Una prova infelice

di Marco Luceri

Data di pubblicazione su web 02/09/2010

The happy few

Siamo al secondo giorno della Mostra del Cinema e arriva il primo film veramente deludente del concorso. Stiamo parlando del francese Happy Few, di Antony Cordier, il pruriginoso racconto di due coppie di amici che quasi per gioco iniziano una torbida storia di scambismo. Il cinema francese neanche quest'anno rinuncia a portare al Lido un film che non disdegniamo di definire “inutile”, soprattutto se si considera che Müller e soci hanno posizionato l'opera di Cordier tra quelle in gara, relegando ad altre sezioni titoli ben più meritevoli della ribalta offerta dal concorso.

 



Torniamo alla coppia di coppie (ci si perdoni il gioco di parole), perché i nostri quattro eroi, sposati, felici e con prole, un po' per gioco, un po' forse per noia, un po' per fantasie sessuali regresse (molta la superficialità della scrittura in questo passaggio) iniziano un gioco che dovrebbe sembrare pericoloso: lo scambio di partner, passato il primo, immediato, senso di colpa, finisce per piacere e così i due uomini e le due donne vivono felicemente una bella favola di sesso, riuscendo a restare ottimi amici. Il segreto? L'assenza di regole, cioè il rifiuto di vivere in maniera clandestina la cosa, preferendo fare tutto alla luce del sole. Quando però iniziano ad affiorare le prime gelosie, i primi dissapori, gli amplessi restano tali (ci sono pure un'orgia nella casa in campagna tra sacchi di farina e un momento lesbico), ma le psicologie dei personaggi dovrebbe cambiare.

 

Usiamo il condizionale perché è proprio quello che nel film non accade. Happy Few propone ben poco al di là dell'idea iniziale: Cordier perpetua all'infinito il plot di partenza, trasformando il film in una lunga (troppo) serie di incontri, scopate, gite fuori porta e avvitandosi perciò su se stesso. Non riuscendo a ritrovare il bandolo della matassa nel momento in cui arriva (com'è naturale) il momento di crisi, i quattro personaggi si ritrovano imprigionati in discussioni che vanno a vuoto, finendo per essere prevedibili nel momento in cui non dovrebbero esserlo. Certo, ci sono alcune battute azzeccate, alcuni momenti paradossali ben calibrati, ma a Cordier mancano la “cattiveria” e la “scorrettezza” necessarie per far decollare la storia. Sul tappeto restano solo quegli infiniti chiacchiericci e quelle noiosissime scene d'amore, che di proibito non hanno nulla e a cui purtroppo una fetta del cinema d'oltralpe contemporaneo fatica a rinunciare.

 

In un paese in cui le tensioni sociali sono sempre più palpabili, in cui si legittimano politiche xenofobe e si pestano gli stranieri nelle carceri fino a farli morire, è davvero difficile accettare questo tipo di cinema. Meno male che a Parigi e dintorni ci sono signori chiamati Audiard, Ozon, Cantet a stare sull'altro lato della barricata.

The happy few

Cast & Credits







Cast & credits

Titolo 
The happy few
Origine 
Francia
Anno 
2010
Durata 
103 min.
Colore 
Regia 
Antony Cordier
Interpreti 
Marina Foïs (Rachel)
Élodie Bouchez (Teri)
Roschdy Zem (Franck)
Nicolas Duvauchelle (Vincent)
Jean-François Stévenin (Padre di Rachel)
Alexia Stresi (Diane)
Geneviève Mnich (Madre di Franck)
Philippe Paimblanc ( Padre di Franck)
Blanche Gardin (Sorella di Rachel)
Ilona Caly (Thelma)
Naomi Ferreira ( Margot)
Ferdinand Ledoux ( Tim)
Produttori 
Pascal Caucheteux, Sebastien Lemercier
Produzione 
France 2 Cinéma, Why Not Productions
Scenografia 
Marie Cheminal
Costumi 
Isabelle Pannetier
Sceneggiatura 
Antony Cordier, Julie Peyr
Montaggio 
Christel Dewynter
Fotografia 
Nicolas Gaurin
Musiche 
Frédéric Verrières