Quando il giurato dovrebbe essere l'imputato
Nonostante i suoi novantaquattro anni di età, Clint Eastwood torna alla carica con il thriller Giurato numero 2.
Nicholas Hault veste i panni di Justin Kemp, un giornalista convocato per partecipare alla giuria di un caso di presunto omicidio. L’anno precedente una donna di nome Kendall Carter (interpretata da Francesca Eastwood, figlia del regista) è stata ritrovata morta dopo aver litigato con il suo compagno, James Sythe (Gabriel Basso). Fin qui niente di strano, se non fosse che, durante il processo, Justin si rende conto che era presente sulla scena il giorno del misfatto, ma soprattutto che egli stesso potrebbe aver accidentalmente provocato la morte della donna: sotto una pioggia battente aveva investito quello che credeva essere un cervo, ed era poi tornato a casa.

Il film conduce lo spettatore lungo la vicenda di Justin che, una volta resosi conto del delitto colposo, cerca di condurre il resto dei giurati a scagionare il sospettato, nonostante tutte le prove ne indichino la colpevolezza. L’uomo arriva anche a danneggiare le indagini individuali di Harold (J. K. Simmons), un poliziotto in pensione facente parte della giuria. Contemporaneamente al dilemma di Justin il film segue il punto di vista di Faith Killebrew (Toni Collette), l’avvocatessa dalla parte dell’accusa che inizia a dubitare della validità delle prove e conduce un’indagine personale. In un crescendo di tensione e insicurezza si giunge al colpo di scena finale che conclude il lungometraggio.

Il ritmo narrativo è veloce: la colpevolezza di Justin è svelata nei primi venti minuti tramite una serie di flashbacks, usati anche per le ricostruzioni dei testimoni. L’attenzione è posta soprattutto sul lato psicologico del racconto, concentrandosi sul senso di colpa di Justin e la paranoia di essere scoperto. Il montaggio è piuttosto standard, con abbondanza di campi e controcampi, inquadrature e musiche variegate. La rilevante durata della pellicola non pesa sull’attenzione dello spettatore, che riesce a seguire facilmente la vicenda. Un paio di punti più faticosi sono le arringhe degli avvocati, che risultano piuttosto stereotipate, più simili a farse teatrali che a effettive accusa e difesa di un vero processo, e la sparizione totale dal film del personaggio di Harold dopo la sua espulsione dalla giuria.

Il dilemma morale aggancia lo spettatore fino al finale: è possibile ricominciare da capo dopo aver passato la propria vita sulla strada sbagliata o dopo aver commesso un errore mortale? Sta a noi decidere.
* Studentessa del Laboratorio di culture digitali e arti performative nel corso di Scienze dello Spettacolo del Dipartimento SAGAS.
Giurato numero 2

La locandina
Cast & credits
| Titolo
Giurato numero 2 |
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| Origine
Stati Uniti d'America |
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| Anno
2024 |
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| Durata
114 min |
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| Regia
Clint Eastwood |
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| Interpreti
Nicholas Hoult (Justin Kemp) Toni Collette (Faith Killebrew) J. K. Simmons (Harold) Chris Messina (Erick Resnick) Gabriel Basso (James Sythe) Zoey Deutch (Ally Kemp) Cedric Yarbrough (Marcus) Leslie Bibb (Denice Aldworth) Kiefer Sutherland (Larry Lasker) Amy Aquino (giudice Thelma Hollub) Adrienne C. Moore (Yolanda) Chikako Fukuyama (Keiko) Zele Avradopoulos (Irene) Drew Scheid (Brody) Francesca Eastwood (Kendall Carter) |
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| Produttori
Clint Eastwood, Tim Moore, Jessica Meier, Adam Goodman, Matt Skiena |
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| Produzione
Dichotomy Films, Gotham Group, Malpaso Productions |
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| Scenografia
Ronald R. Reiss, Gregory G. Sandoval, Christopher Carlson, Kristie Suffield |
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| Sceneggiatura
Jonathan Abrams |
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| Montaggio
David S. Cox, Joel Cox |
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| Fotografia
Yves Bélanger |
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| Musiche
Mark Mancina |