Appareo ergo sum

di Anna Galluzzi*

Data di pubblicazione su web 23/11/2024

The Substance

The Substance, secondo lungometraggio della regista e sceneggiatrice francese Coralie Fargeat, è stato presentato al 77° Festival di Cannes riscuotendo un notevole interesse e guadagnandosi il premio come miglior sceneggiatura.  A cavallo tra dramma, commedia nera e body horror, il film attraversa tematiche attualissime come la mercificazione del corpo femminile, la ricerca della perfezione estetica ad ogni costo e l’esaltazione dell’eterna giovinezza attraverso un sottile ma tagliente parallelismo con la nostra società.


Una scena del film

La trama mette in scena le fragilità di Elisabeth Sparkle interpretata magistralmente da Demi Moore ex star di Hollywood e conduttrice televisiva di un programma di aerobica, che il giorno del suo cinquantesimo compleanno viene licenziata a causa dell’età dal viscido direttore del network per cui lavora (Dennis Quaid), intenzionato a sostituirla con una ragazza più giovane e avvenente. Irrimediabilmente in Elisabeth si insinua un pensiero "parassita": un corpo giovane e tonico è essenziale per una nuova accettazione sociale. Viene a conoscenza di un trattamento misterioso, The Substance, che promette di restituirle la giovinezza attraverso la duplicazione del proprio DNA generando la versione perfetta di sé. Come una sorta di Alien, la bellissima Sue (Margaret Qualley) esce dal corpo di Elisabeth squarciandole la schiena e prendendo immediatamente il posto di quest’ultima alla conduzione del programma di fitness. Secondo il protocollo di The Substance è essenziale però che le due donne si alternino ogni settimana, senza eccezioni, vivendo l’una in una sorta di ibernazione e l’altra, assorbito il nutrimento necessario, libera di condurre la propria vita, senza mai dimenticarsi di essere un’unica entità. La dismorfia corporea di Elisabeth però aumenta in modo proporzionale al successo di Sue e il loro equilibrio si rivela ben presto precario, conducendole a un tragico annientamento.

Il film si distingue per la sua narrazione provocatoria – a tratti satirica – con un approccio visivo e sonoro estremamente curato, che immerge lo spettatore in una realtà sempre più perturbante. Il dualismo su cui è costruita l’intera struttura del film affonda le sue radici nei classici Dr Jekyll e Mr. Hyde (due versioni opposte della stessa persona condividono loro malgrado il tempo della loro vita) e a una sorta di Dorian Grey "al contrario" (Elisabeth si avvizzisce sempre di più mentre la propria gigantografia appesa in sala le ricorda la bellezza perduta).


Una scena del film

Fargeat, ispirandosi a maestri quali Cronenberg, Kubrick e Lynch, ci conduce in un mondo grottesco e disturbante in cui i corpi femminili mostruosamente vecchi, putrescenti, ricuciti, sanguinolenti, con appendici di pezzi umani disposti a caso su esseri deformi si oppongono alla perfezione estetica di corpi sempre e soltanto femminili giovanissimi e dal grande sex appeal. Gli spazi, dai colori spesso cupi o con forme geometriche reticolate, ricordano una sorta di prigione senza via di fuga che metaforicamente rappresenta sia lo stato mentale in cui si trova Elisabeth sia la società stessa in cui vive, nella quale impera la dittatura dell’apparenza e in cui il corpo della donna, succube di una mascolinità tossica, diventa un mero prodotto commerciale in funzione dello sguardo sessualizzante dell’uomo. La regista francese utilizza la macchina da presa per disgregare progressivamente questo sguardo distorcendo gli spazi e mostrificando i volti, provocando una repulsione e un disagio crescente nello sguardo dello spettatore.

Una scena del film

In conclusione, The Substance affronta tematiche controverse e spinose, mettendo in luce il male del nostro secolo: la necessità di apparire, di essere visti, per essere qualcuno. La protagonista diventa dunque il simbolo e lo specchio di noi stessi in una società che ci rende assuefatti ai "like" e ai "cuori" che riceviamo, dove per usare le parole di Andrea Gentile «il cogito ergo sum cartesiano è stato soppiantato dall’appareo ergo sum».


* Studentessa del Laboratorio di culture digitali e arti performative nel corso di Scienze dello Spettacolo del Dipartimento SAGAS.




The Substance

Cast & Credits




La locandina

Cast & credits

Titolo 
The Substance
Origine 
Regno Unito, Stati Uniti, Francia
Anno 
2024
Durata 
140
Città rappresentazione 
Cannes
Luogo rappresentazione 
77° Festival di Cannes
Prima rappresentazione 
19/05/2024
Colore 
Titolo originale 
The Substance
Regia 
Coralie Fargeat
Interpreti 
Demi Moore (Elisabeth Sparkle)
Margaret Qualley (Sue)
Dennis Quaid (Harvey)
Edward Hamilton Clark (Fred)
Gore Abrams (Oliver)
Oscar Lesage (Troy)
Produttori 
Tim Bevan, Eric Fellner, Coralie Fargeat
Produzione 
Working Title Films
Distribuzione 
I Wonder Pictures
Scenografia 
Stanislas Reydellet
Costumi 
Emmanuelle Youchnovski
Sceneggiatura 
Coralie Fargeat
Montaggio 
Jérôme Eltabet, Coralie Fargeat, Valentin Féron
Fotografia 
Benjamin Kracun
Effetti speciali 
Pierre-Olivier Persin
Suono 
Emmanuelle Villard, Stéphane Thiebaut, Valerie Deloof
Musiche 
Raffertie