseguita con grande raffinatezza tecnica la Sonata in re minore K. 89 di Domenico Scarlatti (1685-1757), in netto contrasto con la successiva Tarantella Orientale di Eliodoro Sollima (1926-2000). Quest’ultima è stata introdotta da Sollima figlio, Giovanni, che ha condiviso con il pubblico la storia di questo brano, composto attraverso lo strumento che allora il giovanissimo padre poteva permettersi: una tastiera disegnata su una lunga tavola di legno. La prima parte del concerto si è quindi conclusa con altri due brani tradizionali, Na na na e Pizzica di Aradeo. Su quest’ultimo brano è stata proposta la prima vera interazione con il pubblico: Sollima ha chiesto di battere le mani a tempo mentre l’intero ensemble si sbizzarriva in un dialogo serrato di timbri ed effetti sonori. L’intensità ritmica di questo brano ha per la prima volta scosso e commosso l’intero pubblico, che è stato condotto a una catarsi collettiva viscerale e rigenerante.


Una scena del concerto
Un momento del concerto
© Amici della Musica Firenze

La seconda parte del concerto ha assunto tinte più profonde e contrastate. Sono state eseguite due sonate barocche, la Sonata n. 2 in do minore di Alessandro Scarlatti (1660-17259) e la Quarta Sonata di Dario Castello (1590-1658), affiancate a due composizioni contemporanee originali di Giovanni Sollima: Alep Pesce da Il Bestiario di Leonardo e Federico II da Viaggio in Italia. Sono seguiti poi altri tre brani tradizionali: la Pizzica di Galatone, la Tarantella del Gargano e Virrinedda. La serie di brani è tenuta insieme da una drammaturgia raffinata, con momenti solistici alternati a momenti corali, in cui i quattro musicisti hanno potuto mostrare la moltitudine di tecniche padroneggiate. Durante queste esecuzioni il pubblico è rimasto incantato davanti al gesto musicale così fisico di Sollima che fa boccacce, si alza in piedi, sussurra, scatta in avanti, sfrutta tutte le possibilità di percussione dello strumento, arriva a cantare il profilo melodico di ciò che sta suonando.

Anche il carisma di Avi Avital, forse dal carattere più misterioso, ha rapito il pubblico per l’assoluta maestria con cui suona lo strumento, in grado di dare tinte profonde, dense e passionali. Giuseppe Copia risulta essere la malta del quartetto, la sostanza senza la quale l’impasto non legherebbe; esecutore forse più quieto rispetto agli altri, ma a cui tutti gli artisti sul palco guardano per gli appuntamenti musicali che decidono sovente di darsi in esibizioni così complesse. Sono stati eseguiti inoltre due brani originali di Alessia Tondo in dialetto salentino: Sta Notte e Cacciala fore. Quest’ultimo è stato presentato dalla cantante come un rito per i buoni pensieri che necessita di essere cantato perché abbia gli effetti benefici di cui è capace. Così Alessia Tondo è riuscita in un’impresa ritenuta impossibile, quella di coinvolgere il pubblico della Pergola a cantare insieme a lei che, nel frattempo, doppiava il canto con eleganti improvvisazioni. Per tutto il concerto si è inoltre accompagnata con il tamburo, rendendo la sua espressione musicale ancora più completa; tutto il suo corpo cantava, suonava, dimostrando al pubblico ciò che, per sua stessa ammissione, è al centro della sua ricerca vocale: sentire la terra sotto ai piedi, sentire il corpo ben radicato a terra prima di salire fino alle vette più alte.

Il concerto si è concluso con un ulteriore brano tradizionale, Beddah ei dormi, più malinconico, che ha lasciato il pubblico in una dimensione sospesa e che lo ha spinto a chiedere a gran voce un bis, che è arrivato subito dopo: la celebre Pizzica di San Vito. Se all’inizio del concerto il pubblico appariva scettico e alla fine del primo tempo incuriosito, in quel momento era impaziente di partecipare un’altra volta alla performance, tanto da non riuscire a trattenersi e a intromettersi battendo le mani prima che gli artisti sul palco facessero un cenno. I ritmi sono stati travolgenti, incessanti, viscerali, la complicità fra i musicisti ipnotica, la catarsi finale commovente.

Una serata, quindi, che ha colpito nel segno e che ha mostrato qualcosa che forse prima di quel momento in pochi potevano immaginare: esistono artisti in grado di far vacillare anche i più intransigenti e tradizionalisti degli spettatori, in grado di far battere le mani e cantare il pubblico della Pergola, coinvolgendolo in un rito collettivo. A convincere, però, non è solo il repertorio di per sé trascinante, ma la disinvoltura stilistica, le sperimentazioni sonore fondate su una ricerca filologica attenta, un’esplorazione sincera e curiosa delle radici musicali che accomuna questi quattro incredibili artisti.




Sentieri

Cast & Credits




Un momento del concerto © Amici della Musica Firenze
Un momento del concerto © Amici della Musica Firenze


Cast & credits

Titolo 
Sentieri
Anno 
2025
Durata 
1h 30m
Data rappresentazione 
25 gennaio
Città rappresentazione 
Firenze
Luogo rappresentazione 
Sala Grande del Teatro della Pergola
Interpreti 
Alessia Tondo (canto e tamburo)
Avi Avital (mandolino)
Giovanni Sollima (violoncello)
Giuseppe Copia (tiorba e chitarre)
Musiche 
Tradizionali sefardite, turche, macedoni, mediterranee, composizioni contemporanee e sonate rinascimentali e barocche
Note 
Organizzato da Amici della Musica Firenze. Scaletta: Tradizionale sefardita - Yo en la prision Tradizionale turco - Nacyem Nacyem Tradizionale macedone - Ako Umran il Zaginam Tradizionale - Traineiri e Tarantella di Sannicandro Sonata K.89 di D. Scarlatti Tarantella Orientale E. Sollima Tradizionali - Na na na e Pizzica di Aradeo Sonata n.2 A. Scarlatti Sta Notte A. Tondo IV sonata D. Castello Tradizionale - Pizzica di Galatone, Tarantella del Gargano, Virrinedda Alep Pesce e Federico II di G. Sollima Cacciala Fore di A. Tondo Tradizionale - Beddah ci dormi