Danni irreparabili del giornalismo d’assalto
Una prima riuscita del testo sta,
oltre che nella suspense inerente al
genere, nella capacità di raffigurare, a un alto livello d'immaginazione e d'espressione,
situazioni sociali e storiche riconoscibili in Germania e nell'Occidente novecentesco.
Personaggi di spiccata autonomia psicologica, affascinanti per la loro
fragilità latente, esposti ai limiti della libertà e ai rischi d'errore delle proprie
scelte. Così la semplice e onesta lavoratrice Katharina, fra ingenuità e
ignoranza, viene coinvolta in una vicenda che finisce per stritolarla. Vicenda
che dimostra come anche la sincerità, quando incontra un interprete in
malafede, possa deviare fino alla menzogna. Non di una fatalità mitica e
astratta, ma di azioni coscienti di persone responsabili, resta vittima la
donna che – per l'occasionale frequentazione di un piccolo, insignificante
pregiudicato, di cui s'innamora e che aiuta a nascondersi – diventa strumento
della carriera d'un giornalista senza scrupoli. Saranno infatti gli articoli scoop del cronista Werner Tötges a distruggere la reputazione della governante dei
coniugi Blorna, coppia matura dalle consolidate abitudini borghesi.

Le fasi dell'inchiesta diffamatoria, tanto sagacemente articolate in Böll, trovano adeguata misura teatrale nel testo adattato da Letizia Russo che, nella scansione in scene a dissolvenza incrociata, prepara la messa in scena del regista Franco Però. Grazie alla scenografia di Domenico Franchi – “a zone” ora distinte ora interagenti fino alla sovrapposizione quali la camera di Katharina, la casa dei Blorna, il commissariato o l'esterno – quei luoghi diventano funzionali, mediante un'illuminazione combinata in diverse gradazioni contrastate. L'azione può procedere drammaticamente sia nella narrazione in prima persona della protagonista, sia nei dialoghi con gli interlocutori.
La recitazione ha dunque epicità
e coinvolgimento negli attori: tanto più intensa quanto più sa moderare
l'intimismo della confessione, l'enfasi dello sdegno o del dolore. Esemplare,
in questo, Elena Radonicich
(Katharina), quando racconta sé stessa e stabilisce un rapporto con un proprio
“doppio” oggettivato, rispetto all'immediatezza della testimonianza della sua
crisi e del tentativo di reagire. E accanto a lei Peppino Mazzotta (Hubert Blorna) ed Ester Galazzi (Trude Blorna), marito e moglie, cordialmente affettuosi
con la domestica che assicura la gestione del loro ménage. Sottilmente uniti, i coniugi, da allusioni a discordie o in
maliziose complicità; finché dal benessere goduto con signorilità precipitano
nell'indigenza economica e morale per il coinvolgimento con le altre persone che
si scoprono (ad effetto ritardato) connesse a Katharina, a partire
dall'imprenditore e politico amico, Emanuele
Fortunati (Alois Sträubleder).
Il riconoscimento del loro fallimento costituisce un episodio clou del dramma, che esprime in
grottesco, doloroso contrappunto le contraddizioni sottaciute e fatte
deflagrare dalla rovinosa caduta.

Un momento dello spettacolo
Il commissario Moeding di Francesco Migliaccio alterna umori e decisioni un po' sorprendenti fra calcolo e scatto istintivo, inseguendo la soluzione più facile dell'indagine: un eccepibile agente della giustizia, plausibile nei difetti comportamentali assorbiti dalla normalità. Else, la madrina di Katharina, è resa da una Paola Bonesi sensibile e apprensiva, incapace però di aiutare la sua pupilla, perché anch'ella smarrita in eventi che non domina e non capisce. Il giornalista, motore della triste storia, ha in Riccardo Maranzana un interprete esuberante e spaccone, compiaciuto artefice del piano d'inchiesta e di cronaca scandalistica abilmente montato. Finirà ucciso dalla sua vittima.
L'andamento della rappresentazione è organizzato ciclicamente: inizia con la confessione di Katharina («L'ho ucciso io, vado a farmi arrestare…») e similmente finisce, con la donna che vaga per la strada, dopo avere sparato al suo implacabile aguzzino, proclamando la propria colpevolezza. Necessaria? Gli spettatori così la sentono, nell'applaudire con convinzione.
L’onore perduto di Katharina Blum

Cast & credits
| Titolo
L’onore perduto di Katharina Blum |
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| Origine
Italia |
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| Anno
2019 |
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| Durata
2 ore |
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| Data rappresentazione
22 gennaio 2020 |
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| Città rappresentazione
Genova |
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| Luogo rappresentazione
Teatro della Corte |
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| Prima rappresentazione
Teatro Rossetti, Trieste, 22 ottobre 2019 |
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| Titolo testo d'origine
L’onore perduto di Katharina Blum |
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| Titolo originale
Die verlorene Ehre der Katharina Blum |
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| Autori testo d'origine
Heinrich Böll |
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| Traduzione
Italo A. Chiusano |
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| Regia
Franco Però |
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| Interpreti
Peppino Mazzotta (Hubert Blorna) Ester Galazzi (Trude Blorna) Paola Bonesi (Else Woltersheim) Emanuele Fortunati (Alois Sträubleder) Riccardo Maranzana (Werner Tötges) Francesco Migliaccio (Erwin Beizmenne) Jacopo Morra (Walter Moeding) Elena Radonicich (Katharina Blum) |
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| Produzione
Teatro Stabile Friuli-Venezia Giulia- Teatro Stabile di Napoli |
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| Scenografia
Domenico Franchi |
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| Costumi
Andrea Viotti |
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| Luci
Pasquale Mari |
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| Musiche
Antonio Di Pofi |