Fantascienza, horror e animazione
Si è conclusa l’edizione 2024 del Trieste science+fiction festival all’insegna di registi emergenti. Oltre alla fantascienza, le proiezioni hanno proposto più generi: dall’horror al distopico all’animazione; dall’ascesa del potere delle macchine, amiche o nemiche, al timore dell’intelligenza artificiale; dall’invasione aliena alle tematiche ambientali fino al genere post apocalittico che in qualche modo prefigura 'un mondo del domani'.
Première italiana per la sezione competitiva del premio Asteroide future enviroment, il film Parvulos, quinto lungometraggio di Isaac Ezban regista amante dei film di George Romero, ruba il cuore dello spettatore e lo restituisce a pezzi, gioca coi dubbi e le certezze dettate dai valori alla base della vita dell’essere umano, arricchendo il tutto con una nota di misticismo. Inscenato in un mondo post apocalittico nato dalle ceneri di una pandemia seguita dalla diffusione dell’Omega-virus, di cui non esiste antidoto, Isaac Ezban ci catapulta in una realtà distopica dove l’attenzione è focalizzata sulla storia di tre fratelli che convivono e sopravvivono isolati dal resto del mondo: figli di un’apocalisse madre della perdita di moltissime persone. Chi si ammala di Omega-virus diventa irriconoscibile, non è più sé stesso e acquisisce tratti molto simili ai classici zombie.

Lo stato malconcio e le condizioni di vita dei tre ci portano alla mente reminiscenze di The Walking Dead (2010), assieme a un incalzante ritmo lento e scandito con il quale ci avviciniamo a uno dei perni su cui si snoda la trama: la complessità di prendere decisioni difficili a favore della famiglia e del cambiamento, costringendo lo spettatore a una profonda riflessione sul rapporto primordiale fra genitori e figli. Parvulos è una montagna russa di emozioni contrastanti in cui alcuni momenti comici smorzano la tensione e al contempo ancorano i piedi saldamente a terra. Distopia e horror si mescolano in alcune scene ansiogene inaspettate, amplificate grazie all’ausilio del suono e della musica, cucita perfettamente addosso alle immagini.
In gara per il premio Méliès d’argent, Survive è un disaster movie post-apocalittico, un thriller low budget che con le sue immagini forti ci sbatte in faccia una probabile realtà da dover affrontare in situazioni estreme e catastrofiche. La storia comincia durante una sesta estinzione di massa. Una famiglia, nel pieno di una crociera nel bel mezzo dell’oceano, si troverà vittima di un cataclisma: dopo continui movimenti sismici, la terra subisce un’inversione di polarità che prosciuga completamente tutte le acque del pianeta. Già dal titolo si evince quale sia il perno su cui gira tutta la trama, cioè la sopravvivenza, non solo dei protagonisti, ma anche quella di tutti gli esseri viventi marini che devono adattarsi al nuovo ambiente post apocalittico. Oltre alla legge di Darwin, fra le righe vi è anche la denuncia verso l’inquinamento, diretta causa della catastrofe ambientale narrata: nel “desertoâ€� creatosi dall’assenza dell’acqua, i protagonisti trovano strada facendo barili e barili di petrolio, relitti in plastica e un cimitero di esseri acquatici.

Dal regista di V/H/S (2012), The Rambler (2013) e The Procedure (2016), The A-Frame (première italiana al Trieste science+fiction festival) è un film con una trama confinata in circuito chiuso a pochi personaggi, che per la maggior parte ammalia con belle promesse e scenari anni ’80 con luci e colori alla Super Car (1982). Un fisico quantistico, Sam, promette a Donna, una pianista con un osteosarcoma alla mano, di aver trovato una cura non convenzionale per il cancro senza dover ricorrere a un imminente amputazione. La personalità di Sam ricorda la pazzia ingenua e geniale di Willy Wonka mista a quella sadica ed estrema del dottor Frankenstein; con il suo fascino riesce a fare leva sui sentimenti e stati d’animo dei pazienti o come li definisce lui stesso 'cavie'. Attraverso le riflessioni di Donna messe in luce durante le sedute di gruppo alla Midnight club di Mike Flangan, l’opera ci invita a riflettere su quanto sia difficile, per una persona malata di cancro in fase terminale, scegliere di intraprendere cure alternative come ultima spiaggia a scapito delle cure tradizionali per cercare di sopravvivere: vale la pena assumersi il rischio di morire nell’affidarsi a una cura alternativa ma con possibilità di completa guarigione anziché seguire il normale iter dei medici perché tanto si morirebbe comunque? È la stessa domanda che si pone Rishi, un cabarettista affetto da leucemia al quarto stadio e purtroppo anche lui vittima della trappola di Sam. In The A-Frame l’elemento fantascientifico si unisce all’horror tramite la riflessione sulla vita e la morte.

Fuori categoria come The A-Frame, Flow un mondo da salvare è il secondo lungometraggio del regista lituano Gints Zilbalodis. Di distribuzione indipendente il film ha una regia pensata appositamente per il grande schermo: lunghi piani sequenza e movimenti fluidi della cinepresa seguono il flusso della vita di questi animali che insieme cooperano per la sopravvivenza, in una sorta di arca di Noè moderna; in un mondo, giunto al termine, completamente sommerso dalle acque. Il protagonista è un gatto nero dagli occhi gialli e grandi resi, grazie all’animazione grafica 3D, minuziosamente espressivi. Tutti gli animali sono perfettamente realistici, contrariamente alla loro rappresentazione nei film classici d’animazione, dove risultano perlopiù 'umanizzati' e dotati della parola. Randagio, determinato e territoriale, sempre alla ricerca di cibo nel bosco, il protagonista è lontano dalla personalità di Zorba di Enzo D’Alò, al quale per associazione di pensiero potrebbe essere erroneamente accomunato. Il gatto di Flow conduce una vita solitaria: sarà in primis la sua diffidenza a rendere difficile inizialmente la convivenza con gli altri animali, soprattutto quella con il cane, profondamente diverso da lui.

Seppur fantascientifico, Flow un mondo da salvare è fortemente ancorato alla realtà: la legge darwiniana del processo di selezione naturale è onnipresente nella lotta per la sopravvivenza e adattabilità in questo nuovo ecosistema. Acclamato alla 77a edizione del Festival di Cannes nella categoria Un certain regard e vincitore di quattro premi all’Annecy International Animation Film Festival 2024, è lanciato verso l’Oscar 2025 come miglior film straniero. Privo della presenza dell’uomo e dei dialoghi, è un film dotato di una tecnica cinematografica caratterizzata da un linguaggio universale che parla solo attraverso la forza delle immagini, ricordando a noi tutti quanto anche i film di animazione abbiano, al di là della loro apparenza grafica e animata, storie da raccontare e valori importanti da trasmettere.
* Studentessa del Laboratorio di culture digitali e arti performative nel corso di Scienze dello Spettacolo del Dipartimento SAGAS.
Trieste Science+fiction festival edizione 2024

La locandina del film

La locandina del film

La locandina del film

La locandina del film
Cast & credits - The A-Frame
| Titolo
Trieste Science+fiction festival edizione 2024 |
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| Sotto titolo
The A-Frame |
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| Origine
USA |
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| Anno
2024 |
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| Durata
82 minuti |
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| Data rappresentazione
1 novembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Trieste |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Miela |
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| Prima rappresentazione
1 novembre 2024 |
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| Colore | |
| Regia
Calvin Lee Reeder |
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| Interpreti
Johnny Whitworth (Sam) Dana Namrode (Donna) Laketa Caston (Linda) Nik Dodani (Rishi) |
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| Produttori
Ran Namerode, Angelia Adzic, Cole Payne, Vincent Grashaw |
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| Produzione
Randomix Productions, Traverse Media |
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| Sceneggiatura
Calvin Lee Reeder |
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| Montaggio
Zach Clark |
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| Fotografia
Brandt Hackney |
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| Effetti speciali
Sam Richardson |
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| Suono
Nathan Ruyle |
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| Musiche
David Wingo |
Cast & credits - Parvulos
| Titolo
Trieste Science+fiction festival edizione 2024 |
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| Sotto titolo
Parvulos |
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| Origine
Messico |
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| Anno
2024 |
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| Durata
120 minuti. |
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| Data rappresentazione
2 novembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Trieste |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Rossetti |
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| Prima rappresentazione
2 novembre 2024 |
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| Colore | |
| Titolo originale
Pàrvulos: hijos del apocalipsis |
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| Regia
Isaac Ezban |
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| Interpreti
Felix Farid Escalante (Salvador) Leonardo Cervantes (Oliver) Mateo Ortega (Benjamin) Carla Adell (Valeria) |
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| Produttori
Natalia Contreras, Javier Sepuliveda, Eduardo Lecuona, Isaac Ezban |
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| Produzione
Red Elephant Films, Maligno Gorehouse |
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| Distribuzione
Corazon Films |
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| Sceneggiatura
Isaac Ezban |
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| Montaggio
Oscar Figueroa |
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| Fotografia
Rodrigo Sandoval Vega Gil |
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| Effetti speciali
Franz Alvarez Novotny |
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| Suono
Julior Roberto Almengo |
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| Musiche
Camilla Uboldi, Edy Lan |
Cast & credits - Survive
| Titolo
Trieste Science+fiction festival edizione 2024 |
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| Sotto titolo
Survive |
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| Origine
Francia |
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| Anno
2024 |
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| Durata
90 minuti. |
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| Data rappresentazione
2 novembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Trieste |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Miela |
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| Prima rappresentazione
2 novembre 2024 |
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| Colore | |
| Titolo originale
Survivre |
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| Regia
Frédéric Jardin |
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| Interpreti
Émilie Dequenne (Julia) Andreas Pietschmann (Tom) Lisa Delmar (Cassie) Lucas Ebel (Ben) |
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| Produttori
Marc-Etienne Schwarz, Marc Stanimirovic |
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| Produzione
M.E.S. Productions, Monkey Pack Films |
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| Distribuzione
WTFilms |
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| Sceneggiatura
Matt Alexander (Alexandre Coquelle, Mathieu Oullion) |
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| Montaggio
Reynald Bertrand, Camille Toubkis |
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| Fotografia
Pierre Aïm |
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| Effetti speciali
Jeff Michelas, Aurélie Lajoux |
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| Suono
Thomas Lascar |
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| Musiche
Nicolas Errèra |
Cast & credits - Flow un mondo da salvare
| Titolo
Trieste Science+fiction festival edizione 2024 |
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| Sotto titolo
Flow un mondo da salvare |
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| Origine
Lettonia, Belgio, Francia |
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| Anno
2024 |
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| Durata
84 minuti. |
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| Data rappresentazione
3 novembre 2024 |
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| Città rappresentazione
Trieste |
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| Luogo rappresentazione
Teatro Rossetti |
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| Colore | |
| Titolo originale
Flow |
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| Regia
Gints Zilbalodis |
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| Produttori
Ron Dyens, Matīss Kaža, Gregory Zalcman, Gints Zilbalodis |
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| Produzione
Dream Well Studio, Take Five, Sacrebleu Productions |
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| Distribuzione
Charades |
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| Sceneggiatura
Matīss Kaža, Gints Zilbalodis |
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| Montaggio
Gints Zilbalodis |
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| Suono
Gurwal Coïc-Gallas |
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| Musiche
Rihards Zalupe, Gints Zilbalodis |