Prove d'attore a Torino

di Laura Bevione

Data di pubblicazione su web 12/05/2003

le prove dello spettacolo
Due ambiziosi obiettivi sottendono il progetto "Tre storie d'amore" ideato e realizzato dal Teatro Stabile di Torino: da una parte offrire agli ex-allievi della propria scuola un'esperienza di lavoro unica e concretamente formativa; dall'altra erigere le fondamenta di una futura compagnia "stabile", sul modello – per intenderci – della Comédie Française. L'allestimento di Romeo e Giulietta – cui seguiranno, nelle prossime settimane, Sogno di una notte di mezza estate e Pene d'amore perdute – traduce nella realtà il primo di quegli scopi. La regia – così come per gli altri due allestimenti – è stata affidata a un artista francofono: in questo caso l'appena trentenne e talentuoso Jean-Christophe Saïs, divenuto famoso oltralpe per alcune sue messe in scena di Koltès.

L'immagine che accoglie il pubblico affacciato ai palchi del Carignano – la platea è stata interamente ricoperta da una piattaforma in legno che aumenta notevolmente la superficie praticabile ma diminuisce la distanza fra spettatori e attori, così come doveva essere nel mitico Globe – palesa subito l'impostazione del regista. Accovacciati, vestiti di nero come color della pece è la terra che ricopre il palcoscenico, un gruppo di attori attende di dare inizio al play che, saltato il prologo, si apre con la violenza dello scontro fra Montecchi e Capuleti.



le prove dello spettacolo
le prove dello spettacolo


Saïs elimina il superfluo, il compiacimento eufuistico e il ridondante, e si concentra sull'implacabilità della tragedia, chiara fin dalla prima scena. Il testo shakespeareano è scremato e ridotto ai suoi snodi drammaturgici fondamentali, che si susseguono senza soluzione di continuità, con una fluidità indifferente agli spostamenti spaziali e, soprattutto, temporali. Il nero che domina le scene e i costumi – unica significativa eccezione il bianco dell'abito di Giulietta – crea un'ulteriore omogeneità, avvolgente e cupa come una prigione.

Il regista trascura o propone decisamente sottotono i luoghi comici presenti nel dramma – le scene in cui compare la balia, gli scherzi e le canzonature degli amici nei confronti di Romeo innamorato, la festa "fatale" in cui i due protagonisti fulmineamente si innamoreranno – e smorza gli stessi duetti amorosi, tanto da eliminare il famoso dibattere di "usignoli" e "allodole" dei due novelli sposi all'alba.

Rimane la nuda tragedia incombente, della cui inevitabilità paiono consapevoli gli stessi personaggi, invisibilmente trattenuti e incapaci di dare piena ed anche sfrenata espressione alle proprie emozioni. Romeo e Giulietta sono due ragazzi già privati del loro giovanile ardore ed entusiasmo, cui è soltanto concesso di cercare la partecipazione e il conforto del pubblico, in una lotta contro il destino già persa.

La tragedia è decisa, nulla potrà impedirne la parabola, e poco vale scalmanarsi e gridare – gli stessi duelli sono risolti in poche, quasi danzanti, mosse da arte marziale – quando il finale è noto e immodificabile. I giovani attori eseguono con diligente passione il dettato di Saïs, malgrado una certa acerbità dalle quale si distanzia la matura prova di Marco Toloni-Frate Lorenzo.


Cast & Credits




Jean-Christophe Sais
Jean-Christophe Sais


Cast & credits

Titolo 
Romeo e Giulietta
Prima rappresentazione 
prima nazionale: Torino, Teatro Carignano, 6 maggio 2003
Autori 
William Shakespeare
Traduzione 
Masolino d'Amico
Regia 
Jean-Christophe Saïs
Interpreti 
Alessandro Adriano
Nicola Bortolotti
Francesca Bracchino
Francesca Ciocchetti
Gianluca Gambino
Lorenzo Iacona
Riccardo Lombardo
Guido Morbello
Mariano Pirrello
Alessio Romano
Olga Rossi
Marco Toloni
Carlotta Viscovo

Produzione 
Progetto Shakespeare "Tre storie d’amore" del Teatro Stabile di Torino, in coproduzione con Actes Premiers
Scenografia 
Scene e costumi: Margherita Baldoni, Edoardo Bertulessi, Annamaria Cattaneo, Elena D’Agnolo Vallan del Laboratorio di Scenografia e Costume del Corso di laurea specialistica in Scienze e tecniche del Teatro diretto da Ezio Toffolutti
Luci 
Christophe Pitoiset
Musiche 
Gilbert Gandil
Note 
con la partecipazione degli allievi del III anno della Scuola del TST